Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Borghetto Santo Spirito/ L’affaire ex oleificio Roveraro

Un mio amico, molto più saggio di me, riferendosi alla timidezza della Giunta Gandolfo nei confronti della “cosa pubblica” , ha detto: “Lascemuli guverna pé in’annu, poi a veghiemu (Lasciamoli governare per un anno, poi vedremo).

Il tempo passa inesorabile. Dal 7 maggio 2012 ad oggi sono già trascorsi 177 giorni, quasi la metà di un anno, e oltre al fatto che del programma elettorale, finora, è stato realizzato ben poco (se escludiamo un rapido intervento per il ricovero degli anziani bisognosi – vedi l’articolo: “La Giunta Gandolfo? Più veloce della luce” nel numero 14
di TRUCIOLI – e la rinuncia a due azioni giudiziali il cui risultato è un discreto prelievo di soldi dalle tasche dei cittadini), ci sono notizie sull’Amministrazione borghettina giunte attraverso i quotidiani che ci lasciano perplessi.

Ma veniamo all’Affare ex Oleificio Roveraro.


La storia è conosciuta: in quindici anni di governo del centro-destra, la maggioranza era giunta ad una soluzione che poteva porre fine a questo imbarazzante problema pluridecennale. Infatti con l’approvazione del P.U.C. il vecchio edificio industriale sarebbe stato demolito e l’area ceduta al Comune per una riqualificazione della zona con giardini, teatro, sala convegni, parcheggi, ecc. In cambio la proprietà avrebbe potuto trasferire i volumi, più un premio, in altre zone del territorio di Borghetto. Condivido in pieno la scelta in quanto porrebbe fine allo scandalo che è sotto gli ochhi di tutti (per maggiori dettagli vedi l’articolo di Giovanni Sanna intitolato: “Borghetto, ex oleificio Roveraro e degrado” comparso su questo blog il 27/09/2012.Ndr).

Cambia l’Amministrazione: “Basta seconde case!”

Leggiamo nel programma elettorale della lista Noi per Borghetto – Gandolfo Sindaco:

“…Demolizione dell’ex Oleificio Roveraro;nell’area liberata e in quella di Piazza Caduti sul Lavoro verranno realizzati un “polmone verde” pubblico e nuovi parcheggi. Nella zona verranno inoltre trasferiti i volumi della Società Cooperativa Agricola con la
realizzazione di una nuova struttura polifunzionale….”.

E’ per questo che siamo rimasti stupefatti quando su LA STAMPA del 23/10/2012 è comparso il seguente articolo:

“AL POSTO DELL’EX OLEIFICIO DUE TORRI CON CASE E HOTEL.

…In queste settimane c’è stata l’apertura di una trattativa fra l’amministrazione Gandolfo e i privati. L’ipotesi nuova è quella di recuperare in loco i volumi costruendo due torri ma realizzando molti spazi a uso pubblico. In questo modo l’operazione diventerebbe fattibile attraverso un Piano Urbanistico “Puo” (Piano Urbanistico
Operativo – legge regionale 36/1997. Ndr) che potrebbe precedere nei tempi il nuovo Puc (Piano Urbanistico Comunale. Ndr). Per ora non c’è una decisione definitiva, la trattativa è in corso.”

Non voglio entrare nel merito di ciò che farà o non farà la Giunta Gandolfo. Di ogni suo atto ne renderà conto ai Borghettini.

Spero solo che abbiano coscienza della grandissima importanza che ha , per Borghetto e per il suo futuro, la definitiva risoluzione del problema “Ex Oleificio”.

Ma se le passate amministrazioni, di cui ha sempre fatto parte uno dei proprietari, in quindici anni non hanno mai voluto risolvere il problema, e di questo la Storia gliene sta già chiedendo il conto, la Giunta Gandolfo ha l’obbligo morale di risolverlo nel migliore dei modi ed in tempi brevissimi, senza lasciarsi influenzare da interessi privati o da pubbliche incapacità (ricordiamo che il ponte sul fiume Centa ad Albenga, costruito in seguito al danneggiamento subito da quello vecchio, durante l’alluvione del 5 novembre 1994, fu montato in tempi da record tra aprile e dicembre 1995. Inaugurato e apero al traffico il 24 dicembre 1995. Ndr)

Prima di tutto Borghetto ed i suoi cittadini! E’ l’occasione (unica ed irripetibile) per la lista “Noi per Borghetto” di dimostrare se vale o meno.

Chi scrive non è un esperto in edilizia o urbanistica. E’ solo un semplice cittadino che ama il suo Paese, ed è stufo delle angherie, degli stupri, delle vessazioni che negli anni gli sono stati inflitti. E’ ansioso di vedere Borghetto S.S. che, tramite saggi amministratori, finalmente alza la testa, orgoglioso di sé, consapevole che gli errori del passato possono essere riscattati e divenire lo stimolo per le scelte future.

Rimaniamo sempre della stessa idea e cioè il trasferimento dei volumi in altra zona, ma se l’irrigidimento dei proprietari dovesse far nascere un nuovo problema da aggiungersi, sfortunatamente, a quello già esistente, potremmo anche considerare nuove soluzioni.

Ma in questo caso ci vogliono idee chiare e forza contrattuale da parte dell’Amministrazione pubblica, più tanto coraggio e fantasia! Le aree di circa 12.000 metri quadri che verrebbero “risparmiate” potrebbero essere destinate ad aziende agricole o a privati cittadini, sempre ad uso agricolo, o a parchi pubblici e al posto dell’ex Oleificio che sorge, non dimentichiamolo, in una zona già molto urbanizzata, ecco il colpo di fantasia: dovrebbe essere costruito un grattacielo di 30/40 piani, bellissimo, luminoso, scintillante, circondato da fontane e giardini. Il brutto anatroccolo che si trasforma in cigno. L’ultimo palazzo, monumento alla speculazione edilizia degli anni ’60/’70, e, per assurdo, con la sua bellezza e la sua audacia, potrebbe diventare il simbolo della rinascita di Borghetto S.S.

Un’attrazione che dica al mondo: “Adesso basta. Da oggi Borghetto volta pagina”.

Silvestro Pampolini


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S.Pampolini

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