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Liguria e Basso Piemonte

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Borgio, ‘necrologio’: muore un paesaggio fiabesco? Non dimenticare il mitico Dentella

Cinque km di caverne. Tutte hanno restituito reperti di animali d’epoca preistorica e rinvenuti segni della presenza umana. La “Valdemino”, la ‘grotta per eccellenza di Borgio Verezzi’ perfettamente attrezzata e visitabile. Furono necessari quasi 20 anni per renderla agibile al pubblico. Il 29 giugno 1970 aperte al pubblico. Tra gli indiscussi e storici protagonisti, degni di passare alla storia, il capo-grotta Giovanni Dentella. Non abbiamo dubbi, nonostante le sirene allarmistiche. La comunità non perderà questo tesoro-risorsa inestimabile. Si può chiedere aiuto alla comunità internazionale perché si tratta di un patrimonio che ha diritto ad essere dichiarato dell’Unesco. La stragrande maggioranza dei cittadini residenti, dei proprietari delle seconde cose, dei savonesi, dei liguri, degli italiani,  non accetta di mettere a rischio una ricchezza collettiva.

Si può dubitare delle garanzie e delle assicurazioni  che le grotte non saranno messe a rischio da interventi umani? Da nuovi insediamenti abitativi? Si può essere fiduciosi nell’operato di chi è chiamato ad amministrare il bene pubblico? Non perdiamo fiducia e speranza.  Quel paesaggio sotterraneo, descritto in decine di libri, di depliant, fotografie, pellicole, è un dono ‘divino’ direbbero i credenti. I suoi laghetti dovranno restare caratterizzati dallo straordinario color smeraldo.

Gli specchia d’acqua non sono alimentati  da fiumi o da falde sotterranee, ma semplicemente da acque piovane, il loro livello è molto variabile da stagione a stagione. C’è il Laghetto della Fate, poi il Canyon rosso,  quindi il Candelabro, il busto di papa Giovanni, la Pagoda, il Piede di Gulliver. In una sala stalattiti filiformi lunghe oltre un metro, talmente sensibili da vibrare al semplice suono della voce.  Un ambiente eccezionale, documentano gli esperti, che presenta caratteristiche uniche anche nella sua fauna. Le grotte di Borgio sono abitate da specie particolarissime, perfettamente adattate alla vita in assenza di luce. Tra esse i troglobi,  minuscoli animaletti diafani, privi di occhi e di ali, che possono vivere solo in un ambiente ipogeo. Non mancano i troglosseni, di origine esterna, ma adattati all’ambiente, e i troglofili, in grado di vivere anche all’esterno.

Un ambiente vivo, in continua evoluzione.

Leggi alcuni brani della guida “gallery”, distribuita in migliaia di copie, sulla cittadina di Borgio Verezzi e Pietra Ligure, nel 1994. Per “meglio conoscerci” ricordavano Giacomo Accame, allora assessore al turismo di Pietra (poi sindaco) ed il primo cittadino di Borgio, Enrico Rembado, il quale scriveva sulla copertina: “….Ringrazia l’editrici GGallery per aver realizzato un prezioso aiuto per il turista e chiunque voglia conoscere questa località, i suoi nuclei storici, i monumenti del passato, la bellezza delle grotte, il Festival Teatrale….un motivo in più per una simpatica visita e per una vacanza piacevole…”. Assessore al turismo di Borgio, in quel periodo, Gianluigi Granero.

 

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