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Itis – Ipsia di Cairo Montenotte, no alla settimana corta da studenti e insegnanti

L’invito rivolto dalla Provincia alle scuole savonesi a rinunciare alle lezioni del sabato per ragioni di riscaldamento (vedi Trucioli n.43: http://trucioli.it/2013/06/12/assemblea-allitis-egregio-schneck-non-si-risparmia-sulla-pelle-di-studenti-e-genitori/) continua a suscitare polemiche. Alcuni licei savonesi si sono dichiarati nettamente contrari e anche in Valbormida il dibattito non accenna a placarsi. L’affollatissima assemblea organizzata giovedì 13 giugno dai docenti dell’Istituto Secondario Superiore di Cairo Montenotte si è conclusa con un plebiscito.

La quasi totalità dei presenti ha preso posizione per chiedere al Consiglio d’Istituto di rivedere la decisione sulla settimana corta dopo un più serio sondaggio tra le famiglie della valle. Il dirigente scolastico Genzianella Foresti, ha rivendicato a sé il merito di voler trasformare una necessità (l’esigenza della Provincia di risparmiare sul riscaldamento) nell’opportunità di allargare il ventaglio formativo dell’Istituto ma la preside genovese, che ha poi ribadito la propria posizione in una lettera comparsa sul sito dell’Istituto (http://www.istitutosuperiorecairomontenotte.it/multimedia/85/Cari%20genitori.pdf) non è riuscita a fugare le perplessità delle famiglie che (infastidite anche da un atteggiamento ben poco “comunicativo” della DS) hanno votato in massa per l’opzione contraria.

Molte le criticità emerse nell’assemblea: per recuperare le ore del sabato gli studenti dovrebbero rientrare a scuola per due pomeriggi alla settimana il che significa, per i molti pendolari presenti soprattutto all’Itis e all’Ipsia, la necessità di pranzare in qualche bar o trattoria, o di accontentarsi di un panino all’addiaccio. Facile immaginarsi i problemi logistici, sanitari ed anche economici per le famiglie. Inoltre, nei giorni del rientro gli stessi studenti tornerebbero a casa quasi all’ora di cena e la stessa Foresti, a precisa richiesta, non ha potuto garantire che la TPL (la società di trasporto pubblico controllata dalla stessa Provincia) istituirà nuove corse pomeridiane per favorire l’utenza scolastica: il rischio è che gli studenti provenienti da Calizzano, Bardineto, da Montefreddo o da Pareto debbano prendere due o tre autobus per arrivare a casa.

Ma la settimana corta ha raccolto molte critiche anche tra i docenti: le lezioni pomeridiane, infatti, sono molto meno produttive e meno partecipate di quelle mattutine; la didattica e il carico di lavoro ne sarebbero sconvolti; rimane il dubbio su chi e come debba vigilare sugli studenti minorenni durante la pausa pranzo, e via di questo passo.

Il sabato successivo, anche il Collegio Docenti dello stesso istituto ha avuto esiti contrastanti: se è vero che – come ricorda il DS nella lettera – circa il 70% del totale professori ha votato a favore della settimana corta, nel plesso Itis-Ipsia di Via Allende, dove una gran parte degli studenti abitano fuori dal centro cairese, la maggioranza dei docenti ha votato per il mantenimento dell’orario attuale, in disaccordo con il dirigente scolastico. L’affermazione di Foresti, insomma, ha il sapore di una vittoria di Pirro, che potrebbe aver rischiato di guastare il clima scolastico all’interno dell’Istituto.

Giovedì 20 giugno, alle ore 20,30 è prevista, sempre nei locali di Via XXV Aprile, un’altra assemblea aperta tra docenti, genitori e dirigente che si annuncia rovente. Facile prevedere che i genitori ribadiranno le loro perplessità e le richieste ma il dirigente scolastico sembra voler mantenere il punto.

Intanto qualcuno, tra le righe, ha avanzato una proposta: se (come ha detto la stessa Foresti) l’invito dell’assessore provinciale Schneck non è che un aspetto del problema (e neppure, a suo dire, quello principale), perché non seguire l’esempio del liceo “Calasanzio”? A Carcare le classi quinte dell’istituto continueranno ad andare a scuola il sabato mattina anche per il prossimo anno scolastico; a Cairo il polo Itis-Ipsia di Via Allende potrebbe seguire lo stesso esempio, mentre il polo commerciale e l’Istituto per Geometri di Via XXV Aprile potrebbero passare alla settimana corta. La Provincia risparmierebbe il riscaldamento in uno dei due plessi cairesi: senza contare che la scuola è un servizio pubblico essenziale ed è un obbligo (e non una semplice facoltà) per lo Stato (e, quindi, per la stessa amministrazione provinciale) trovare le risorse per la normale erogazione del servizio: sarebbe ora di che qualcuno se ne ricordasse, invece di rischiare di impoverire la crescita culturale dei giovani per questioni di kerosene.

Ugo Trevi

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