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SAVONA / Sport e malagestio. Le brutte figure del sindaco esperto contabile

Ho presenziato presso la UBIK ad un incontro sullo sport organizzato dall’amico Nat Russo e da un gruppo di persone autodefinitosi “GLI OSTINATI“. Dopo alcune informazioni sui benefici dello sport e di una relazione sulle possibilità di energia alternativa per i consumi energetici degli impianti sportivi a zero costo per la pubblica amministrazione, è stato consegnato ai presenti ed illustrato un documento molto preciso su come il Comune di Savona finanzia lo sport.I

Prima di entrare nel merito di questo documento, mi preme ricordare che l’amministrazione ha acquistato delle quote del Savona calcio srl per € 5.000, assegnando a questa un contributo di € 95.000 con l’inserimento nel cda dell’assessore allo sport e bilancio e con la presenza nel collegio sindacale di un membro di fiducia.

Come sia finita questa esperienza è sotto gli occhi di tutti . L’ex presidente Andrea Pesce, ed il suo braccio destro Oggianu, in questi giorni arrestati dalla procura genovese per reati di truffa, fatture false ecc.ecc. Per il fallimento del Savona Calcio era già scattata l’interdizione nei confronti dell’ex presidente Pesce e dell’ex consigliere Alessio Toscano. I due, unitamente ad altri, sono stati ritenuti i principali responsabili del dissesto finanziario del Savona Calcio, dichiarato fallito il 22 dicembre 2011, poiché nelle loro vesti di amministratori sia legali che di fatto del Savona e della General Brokings 1996 S.r.l., avrebbero distratto la somma di 544.000 euro in favore di queste ultime traendola illecitamente da altre società riconducibili agli stessi e causandone dolosamente il fallimento.

I due responsabili sono stati inoltre denunciati per il sistematico utilizzo fraudolento di fatturazioni per operazioni inesistenti per oltre 600.000 euro, nonché per il ricorso abusivo al credito avendo presentato ad un Istituto Bancario locale contratti per false sponsorizzazioni. L’esame dei bilanci societari ha permesso, inoltre, di evidenziare come il bilancio presentato per l’annualità 2010 fosse palesemente falso in virtù dell’inserimento di crediti verso clienti risultati fittizi per oltre 410.000 euro permettendo, in tal guisa, di far evidenziare un utile d’esercizio anziché una reale perdita.

Gli addebiti sono molto pesanti e mi corre l’obbligo porre una domanda: il componente del cda e quello del collegio sindacale – rappresentanti della quota del comune – NON SI SONO MAI ACCORTI DI NULLA ? Se gli inquirenti non hanno evidenziato delle responsabilità penali per omissioni di controllo, le responsabilità “politiche” ci sono e come ci sono !

E questi bravi rappresentanti del Comune nel Savona calcio, oltre tutto, non si sono neanche accorti della truffa del campetto ristrutturato in erba sintetica nel 2011 con un finanziamento del Credito Sportivo alla società, ora fallita, garantito però dal Comune, per cui ora ci sarà un altro esborso di denaro pubblico per una garanzia prestata con un poco di faciloneria, a dir poco !

Poi per fortuna un gruppo di legali savonesi ( legati tutti al PD ) è opportunamente intervenuto alla guida del sodalizio per non perdere il titolo sportivo arrivando poi, con alcuni passaggi, all’attuale proprietà del noto imprenditore savonese Aldo Dellepiane che, oltre ad avere attività in campo industriale di tutto rispetto anche a livello europeo, ha notevoli interessi economici in campo edilizio nel nostro comune ( Crescent uno e Crescenti due tra gli altri !).

Il nostro comune è entrato socio anche nella Rari Nantes con lo stesso meccanismo, ovvero sborsando soldi pubblici, per altri € 100.000.

Brevi note. Negli anni in cui ero assessore allo Sport, il Savona calcio riuscì, affrontando molteplici difficoltà delle precedenti gestioni, a tornare in serie C grazie agli indimenticabili Viano – Persenda ed al gruppo del circolo Bianco Blu che aveva sede in Piazza Diaz. Dopo la morte di Viano ( noto grossista in campo di forniture idrauliche ) intervenne il compianto Marietto Vagnola ( spedizioniere marittimo) ed anche di Marino Del Buono ( della omonima ditta di pompe funebri ), nessuno con interessi edilizi, ma tutti sempre appoggiati dai fedelissimi biancoblu. Club autogestito quindi dai tifosi che riempivano lo stadio tanto è vero che l’amministrazione comunale aveva messo a disposizione gratuitamente autobus che partivano da Piazza del Popolo per raggiungere lo stadio che era sempre esaurito ( nella tribunetta delle autorità non si trovava posto ! ).

Soldi pubblici : neanche una lira. Interventi della Cassa di Risparmio: nessuno !

E la Rari Nantes : idem. Niente contributi e niente soldi pubblici e niente Cassa di Risparmio eppure la pallanuoto era ai vertici in campo nazionale ed europeo. Sia come prima squadra e sia come allievi . Ricordo che gli atleti (a differenza di oggi ) erano tutti savonesi .

E che dire della gestione della piscina comunale di Via Trento e Trieste allora unica esistente. Essa fu affidata, con regolare convenzione, sin dal 1976 alle tre società sportive che utilizzavano l’impianto con un contributo di 50 milioni di lire per la copertura dei costi di gasolio ( unico costo del Comune per la piscina ! ) . In quell’impianto si allenavano gli atleti della pallanuoto, dell’Amatori nuoto e della società di Celle nuoto. Aperta al pubblico, con corsi gratuiti per i bambini dell’asilo e per i ragazzi assistiti dall’ANFAS di Via Famagosta e mi si consenta di ricordare che su queste iniziative fummo primi in Italia  come lo fummo per i forti interventi del Comune nel campo della assistenza sociale da parte dell’assessorato competente (Rosati e Pastore ) .

Oggi quell’impianto costa al Comune 185.000 euro contro i 25.000 euro . Sono passati oltre trenta anni, è vero, ma ciò nonostante credo che un così alto incremento sia un fatto abnorme, per non dire altro!!!!

Ed il contributo per la piscina olimpica : quasi 300.000 euro . Abnorme, per non dire altro!!!!

A ben vedere dal documento fornitoci, lo sport a Savona costa, per canoni pagati ai gestori degli impianti e contributi vari, quasi 900.000 euro. Abnorme, per non dire altro!!!!

Credo, inoltre, che sulla gestione delle piscine ci siamo anche altri tipi di problemi legati alla concessione novennale data dal Comune alle due entità, riunite in Associazione temporanea di imprese ( ATI ) sempre Rari Nantes, ma con una diversa configurazione giuridica fatta per evidenti problemi fiscali . Sulla rendicontazione dei proventi degli impianti a favore del Comune ( 5% degli incassi ) pare che ci siano dei problemi !

La lunga esperienza professionale in campo tributario mi porta a nutrire qualche dubbio ( non conosco bene gli atti ) su tutta l’impostazione gestionale degli impianti natatori e temo che, di fronte ad un attenta verifica della polizia tributaria o della Agenzia delle Entrate, potrebbe nascere “qualche problema”. Anche una attenta verifica da parte della Corte dei Conti sulle concessioni fatte ed sui relativi costi e sulle conseguenti contabilizzazioni più o meno esistenti potrebbe far nascere più di un “problema“.

Ora la giunta comunale ha istituito un ufficio per la prevenzione della corruzione e per garantire che il Comune sia gestito come una casa di vetro. Bella iniziativa ! Bene ed allora che si cominci a verificare l’operato della sua gestione ed il sindaco faccia riesaminare ( con maggiore attenzione però ! ), sulla voce autorizzazioni e concessioni, tutta la normativa civilistica e fiscale sull’affidamento e sulla gestione delle piscine prima che arrivino brutte sorprese.

Come è avvento per la squallida vicenda del fallimento del Savona Calcio in cui, come ho già detto, nessuno del Comune ( socio e rappresentato in cda della società dall’assessore allo sport e bilancio e da un professionista nel controllo dei conti ) si era accorto dei falsi in bilancio e della “malagestio” contestata dalla magistratura. Il sindaco potrebbe, così facendo, evitare di ripetere la pessima figura già fatta sia come primo Cittadino e sia anche nella sua veste di esperto contabile!!

E sui costi per le forniture per il riscaldamento degli impianti sportivi ( e non solo ! ) con bollette da centinaia e centinaia di migliaia di euro perché  il Comune non si è avvalso delle c.d. energie alternative ? Avrebbe potuto farlo anche senza tirare fuori un euro come ben illustrato nella relazione tecnica citata in apertura. Perché non ha mai provveduto? C’è forse qualche motivo? L’ufficio approfondisca e così potrà far tacere le solite malelingue che ricordano le antiche vicende della inchiesta della Procura della Repubblica di Savona per gli ottocento milioni di lire della ” gestione calore” di tanti anni orsono poi finita come è finita !!!!

Ed a proposito del nuovo ufficio il Dott. Vincenzo Filippini, neo responsabile, faccia verificare se ci sono illeciti ed irregolarità – come da me denunciati da tempo – sulle aziende in cui il Comune è direttamente interessato e, se avesse bisogno di conoscere bene gli atti, mi chiami pure. Sono a disposizione per dare un contributo alla trasparenza e per favorire la realizzazione della ‘casa di vetro’ comunale, appunto .

Luciano Locci


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