Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Mercato immobiliare in Riviera, i prezzi restano ‘alti’? C’è un motivo…

L’Istat ha diffuso il dato sulle compravendite immobiliari per il 2012, rilevando un crollo nelle transazioni pari a -23% in un anno. E’ d’altronde quanto accade in tutti i sistemi economici colpiti dalla crisi e che di solito si risolve quando, diminuendo i prezzi di vendita, aumentano i potenziali clienti e gradualmente il mercato ritrova il suo equilibrio. La Riviera di Ponente con migliaia di alloggi vuoti e tanti invenduti tiene duro. Si costruisce di meno, ma dietro le quinte c’è chi sfrutta la situazione e fa affari. Nessuno però lo racconta. 

Ovviamente, nel periodo di assestamento non mancano le vittime e qui dovrebbe intervenire lo Stato, perché la casa non è un semplice bene di consumo bensì un diritto. Ebbene, possiamo dire che questa dinamica si stia verificando anche in Italia? In particolare in alcune zone della Riviera ponentina.  Non proprio, almeno così sembrerebbe dedursi da un recente rapporto dell’Agenzia del Territorio.

Dalle stime riportate emerge che il trend annuale del valore di acquisto di un immobile avrebbe infatti un calo superiore al 20% per le unità destinate ad attività commerciali e produttive; la sostanziale immobilità per quelle a carattere abitativo, indipendentemente dall’ubicazione in un grande, medio o piccolo centro urbano. Insomma le famiglie italiane comprano sempre meno case, eppure i prezzi delle stesse non accennano a diminuire. Questa divergenza dice molto su come funziona il libero mercato immobiliare (e non solo quello) in Italia.

Le aziende che chiudono non riescono a riallocare le proprie attività, subendo così l’onere della svalutazione, e continua a persistere un movimento speculativo fortissimo sull’edilizia abitativa, che consente a grandi e piccoli gruppi di lasciare invenduto il loro capitale, mantenendo alto il livello dei prezzi. L’obiettivo di chi specula, infatti, non è vendere ma possedere, impedendo la svalutazione delle sue proprietà nei bilanci e dunque nelle relative fideiussioni bancarie. Ma se la casa è un diritto, non si può più permettere che il profitto di pochi incida sulla sopravvivenza di molti!

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