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Cronista savonese minacciato a Torino. Indagini anche tra i ‘no Tav’

A Torino, nuova aggressione per Massimo Numa, un esordio negli anni ’80 alla redazione de La Stampa di Savona (città natale), da anni firma prestigiosa soprattutto della cronaca torinese e regionale. Nell’ultimo episodio minacce ed insulti ad opera di sedicenti studenti. Il caso Tav (Torino-Lione).  Solidarietà dei colleghi e utili precisazioni dello stesso Numa.

 Solidarietà da parte dell’Unci, unione nazionale cronisti italiani, al collega de La Stampa Massimo Numa, vittima delle minacce e degli insulti di un gruppo di sedicenti studenti che, nella giornata di venerdì, si sono introdotti nella sede della redazione sventolando striscioni e gettando uova contro la vetrata della sede.

L’Unci condanna fermamente questi episodi, che si sono già verificati in passato,  e ribadisce l’importanza della libertà di informare liberamente e secondo coscienza e la necessità di interventi a tutela del lavoro dei cronisti. Fin qui il comunicato dell’Unci.

Massimo Numa ha replicato con questo messaggio di rettifica diretto al presidente dell’Unione Cronisti: “Caro Columba, ti preciso che io, come cronista de La Stampa, non mi sono mai occupato, e ripeto mai, delle questioni politiche legate alla realizzazione della linea ferroviaria Torino-Lione. Quindi non posso essere definito ProTav o No Tav. Questa definizione pro tav mi crea ulteriori e gravissimi problemi di sicurezza personale. Mi sono sempre occupato solo di ordine pubblico, relativamente alle vicende avvenute in Valsusa e a Torino, legate appunto alla Torino-Lione, in occasione dei sondaggi geognostici prima e all’apertura del cantiere di Chiomonte dopo. Ti prego di rettificare al più presto il testo del comunicato. Colgo l’occasione per ringraziarti della solidarietà di cui ho davvero, in questo momento, bisogno”.

Un’immagine d’archivio (Foto Gallo) di Massimo Numa (a sn, con la sciarpa e occhiali) quando si occupava di cronaca a Savona, insieme al collega (ora caposervizio) Gianpaolo Carlini (barba folta), ripresi durante un’operazione di polizia.

 

 

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