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Rassegne stampa e diritti d’autore.Ora si cambia con il Repertorio Promopress

Gli editori italiani hanno lanciato ufficialmente il Repertorio Promopress, iniziativa per le gestione dei diritti d’autore nelle rassegne stampa.  La scelta illustrata dal presidente della Fieg, Giulio Anselmi.

Il repertorio raggruppa i principali giornali italiani, quotidiani e periodici, con l’obiettivo di individuare soluzioni semplici ed efficaci per la tutela del prodotto editoriale che non pregiudichino, tuttavia, il mercato.

Giulio Anselmi

Finora le forme di riutilizzo e di diffusione del contenuti editoriali erano soprattutto realizzate in assenza di uno specifico accordo con gli editori. Dal primo luglio di quest’anno, gli editori aderenti al Repertorio Promopress ed alcune società che forniscono rassegne stampa (Mimesi, Dailyou, Kikloy Pressline) hanno stipulato un accordo che definisce i termini e le condizioni per le licenze d’uso dei contenuti editoriali.

L’accordo ha reso disponibili anche in Italia –  scrive Il Sole 24 Ore –  un modello di licenza per la riproduzione e l’utilizzazione degli articoli di giornale, analogo ai sistemi operanti a livello europeo ed internazionale.  Il Repertorio è già operativo: per consultare la lista delle testate i cui articoli sono da oggi riproducibili solo nei termini stabiliti dal modello di licenza, è possibile collegarsi all’indirizzo web htttp://repertoriopromopress.fieg.it.

L’adesione al Repertorio  Promopress è consentita ad ogni soggetto interessato, indipendentemente dall’appartenenza  ad una associazione di rappresentanza.

Nelle prossime settimane i soggetti che pubblicano sui propri siti internet articoli  di giornali inclusi nel Repertorio Promopress saranno invitati  ad interrompere, se non espressamente autorizzati, la pubblicazione ed avviare un confronto per l’individuazione di un modello specifico di licenza d’uso.

Alcuni siti del governo hanno tempestivamente accolto la richiesta, ha rimarcato il presidente Giulio Anselmi,  e “confidiamo che nel breve periodo altre pubbliche amministrazioni dimostrino la medesima attenzione al tema”.

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