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Assemblea all’Itis. Egregio Schneck non si risparmia sulla pelle di studenti e genitori

Le scuole superiori di Savona devono rimanere chiuse il sabato. Se non è un diktat, quello dell’assessore (ora ex) all’edilizia scolastica Roberto Schneck, poco ci manca. Schneck ha motivato la sua affermazione con un argomento poco didattico ma molto pratico: la chiusura delle scuole al sabato consentirebbe all’amministrazione provinciale (cui compete la gestione degli edifici scolastici nelle scuole superiori) di risparmiare sul riscaldamento: il che, in tempi di tagli radicali ai budget provinciali, ha una sua logica.

Ma la decisione sta suscitando polemiche piuttosto veementi, e altrettanto motivate.

http://www.ilsecoloxix.it/p/savona/2013/06/06/APVRJNhF-settimana_presidi_spaccano.shtml

La rimodulazione degli orari scolastici su cinque giorni settimanali obbligherebbe gli studenti a più rientri pomeridiani, con tutti i problemi connessi: la riduzione della settimana scolastica a cinque giorni, inoltre, costringerebbe gli istituti a modificare completamente la didattica, sia nei licei, sia negli istituti tecnici e professionali. Non è un problema di poco conto anche negli istituti tecnici e professionali, dove le ore di laboratorio, ad esempio, diventerebbero difficili da gestire.

Ma i problemi sorgerebbero soprattutto per i ragazzi: vedi, tra i tanti, la necessità di pranzare fuori di casa per gli studenti pendolari, le difficoltà del trasporto di ritorno nel tardo pomeriggio (la TPL ha già fatto presente che non potrà predisporre corse supplementari, il che vuol dire che molti studenti arriveranno a casa dopo cena, per ripartire alle sette la mattina dopo), l’impossibilità per gli allievi di preparare adeguatamente le lezioni per il giorno successivo, e così via. Senza contare che le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano saranno costrette a lasciare i loro figli senza custodia per un’intera giornata.

Alcuni istituti (la decisione finale sui giorni di apertura, infatti, non è di competenza della Provincia bensì dei consigli di istituto e dei collegi docenti delle scuole) hanno già chiaramente declinato l’invito di Schneck, affermando che la scuola è servizio pubblico e che compete, quindi, alla Provincia attivarsi per continuare a scaldare le scuole anche al sabato. In altri, sono in corso riunioni aperte per discutere il problema: giovedì 13, alle 20.30 presso l’ITIS di Cairo Montenotte è prevista una riunione aperta a cui è invitata tutta la popolazione.

PS. Per la fine dell’anno scolastico alcuni dirigenti scolastici hanno adottato quest’anno un’originale soluzione: la chiusura “differenziata“. Alcune classi hanno infatti terminato le lezioni sabato otto giugno (con tre giorni di anticipo sull’orario regionale); altre, negli stessi istituti, hanno chiuso regolarmente il giorno 12. Risulta anche che alcuni scrutini finali siano stati fatti prima della conclusione ufficiale dell’anno scolastico. Tutto ciò non sembra molto corretto, quantomeno verso gli studenti: con la chiusura anticipata, a qualcuno di loro la scuola potrebbe aver negato la possibilità di saldare i debiti scolastici nei giorni finali dell’anno. I dirigenti scolastici – e i docenti di diritto – che cosa hanno da dire al riguardo?

 Ugo Trevi

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