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Tir sull’autostrada maledetta, esposto in Procura, al prefetto, al questore, ai sindaci

Al Signor Prefetto di Savona, Al Signor Procuratore della Repubblica di Savona, Al Signor Questore di Savona, Al Presidente della Provincia di Savona, Ai Sindaci del Savonese, Al Presidente della Regione Liguria, All’Assessore Lavori Turismo Trasporti della Regione Liguria.

Il procuratore della Repubblica, Sandro Ausiello con il questore Attilio Ingrassia ed il presidente della Provincia Monica Giuliano

Ieri, martedì 4 luglio, alle 14,30 circa stavo andando a Genova con lo scooter in autostrada. Ad Albissola, all’altezza del casello, sulla corsia di destra solita muraglia di TIR: una muraglia “riservata” ai TIR, che auto e moto, specialmente, evitano accuratamente. Per la gente normale (=non TIR) resta solo la corsia di sorpasso, poichè lì ci sono solo due corsie.

Ieri, oltre alla “gente normale”, la corsia di sorpasso davanti a me era occupata da diversi TIR in sorpasso: immediatamente davanti a me due TIR erano spagnoli. Velocità? 110 km/h. Ovvio che anch’io non avevo scelta se non adeguarmi alla loro velocità, e restare “intruppato” fino alla galleria Siri.

Arrivati alla galleria Siri, da Albisola verso Celle Ligure, l’autostrada “acquista” la “famigerata terza corsia”, i TIR occupano la corsia di destra e quella centrale e la “gente normale” ha una boccata di ossigeno, seppur breve perchè si arriva rapidamente alla “famigerata curva” degli incidenti TIR. Occhio!

Anche quì si può dire che c’è poca scelta di corsia e di velocità, almeno nelle ore come quella di ieri, e con un traffico intenso-scorrevole.

Osservando questo “fenomeno” ho ripensato alla soluzione pensata ed implementata a seguito degli incidenti: il safety tutor.

Un sistema costoso ed inefficace. Sul costoso poche parole, non ce n’è bisogno!

Inefficace perchè il safety tutor non è un sistema che controlla la velocità in quel punto specifico critico ma controlla la velocità media tra una stazione safety tutor e la successiva: quindi un veicolo nel punto critico potrebbe andare anche ad una velocità superiore ai limiti per poi rallentare in qualsiasi altro tratto al di sotto dei limiti per rientrare nella velocità media.

Inefficace inoltre perchè non mi risulta che siano state applicate restrizioni specifiche per i TIR in quel tratto, restrizioni che comunque il safety tutor non potrebbe verificare.

Ricordiamo quanto il Codice della Strada all’art 142 recita: 1. Ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana la velocità massima non può superare i 130 km/h per le autostrade,………….ma ci sono limiti per i mezzi più pesanti ed ingombranti: Strade urbane, Extraurbane principali, Extraurbane secondarie, Autostrade Autocarri e furgoni fino a 3,5 t. 50, 110, 90, 130. Autoveicoli trasporto merci da 3,51 a 12 t 50, 80, 80, 100, Autoveicoli trasporto merci oltre 12 t. 50, 70,  80, Autotreni e autoarticolatidi qualunque peso 50, 70, 70, 80, Autobus fino a 8 t. 50, 110, 90, 130, Autobus e filobus oltre 8 t. 50, 80, 100.Come è evidente i TIR che ho “incontrato” ieri in autostrada superavano di ben 30 km/h il loro limite di velocità!

Altre volte ho incontrato TIR in sorpasso ad una velocità di pochissimo superiore ai TIR nella corsia di destra, per cui il sorpasso ha richiesto 10 km! Mai visto nulla di simile? Io più volte!

Ed allora se il problema sono i TIR! La logica dice che ci vogliono delle misure specifiche per i TIR!

I sistemi safety tutor hanno “solo” la funzione di comminare sanzioni “molto dopo l’evento” magari due mesi dopo il fatto: NO! Non va bene: occorre mettere in campo azioni ad effetto immediato!

Segnaletica molto evidente e frequente: 1) ricordare autoveicoli > 12t = 80 km/h. 2) ricordare Autotreni ed autoarticolati = 80 km/h.

Nei tratti più pericolosi limitare velocità massima ai veicoli delle categorie incriminate, ed inoltre proibire sorpasso:

1) autoveicoli > 12t = 60 km/h

2) Autotreni ed autoarticolati = 60 km/h

3) autoveicoli > 12t = divieto di sorpasso

4) Autotreni ed autoarticolati = divieto di sorpasso.

Questi limiti, 60 ora max e divieto di sorpasso per veicoli > 12 t sono da tempo in uso sul ponte del Polcevera dell’Autostrada a Genova.

Inoltre installare sistema di controllo che “veda” solo i veicoli >12t, autotreni ed autoarticolati ed immediatamente accenda cartelli e semafori rossi adeguati.

Fantascienza? No assolutamente no! Esistono da anni sistemi di telecamere connesse a computer che sono in grado di riconoscere e discriminare qualsiasi tipologia di veicolo dalla bicicletta, all’auto, al furgone, al TIR, e leggerne la targa.

Pertanto la tecnologia esiste da anni ed è provata: basta applicarla.

Credo che questa sia la strada giusta per proteggere la vita dei cittadini: non incredibili, faraonici, costosi sistemi inefficaci con allegato sistema sanzionatorio a posteriori, ma sistemi che “prevengano” gli incidenti con istantaneo controllo dei mezzi che quegli incidenti provocano.

E’ ampiamente appurato che sono i TIR i maggiori responsabili di incidenti, incidenti che fanno perdere vite umane, fanno chiudere l’autostrada per ore ed ore.

Chiudere mezza giornata l’autostrada in Liguria è un danno colossale: una paralisi al traffico autostradale che si riflette immediatamente nella paralisi del traffico dell’Aurelia e quindi si riflette nella paralisi della mobilità di tutte le cittadine della costa e non solo!

La A10 non risponde in pieno ai requisiti di sicurezza, ma specie in alcuni tratti in “rischio” è molto più elevato. E’ in quei pochi tratti più pericolosi che bisogna intervenire, intervenire efficacemente.

Oggi la soluzione imprescindibile è attuare misure efficaci subito!

Domani si dovranno fare altre cose. Domani domani, non domani fra 50 anni! Bisogna attivarsi subito a fare programmi!

Sono anni che si parla di declassare l’autostrada tra Savona-Vado a Celle Ligure. Io, tra i tanti, lo proposi nel 1990: il problema esiste ancora!

Sono anni che l’autostrada Genova-Ventimiglia da anni palesa la sua inadeguatezza rispetto agli attuali volumi di traffico: ogni weekend si formano code interminabili con conseguenze negative sull’economia, sul turismo, sulla sicurezza, sulla mobilità, sull’ambiente, sulla vita umana. Proposte? Albenga-Predosa sul binario morto: altre proposte nessuna.

Il tracciato autostradale soffre di problemi strutturali (corsie strette, mancanza corsia d’emergenza, curve non adeguate, ecc), ma oltretutto tali problemi sono esasperati dalla presenza spropositata di camion. Quasi sempre ormai una corsia, quella di destra, è dedicata ai camion, con la conseguenza che per tutti gli altri l’autostrada è ad una sola corsia, ma con un ma! Ogni tanto dalla colonna di TIR un TIR esce e sorpassa!

A questi problemi strutturali si aggiungono problemi contingenti: i cantieri di manutenzione che sono sempre presenti in tutto il tracciato, che strozzano il traffico e provocano code, ritardi, pericoli.

Non dimentichiamo poi i problemi umani: autisti di TIR che hanno preso la patente da poco e si trovano a guidare bestioni enormi in una autostrada difficile ed inadeguata al suo scopo.

Comitato Casello Albamare, il Presidente, Paolo Forzano

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