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Ceriale, i due fratellini (ora felici) ‘dimenticati’ da Sanremo e Riva Ligure

Il 23 dicembre, antivigilia di Natale, La Stampa-Savona, svelava una situazione grottesca. Vittime due minori e le suore del Santo Natale di Ceriale che gestiscono una “comunità protetta” per  ragazzi e ragazze affidati dai tribunali dei minori. Era emerso che due Comuni (Sanremo e Riva Ligure) da due anni non rimborsavano un lira, per un assurdo rimpallo di responsabilità. Il sindaco Ennio Fazio si era impegnato a scrivere ai colleghi imperiesi. Sono trascorsi due mesi e non è successo nulla. Anzi, una lieta novità c’è.

I due minori, fratellini, hanno lasciato la struttura di Ceriale e sono stati accolti da una coppia di Garlenda, benemeriti volontari  del centro di assistenza.  L’unico sbocco positivo, non per merito di chi amministra la cosa pubblica. Evidentemente anche il primo cittadino di Ceriale si è trovato impotente. Il suo Comune, ma ce ne sono pure altri, rispettano i pagamenti della retta mensile (55 euro al giorno).

Si sta facendo quanto è possibile perché la ‘comunità protetta’ possa continuare a svolgere un ruolo sociale delicato, importante? Tutelare i diritti dei bambini.

La vicenda venne così descritta. “Le suore del Santo Natale chiedono aiuto alle istituzioni e ai cerialesi per gestire la casa famiglia dove trovano alloggio 8 minorenni, dai 3 ai 14 anni, due ragazze diciottenni, affidati dal tribunale dei minori. …Suor Valeria Pistone, responsabile della struttura,  ha incontrato il sindaco Ennio Fazio, il comandante della polizia municipale Ivan Suardi, l’assessore Marinella Fasano che ha portato alcuni regali natalizi per i piccoli ospiti.”

Durante l’incontro sono emerse alcune problematiche. La prima riguardava la lista d’attesa  per accedere alla scuola materna. Le graduatorie non fanno distinzione tra un bimbo con i genitori e una situazione svantaggiata. La seconda il fatto che non viene riconosciuta alcuna agevolazione  dai comuni di residenza degli assistiti per lo scuolabus e la mensa; per risparmiare la ‘casa famiglia’ (le suore e volontari) devono provvedere  a portarli a scuola  con i propri mezzi  e farli pranzare in comunità.

Terzo, il caso sconcertante di due fratellini orfani (in verità il giornale parlava di uno) per i quali da due anni non ricevevano un euro  perchè i comuni di residenza,  Sanremo e Riva Ligure, continuano a fare scaricabarile.  Una situazione grottesca nonostante i solleciti.

In quella circostanza, proseguiva l’articolo, il sindaco Fazio si è impegnato a scrivere ai due colleghi per sollecitare “la risoluzione della controversia”. Ma anche a installare tre cartelli stradali per segnalare la ‘culla della vita’, attiva all’ingresso della casa alloggio.  L’assessore Fasano ha proposto  un convegno con psicologi volontari e giudici minorili per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’attività meritoria della congregazione. Infatti sarebbe pure emersa la difficoltà di trovare volontari. Attualmente sono una quarantina, nessuno pare abiti a Ceriale.

Sta di fatto che l’articolo-denuncia non ha smosso le coscienze degli amministratori pubblici delle due cittadine imperiesi, ma ha fatto si che una coppia di Garlenda, già impegnata nel volontariato proprio nella ‘casa’ di Ceriale,  abbia preso in affidamento i fratellini.  Un diritto, quello dei bimbi abbandonati, meritevole di maggiore considerazione, soprattutto da parte delle istituzioni che dovrebbero dare il buon esempio.

Post Scriptum: Un lettore ci segnala di aver letto nei giorni, sulla cronaca locale, che il Comune di Loano ( nel rispetto della legge) ha “investito 13 mila euro per assistere i cani randagi”. L’articolo esordiva: ” Più di 17 mila euro: è la cifra che il Comune di Loano ha deciso di investire quest’anno in operazioni di natura zoologica di vario genere.  La parte più cospicua (13 mila euro)  è destinata a finanziare le spese di ricovero ed assistenza veterinaria  dei cani randagi, rinvenuti sul territorio loanese e che vengono portati  all’allevamento Evertea di Tovo S. Giacomo.  La retta giornaliera per ciascuna bestia ammonta a poco più di 10 euro…”.

 

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