Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Caffeina per restare svegli/ Ma che ce frega ma che ce importa, c’è la Caritas, la guida Michelin e il 5 stelle

L’attualità della settimana. Se son magnata tutta la torta. Siamo individiosi senza speranza. E la chiamano pacificazione (ognuno ha il suo prezzo). A e B in ordine alfabetico. Naufragio. Francesco alla guerra? Il tranello della vita. The End, l’ingratitudine e  la tristezza. Qualcuno è colpevole. Walter Veltroni: ‘domani è sempre un altro giorno’. Berlusconi e l’Imu: gli ultimi giorni prima dell’Apocalisse.

MA CHE CE FREGA MA CHE CE IMPORTA
‘se son magnata tutta la torta…’ su! non siamo sempre pessimisti, c’è la ‘Caritas’  a combinarci sempre e comunque il pranzo, basta sfogliare la guida Michelin e scegliere il locale a cinque stelle che più ci aggrada.
Ci sarà l’Imu, ridotta, o annullata, solo sulla prima casa, sulle attività commerciali verrà invece aumentata a dismisura, se qualche priccolo imprenditore disperato si vorrà suicidare si accomodi, e che diamine, quante storie!  tanto si sa che ‘son tutti ladri e bugiardi’, con il conto in Svizzera, la mercedes  e l’amante sotto il banco.
E se le banche non ti danno una mano, ti rifiutano un prestito, nessun problema, si mette all’asta l’appartamento, chi compra si detrarrà il mutuo.
E non raccontiamoci le panzane che il costo della vità è divenuto insostenibile, tutte le bollette energetiche sono calate e se proprio qualcuno non può pagarle interviene lo Stato sempre attento e generoso.
I giovani, si sà, fanno i disoccupati per opportunismo, che di lavoro ce n’è a iosa, è meglio vivere alle spalle dei genitori, al limite a fine sfruttamento si può fare il solito pensierino di soluzione finale (per i genitori: ovvio).
I supermercati danno una mano per sopperire alla crisi, tutto sottocosto, rimettono utili e si accollano grandi sacrifici, infatti ne chiudono uno e ne aprono dieci, inventano raccolte a punti per incentivare le vendite, ogni cento ti regalano una commessa ma non la puoi scegliere la puoi solo mantenere .
Insomma siamo a una svolta, felice e rassicurante, gli incubi sono finalmente spariti, il sonno è ritornato sereno, nonno Napolitano ha giurato due volte per meglio rasssicurarci che le cose vanno per il verso giusto, solo il caimano nel buio della notte tace in attesa dell’agguato ma nessun timore, ci penserà il Padreterno a smacchiarlo.
SIAMO INVIDIOSI SENZA SPERANZA
I soliti ‘puntigliosi, pochi per la verità e probabilmente ‘ammortizzi’ (traduzione: complessati, probabilmente impiegati delle pompe funebri) lettori di ‘Caffeina,‘ inviano e-mail accusandoci di essere ilari e superficiali, insomma dei ‘parolai tanto per’. 
Ovvio che non ce ne frega nulla delle loro opinioni, che comunque rispettiamno in quanto siamo persone limpide e responsabili, solo ricusiamo il fatto di essere sempre e comunque mattacchioni: non è assolutamente vero, anzi!, nella nostra satira, spesso graffiante e senza sconti per alcuno, evidenziamo verità scomode, fatti e smifatti, sovente ripresi dalla stampa nazionale con grande rilievo, verificare su internet.
E tanto per essere coerenti, nel senso di essere persone ‘anche’ allegre, allunghiamo il brodo ( per gli ‘ammortizzi’ non leggere e saltare direttamente all’articolo a seguire):
cinque, più uno per concussione, gli anni di carcere affibbiati al Cavaliere oltre l’interdizione perpetua dagli uffici  per il caso Ruby.
Ci va duro Ilda Boccasini, senza sconti di sorta, ‘dimostrando oltre ogni ragionevole dubbio che Berlusconi ha fatto sesso con una minorenne’.
Se poi, se cosi verrà confermato, appello e quant’altro, se oppurato con prove inappugnabili il versamento di 4,5 milioni di euro alla bella Ruby per il suo silenzio (mai così silenzio, come dice il proverbio, è stato d’oro), beh! senza ombra di dubbio, questa (eventuale) prestazione sessuale è stata la meglio renumerata nel corso della storia passata e recente.
E in sincerità (siamo uomini e non caporali) con tanta umana invidia per il Cavaliere ghepardo e casanova, e tanti sospiri, che noi disoccupati neppure con le offerte speciali conseguenti della crisi economica, ‘fai due paghi una’ riusciamo a permetterci:  ovviamente con una bimba maggiorenne.
E LA CHIAMANO ‘PACIFICAZIONE’  (ognuno ha il suo prezzo)
Ogni uomo ha il suo prezzo, salvo i martiri che pagano con la vita l’essere coerenti alle proprie convinzioni e i Santi in genere visionari e non sempre consapevoli.
L’elezione di Nitto Palma, a presiedere la Commissione Giustizia, con l’ambiguo nulla osta del PD, si conferma ‘il dovuto’ a Berlusconi allo scopo di garantirgli se non altro una sponda di amicizia: che probabilmente così non sarà essendo ben nota la severità di Nitto Palma ma anche la speranza ha un senso.
Resta il comportamento, ogni giorno più degradante, del PD che pone spontanea una domanda: ‘perchè vi siente consegnati come prigionieri al Pdl con tanta disonorevole leggerezza?’
La risposta che da più parti sentiamo, dalla gente comune, dai cittadini ed elettori sconcertati e offesi, è: ‘per mantenere il potere della casta, i privilegi e quant’altro, per non rischiare di essere epurati dalla pulizia morale palesata da Grillo’.
In tutto ciò, ognuno mediti: ognuno ha il suo prezzo.
A e B in ordine alfabetico 
Dopo la A viene la B, in ordine alfabetico: si è reso vacante il posto di Senatore a vita di A (Andeotti) ora si attende che il Presidente Napolitano nomini B (Berlusconi).
Destino dei nomi, casualità degli eventi, personalità trasversali, come Andreotti anche Berlusconi (a Suo dire: ovvio) si sente ‘un perseguitato politico’ da parte di una Magistratura sempre e comunque ostile: Andreotti probabilmente avrà già espletato con San Pietro tutte le pratiche inerenti ad ottenere la qualifica di ‘Santo’ alla quale tiene particolarmente per ottenere l’ultimo riconoscimento in sede Vaticana, Berlusconi è in fase di attesa anche se si prevedono difficoltà per la santificazione, alla quale non tiene più di tanto al momento, mentre è in fibrillazione per la nomina a Senatore a vita che gli toglierebbe molte castagne dal fuoco’.
NAUFRAGIO 
Si percepisce nell’attuale corso politico che tutto è sott’inteso, precario, a un soffio del naufragio.
Ha un bel scrivere Scalfari su Repubblica che è tempo di mettersi ai remi per salvare la nave Italia che tanto è la solita storia: che a remare, a pagarne le conseguenze loro malgrado, sarà sempre la povera gente, la ciurma, a parare il deretano dei politici capitani sulla tolda di comando.
Il rischio del naufragio si è fatto ora più tangibile, gli scogli sono sempre più vicini intendendo, per il Governo, la questione Giustizia, le frequenze TV, una decente legge elettororale (che si è affleviolita la richiesta come per l’ineggibilità di Berlusconi), il tutto con il ‘ricatto latente’ del Cavaliere pronto a staccare la spina al Governo in qualsiasi momento.
A questo punto come nella tradizione marinara, tanto per restare in tema, ‘si salvi chi può’,  inutili saranno le eventuali scialuppe di salvataggio, se mai arriveranno, del Movimento5stelle e ancor meno il gommone sgonfiato di Matteo Renzi.
FRANCESCO ALLA GUERRA (?) 
Questa non l’abbiamo compresa e neppure ce l’aspettavamo: Papa Francesco, il Papa dei poveri, dei diseredati, del risparmio con l’anello in argento invece che in oro, delle scarpe usurate le stesse ancora di quand’era Cardinale, dei pranzi frugali in refettorio con la servitù, ha assunto in forza 35 nuove Guardie Svizzere, alla faccia della crisi economica che attenaglia anche il Vaticano.
A meno che non intenda prepararsi a una ‘guerra privata’, pronto a fare infilzare con le alabarde alcuni Cardinali della Curia non propriamente amici.
IL TRANELLO DELLA VITA 
Dal recente romanzo  ‘Gli anni della peste’ di Fabrizio Gatti: ” …non cediamo nel tranello di sentirci inferiori di chi vuole ottenere di più degli altri facendo meno fatica, di chi vuole dettare le proprie regole e si rifiuta di seguire quelle imposte dalla società che mette il proprio benessere materiale più in alto della libertà e addirittura della vita altrui”.
 
Perche Voi, cari lettori, riuscite a capire il mondo?.
Magari potete darci una ‘dritta’, aprirci un varco nelle nostre menti offuscate, ad esempio sul ‘senso della vita e della morte come parte ineluttabile della vita stessa.
Non vogliamo, ne siamo all’altezza di fare della filosofia, palesamente spiccia e puerile, ma solo cercare di scandagliare l’intimo pensiero delle persone ‘normalmente normali’, come noi siamo, cercando di sfuggire all’intossicazione delle parole dei soloni e dei cattivi maestri che ogni giorno ci inculcano in modo subdolo e chiaramente interessato.
Ricordiamo un amico, una persona fisicamente sana, senza problemi economici e di rara intelligenza che da anni supplicava di aiutarlo a morire in quanto si sentiva estraneo a questo mondo.
E allora, cari lettori, vi chiediamo di aprire lo scrigno dei vostri pensieri, i più reconditi e sinceri e di farne partecipi il resto del mondo: emozioni, esperienze, possono far meglio comprendere ed aiutarci nel nostro percorso esistenziale, magari essere l’appiglio insperato per salvarci, ogni riflessione sarà un mattone essenziale nella costruzione della nostro percorso di vita che non deve essere stupidamente condizionata da quella degli altri.
THE END, l’ingratitudine e la tristezza
Tutti, ma proprio tutti, ad applaudire, nello squallido  stanzone della Fiera di Roma, il segretario traghettatore del PD (speriamo non come Caronte), Guglielmo Epifani, fino al Congresso per l’elezione del nuovo direttivo.
C’era anche Bersani, solingo e a distanza da coloro che fino a poco tempo fa si spellavano le mani ad applaudirlo e ad assecondarlo: che si alza, a fine discorso di Epifani, una stringata stretta di mano tanto per non apparire scortese e subito via, verso l’uscita, un’ombra scura nella notte scura, neppure la compagna di tante battaglie, Rosy Bindi, a consolarlo.
L’ingratitudine e la tristezza della fine.
QUALCUNO E’ COLPEVOLE
Un peccato gravissimo ad imbrattare gli ideali luminosi che furono del Risorgimento nella costruzione di un’Italia unita e sovrana, oggi ad infangare il sacrificio dei nostri padri partigiani martiri per un’Italia libera
dal nemico oppressore.
BERLUSCONI E L’IMU, GLI ULTIMI FUOCHI PRIMA DELLA APOCALISSE
L’insistenza con la quale Berlusconi chiede di abolire l’Imu, perché così aveva promesso in campagna elettorale, è in fondo una piacevole novità. Fin qui, il nostro aveva ampiamente dimostrato di non tenere in alcun conto la parola data; e l’interminabile rosario di frottole, millanterie, balle spaziali e ordinarie bugie con le quali suole intronare gli italiani oramai da vent’anni, era oramai da tutti considerato puro cabaret, né alcuno pretendeva che alle parole di questo pittoresco signore corrispondesse, poi, l’ombra di un fatto. Ora lui dev’essere maturato, in seguito a qualche svolta psicologica o evento affettivo che non ci interessa più di tanto approfondire. Al punto di attribuire qualche rilievo a ciò che dice, e agli impegni che prende. Sta diventando un vero ometto, e forse sta abbandonando la sua lunghissima infanzia. E dunque, chi anche fosse contrario al rimborso dell’Imu (per esempio i sindaci, che non sanno come finanziare altrimenti le casse dissestate dei loro Comuni; e anche quelli come me, che non vedono perché mai, avendo un discreto reddito, dovrebbero smettere di pagare una delle tasse sulla casa più basse d’Europa), anche chi fosse contrario, dicevo, è ben disposto verso questo esordio dell’ormai anziano statista nel novero, per la verità molto ristretto, di chi crede a quello che dice(Michele Serra, Repubblica).
WALTER VELTRONI, ‘DOMANI E’ SEMPRE UN ALTRO GIORNO’ 
Nessuno a muovere un dito, tutti ad attendere che Bersani bagliasse, con la spintarella sotto banco e velenosa dei 101 elettori  a disgregare Prodi quale candidato Premier, tutti noti i nomi dei ‘Giuda’ ma tutti graziati che in politica, quella italiana, l’ambiguità e una regola quando non è un merito.
Abbiamo letto, per dovere, ma che noia!, il libro appena uscito di Walter Veltroni  ‘E se noi domani’, Rizzoli editore, l’ennesima storia ripetitiva del percorso del Partito Comunista fino ai fatti di oggi con annunciata tragedia finale.
Magari, nel libro, si percepisce l’onestà degli intenti, lo sprono a ripartire e trovare attraverso parole nuove la voglia di ricostruire un senso politico, una rotta da studiare o ri-orientare, risvegliare la passione mortificata, riordinare le idee, affrontare con coraggio le battaglie che si prospettano: tutti d’accordo, perchè ‘domani è sempre un altro giorno’ se non fosse che il libro sà di antiquariato essendo giunto con vent’anni di ritardo.
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G.Gigliotti

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