Trucioli

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SANREMOLO

Romolo e Remolo-Sanremo si adegui all’ipse dixit: frutto di accaniti studi filologicomusicali-Il RAP d’insaputa

    Come tutti sanno, San Remo non è mai esistito. Chissà quanti altri santi non lo sono e appaiono sui calendari. Scoppiò un tumulto a Napoli, quando fu appurato, con conferma delle gerarchie ecclesiastiche, che non era mai esistita Santa Filomena.

Per porre fine alla defatigante problematica è intervenuto chi sa. “Lui” sa. Ha quindi posto termine ad ogni diatriba nell’attestare il vero nome che già pompeggiava nella fondazione di Roma, perché i due fratelli si chiamavano non già Romolo e Remo ma Romolo e Remolo: ipse dixit.

    Che oggi i comunisti e i para-comunisti associati e occultatisi nelle vesti di programmatori, presentatori, sindaci ecc. televisivi e com-unali (appunto) s’inciucino nel “Sanremo festival”, è fatto che non solo contraddice alla scientifica e storica attestazione di “Lui”, ma, con diabolica comunistaggine, tenta di provocare lo scarrocciamento del treno per Yuma, nel fermo cammino teso al traguardo del “grande ritorno”, per il definitivo affondamento dell’italica barca, da sbattere sugli scogli come la “Concordia” al Giglio.

    Ad insaputa di tutta la western crew del cosiddetto Festival, riconquistando le redini della vera plaga di San Remolo, eccoci dunque il RAP berleghista per la sanremolasca partita che nemmeno il Papa ( “ma proprio adesso, a ridosso delle elezioni, doveva fare tutto ‘sto casino? anca lü, come i comunisti della RAI ? ma pensi alla IOR ! E aspetta, no? Che ti scappa? Varda la Madunina che è lì e sta ferma, aspetta, Lei, che fretta c’era!? Mah, ‘sti tedesch!”)

    “Apicella, fammi lo zum zum zum a questo RAP, tutto mio, che il premio San Remolo 2013 me lo do io! Alé:

Quand’ero piccino diceva la mamma se fai nel vasino ti porto la panna- la panna l’aspetto da mo’ che l’aspetto e son ben cresciuto per fare dispetto-, coi soldi che ho fatto ci compro di tutto e a chi sta di sotto ci mando lo strutto- mi piacciono quelli che dicono sì, sei bravo, sei bello, sei ricco, un picì, -ma cosa mi dice quel lesto di un fante che pici, piciante,- mi sembra la lista, l’ha fatta quel porco di un gran comunista se posso lo frego , chi è non lo so ma sempre lo vedo col vecchio paltò- che tasse che vuò- pagare le tasse l’è propri da fessi, chi paga le tasse vuol far comunismo, i dané son i mé e poi se hai bisogno ghe pensi ben mì a farti guarì che qui di ospedali ci abbiamo a go go-che paion formiche del dom Formigo’- le donne si sa, ben vecchia questione, vestite e svestite da suor sporcaccione, le donne si sa questione sociale mi piacciono tanto in orizzontale, le aiuto ci do la casa e i dané, l’è sempre soltanto per fare del bèn,- votate ,votate, prendete il Maroni, mettetelo in campo che rompa e che suoni- che a lü come a me gli piace la tromba, suoniamola insieme che sembra una bomba, lui con la scopa ci fa la campagna togliendosi anche la vecchia Tanzania perché come sempre l’ha da capità c’è ben qualche strassa che deve volà- volare, volare, cantava Modugno, io volo e ci do la s-berla sul grugno- volando sparacchio sui monti e sul pian, scoprendo che Monti l’è democristiàn,- ma insomma anca lü si fa la sua lista, per darmi darré da buon comunista-e adesso piuttosto che star zitti e mosca Alfano poraccio ci ha l’aria un po’ fosca, perché gli è rimasta soltanto la crusca, ma come ripieno che resta in gargossa si è messo anche il Papa a fare la mossa, e tutti stan lì a guardar Benedetto, chi piange , chi ride, chi sgamba un balletto,- mi dicono bene mi dicono male mi dicono anche che c’ho la Pascale,- ma che me ne fotte dei brucia italioti Sanremo-lo vinco per tutti i beoti.”

BELLAMIGO


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