Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Gli stranieri e i ‘manichini anticinesi’: cosa ho scoperto

Ritorno sul grave episodio dei manichini appesi ai negozi cinesi a Loano per fornire alcuni dati relativi alla presenza degli stranieri in Italia e nel nostro territorio in particolare. Infatti chi si è reso protagonista di simili fatti non è minimamente a conoscenza della realtà. Ed allora ecco un breve resoconto sulla situazione degli stranieri nel nostro Paese: i cittadini non italiani sono i primi a subire gli effetti negativi della crisi economica e sono ben lungi dall’esserne una causa.

Gli unici responsabili del dissesto culturale, morale e socio-economico dell’ex Bel Paese siamo solo noi Italiani.

Ad ogni buon conto ho deciso di approfondire alcuni dati che giudico utili

per farci comprendere meglio la condizione socio-demografica della Liguria e della nostra Provincia.

Partiamo, per l’appunto, dalla popolazione della Liguria.

In base all’ultimo censimento, in Liguria alla data del 9-10-11, vi sono 1.570.694 abitanti:
dunque la popolazione nella nostra regione è diminuita (alla data del 21-10-01 gli abitanti censiti erano 1.571.783).

Dato estremamente interessante perché la Liguria (-1089 abitanti) è l’unica regione del Nord che registra un decremento della popolazione.

Un dato che dovrebbe farci riflettere: non credete ?

In Liguria sono presenti 111.416 stranieri, di cui 49.870
maschi e 61.546 femmine.

In Provincia di Savona nel 2010 gli stranieri residenti erano 21.814 e dunque rappresentavano il 7,6 % della popolazione pari a 287.906 abitanti.

Veniamo al Comune di Loano

Il grafico qui di seguito ci indica quanti sono e a quale nazionalità appartengono gli stranieri presenti a Loano nel 2010 (1222 in tutto).

I cinesi, per la cronaca, sono al nono posto in numero di 31.


Dal momento che chi ha appeso i manichini ha le idee molto chiare sulla incidenza degli stranieri nell’economia del territorio del Comune di Loano e sul preteso potere cinese di togliere lavoro agli italiani, senza bisogno di particolari statistiche, vado a naso e vi indico alcune circostanze, a titolo esemplificativo:

  • non mi risulta che vi siano cinesi o comunque stranieri che svolgono professioni intellettuali nel territorio del Comune di Loano (avvocati, geometri, ingegneri etc);
  • non mi risulta che vi siano cinesi o comunque stranieri che svolgono attività di agente immobiliare nel territorio del comune di Loano;
  • non mi risulta che vi siano cinesi imprenditori edili nel territorio del comune di Loano;
  • non mi risulta che vi siano cinesi o stranieri che svolgono attività di panettiere, pasticciere e/o similari, nel territorio del Comune di Loano;
  • il numero di ristoranti di stranieri in Loano è decisamente una parte infinitesimale rispetto ai ristoranti italiani.
  • non mi risulta che vi siano attività alberghiere gestite da stranieri.

Peraltro, se vi fossero, per quanto mi riguarda, non vi sarebbe nulla di strano sia chiaro.

Gli stranieri, come lavoratori autonomi, spesso svolgono la loro attività nel campo della bigiotteria e dell’abbigliamento in percentuale decisamente inferiore e di molto rispetto agli italiani o nel campo dell’edilizia o più in generale dell’artigianato.

Invece, sempre a titolo esemplificativo, in Corso Roma a Loano, nel pieno rispetto della libertà di concorrenza che deve caratterizzare l’assetto democratico di ogni economia, faccio presente che vi sono la bellezza di 21 agenzie immobiliari, se non ho contato male: divertitevi a controllare quante panettiere ci sono nello stesso tratto di strada.

A Loano non si vive di solo pane, ma soprattutto di immobili.

La stragrande maggioranza degli stranieri è, in realtà, lavoratore dipendente nel campo dell’edilizia e della collaborazione domestica, fatto salvo il lavoro stagionale.

Dunque essi non appartengono certo a quel nucleo di lavoratori che detengono il c.d. potere economico e decisionale nella città di Loano, che, invece, purtroppo è in mano ai soliti noti con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti.

Al 31 dicembre 2010 (dati di Unioncamere) i titolari e soci di impresa nati all’estero in Provincia di Savona (al 58° posto in graduatoria) erano 565, per quanto attiene i comunitari e 2025 per gli extracomunitari che incidono, dunque, per una percentuale del 78,2% sul complessivo degli stranieri.

Già che ci siamo, infine, per fare polemiche sul fatto che vi sono troppi bambini stranieri nelle nostre scuole (altra tiritera) ecco qui alcuni dati: recentemente il Ministero dell’Istruzione ha chiarito che sono circa 756 mila, nell’anno scolastico 2011/2012, gli alunni con cittadinanza non italiana presenti nelle nostre scuole. Il rapporto degli alunni stranieri sul totale degli alunni è in continua crescita per ciascun ordine di studio: nella scuola dell’obbligo su 100 alunni 9 sono stranieri

Vediamo la situazione in Provincia di Savona:

TOTALE STUDENTI: 1342

INFANZIA: 525

PRIMARIA 608

SECONDARIA

I GRADO 120

SECONDARIA

II GRADO 89

Mi pare proprio che non si possa neppure affermare che gli stranieri ci stiano sottraendo il monopolio dell’istruzione: al contrario il numero degli studenti stranieri che, a livello di superiori, frequentano le scuole (diciamo così) più prestigiose (i licei) è decisamente inferiore rispetto al numero di stranieri che frequentano gli istituti tecnici.

Pertanto il processo di formazione degli stranieri ai più alti livelli negli studi è ancora alquanto difficoltoso.

Qui di seguito un quadro più aggiornato relativo alla situazione degli stranieri nel nostro paese:


Un ultimo dato: nel 2009 gli stranieri regolarmente residenti in Italia hanno contribuito per il 12,1% alla creazione del Pil attraverso il lavoro dipendente e autonomo per un valore di circa 165 miliardi di euro.

Intanto a Borghetto Santo Spirito sul tetto dell’ex Oleificio Roveraro la formica Olivia attende con impazienza l’arrivo di una straniera, una bella messicana destinata, forse, a salvare Borghetto: Conchita Sanchez.

La prossima settimana l’ultima puntata della sua avventura.

Giovanni Sanna


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