Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Frane: da Genova a Noli stesso consulente, ma sorte opposta

Domenica 18 Novembre il settimanale ” la Repubblica ” nella cronaca di Genova dedicata all’emergenza, titola: “Bisagno, il progetto è irregolare – ora i lavori rischiano la paralisi. Clamoroso verdetto degli esperti: così l’acqua non sarebbe imbrigliata “. Le sintesi dell’articolo firmato da Marco Preve specificano : “Consegnata dai consulenti del TAR la verifica tecnica chiesta dai giudici che devono decidere dopo l’iniziativa di due imprese escluse dall’appalto ” ; “il risultato è incredibile. Non solo le soluzioni previste ma lo stesso disegno definitivo posto alla base del bando di gara non risulta a norma “.

Il pool di consulenti era guidato dal ” verificatore “, l’ingegnere e docente universitario Roberto Passalacqua, il quale spiega che i giudici ” avevano chiesto di verificare se i progetti dell’aggiudicatario e dei ricorrenti rispettavano il carattere essenziale del progetto a base di gara. …. “Ebbene, svolgendo il nostro compito ed andando ad analizzare la documentazione depositata in Provincia, ci siamo accorti che neppure il progetto a base di gara era in regola “.

Insieme all’ing. Andrea  Del Grosso, l’ing. R. Passalacqua è lo stesso tecnico che il 19 Dicembre del 2009 ha ricevuto incarico dal P.M. Dott. Francantonio Granero presso la Procura della Repubblica di Savona per rispondere, quale consulente, e previo esame dei documenti agli atti e di ogni altro documento, ad otto quesiti riguardanti le cause che hanno determinato il dissesto di Via Belvedere.

C’è un perché mi sono soffermato a valutare, ancora una volta, le cause e le concause che hanno portato la comunità nolese a sopportare, (ancora oggi e chissà per quanto tempo ancora e con quali oneri finanziari oltre che di impatto ambientale) disagi di ogni genere, grazie alla indiscutibile capacità imprenditoriale della mente del Sindaco Niccoli (1995 – 2004) ed al braccio esecutivo per “ottemperare ai parametri precedenti” del Sindaco Repetto ( dal 2004 ad oggi ), affiancato da sempre e comunque dai consigli… di Penner e Rossello.

La sostanziale differenza tra ciò che è successo a Genova e quello che invece è realmente accaduto a Noli consiste nel fatto che, mentre a Genova l’assegnazione della gara d’appalto veniva contestata dalle Ditte escluse con ricorso al TAR, a Noli, nel 2002, chissà perchè?!!!, la gara d’appalto risulta deserta per ben due volte! Se vengono dubbi, è forse pensare male? Pur tentando di pensare bene… personalmente non riesco a capacitarmi, specialmente quando si constata che pochissimi giorni l’esito negativo dell’ultima gara, Niccoli addiviene, e proprio da un giorno all’altro accetta una proposta di trattativa privata con un aumento di offerta di 40.000€ su 1.600.000,00 di base d’asta.  Ecco come d’incanto e, per carità, tutto legalizzato sulla carta, una ditta riesce a catturare un’operazione immobiliare non da poco!  Questa si che è vera efficienza! Caso vuole si tratti della stessa ditta che a Noli ha da poco terminato copiosi interventi viari.  Operazione  immobiliare questa che, per chi ricorda come l’avevo descritta sul blog di “trucioli savonesi”, cioè “incauta vendita seguita da incauto acquisto del progetto offerto dal Comune” (vincolo archeologico) ha determinato, di conseguenza, una scellerata variante, causa del disastro ben visibile e sopportato tutt’oggi dalla comunità nolese e dai suoi affezionati ospiti turisti.  Tale progetto di variante viene, tra l’altro, così descritto nella perizia ordinata dalla Procura:

” Il progetto è quindi stato sviluppato sulla base di informazioni incomplete ed imprecise, circa la geologia e le caratteristiche litotecniche ”  (firmato Ing. R. Passalacqua ).

C’è chi, invece, in una memoria difensiva (accettata e che dà adito a richiesta, convalidata dal GIP, di archiviazione da parte della Procura indagante), asserisce che: “nell’ambito della Conferenza dei servizi, la perizia (indagine) geologica di cui trattasi, è stata oggetto di valutazione nei suoi contenuti tecnici e di merito da parte degli Enti Pubblici dotati di idonee strutture tecniche competenti ad esprimere giudizi nella speciale materia trattata”. Per cui il permesso a costruire rilasciato è pertanto atto conseguente alla conclusione positiva del procedimento concertativo ed alla definitiva approvazione del progetto in variante”. Voilà, ecco il risultato licenziato… lo squarcio nel cuore del paese (vedi foto). 

Cosa verrebbe da pensare, ad esempio, nel caso in cui una tesi di un universitario, carente di elementi necessari alla corretta valutazione, passasse positivamente al vaglio della commissione esaminatrice? Che laureato avremmo tra di noi?  Ed ancor peggio, a mio avviso, è quando chi dovrebbe valutare se errore c’è stato, dimostra di non voler quantificare eventuali presunte responsabilità

Per cui rimangono valide a tutt’oggi le mie domande: “chi è deputato a proteggermi? ; chi è responsabile degli esiti di un procedimento? chi lo propone o chi lo dispone?”.  Alla luce degli atti, nessuno. Infatti, allo stato odierno constato che chi ha progettato ed ha iniziato l’opera è stato prosciolto dal GUP per quanto concerne la richiesta di rinvio a giudizio per disastro colposo (sentenza impugnata dal PM); nessuna indagine né atti conseguenti per chi il progetto l’ha approvato, vale a dire il Servizio Procedimenti Concertativi della Regione, a cui fa giustamente riferimento la memoria difensiva sopra citata. Allora è proprio vero! tante firme, nessun colpevole.  

Fortunata Genova che forse eviterà guai seri attraverso l’intervento del TAR, se lo stesso prenderà provvedimenti conformi a quanto certificato dai consulenti. Per Noli invece, che nei guai rimane impantanata e senza certezze di responsabilità, mi “brucia” la certezza che saremo noi nolesi, per errori, questi sì, di valutazione e di incapacità amministrativa, a dover subire…di tutto e di più… oltre possibili  danni finanziari da risarcire (anche se in parte) a coloro che, “disgraziati”, pur avendoli da sempre denunciati, inascoltati li hanno subiti.  Disparità? Mah, giudicate voi…

Carlo Gambetta 

Primi anni ’90. E’ ancora emergenza frane, titolava in cronaca locale e nazionale Il SecoloXIX. Chi sono i responsabili del dissesto del territorio?

Una dichiarazione (vedi sotto) di Carlo Gambetta, già sindaco di Noli. Forse è utile rileggerla e chiedersi cosa sia cambiato, cosa sia accaduto e se avesse ragioni da vendere. Ovviamente tutto dimenticato, da tutti o quasi. Per nostra sfortuna quelle constatazioni restano di estrema e grave attualità.

‘Tutti reclamano  soldi dallo Stato – sosteneva Gambetta – ma nessuno ha il coraggio di dire che anche il dissesto del territorio savonese ha dei responsabili. Dov’erano i sindaci, gli assessori, i presidenti di Provincia e Regione quando sono stati saccheggiate, deturpate città, paesi, fiumi, torrenti, rii; il tutto sacrificato sul mercato immobiliare e spesso della speculazione? Lo Stato dovrebbe chiedere i danni e la magistratura indagare davvero. Invece si vuole far credere che tutto accade per causa di forza maggiore. Mi smentiscano se hanno il coraggio…”

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C.Gambetta

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