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Ceriale: la prima gastronomia street food
Chiara edicolante a Loano e Giuseppe cuoco alle Canarie, ma si parla solo del giostraio

Per un giostraio in lotta continua che ‘sfrattato’ dal Comune e dalla Prefettura si mobilitano cittadini e mass media promozionando una raccolta firme popolare,  a Ceriale ha aperto i battenti il primo streed food: Stella del Buon Gusto. Una scelta controcorrente che vede in campo fratello e sorella, Giuseppe e Chiara, figli di ex albergatori. Lei quando papa e mamma hanno lasciato l’immobile dove per 30 anni hanno gestito l’attività alberghiera, a Loano, ha rilevato un’edicola. Lui si era trasferito alle Canarie rilevando mini market. Ora i fratelli De Costanzi sono tornati insieme, forti di quell’educazione familiare al lavoro, serietà, sacrificio, intraprendenza. E’ rimasto in vita papà Giovanni che a 90 anni non riesce ad oziare e si dedica all’orto.

Sulla piazza principale di Ceriale, nei locali che per anni hanno ospitato la macelleria della famiglia Magliano, ha aperto i battenti la gastronomia, ai tavoli esterni servizio self service per i clienti in ossequio ai regolamenti di Comune e Regione

Chiara e Giuseppe De Costanzi contitolari della gastronomia Stella Del Buon Gusto nel centro storico di Ceriale, con la novità dello streed foof: lei per 20 anni ha gestito un edicola a Loano, lui un mini market alle Canarie

Ceriale afflitta dalle macerie della lunga crisi, alla ricerca di un trend in espansione per attività commerciali. Se a ponente la cittadina può ormai esibire tre aziende affermate (Mercatò, Lidl, Raviolificio San Giorgio), il centro storico è finito in ginocchio. Nonostante le ristrutturazioni con imprese forti come Verus di Magliolo. Nei programmi e nelle attese andate deluse c’erano la realizzazione del porticciolo, un insediamento turistico – residenziale ( ex hotel Torelli), persino una discoteca per giovani nei ‘sogni’ del sindaco Ennio Fazio. Non si è mosso una virgola, l’area resta in abbandono e la famiglia Murialdo ha visto, a sua volta, svanire l’ingresso nella mega operazione (porto – immobiliare) dell’imprenditore Aldo Dellepiane di Savona. Ora bisognerà attendere cosa deciderà la Regione del presidente Giovanni Toti e dell’assessore all’Urbanistica e Demanio Marittimo, Marco Scajola, a proposito del progetto complessivo che ha trovato la ferma opposizione di Borghetto S. Spirito, in particolare il comparto dei balneari ed associazioni ambientaliste.

Per fortuna c’è chi ha speranza e fiducia nel rilancio.  E che nella zona di levante, verrà aperta per giugno la nuovissima pedonale panoramica con Borghetto.  Si aggiunga che nel 2018 Ceriale andrà alle urne e all’orizzonte potrebbero esserci novità interessanti, da svolta, fanno ben sperare.

Sono decine, tra gli edifici della città vecchia, i locali vuoti al piano strada.  In attesa di un’attività, ricreare vita, slancio. L’arrivo di Chiara e Giuseppe De Costanzi si trasforma  necessariamente in una buona notizia. Non solo perchè il locale si trova nella centralissima via Primo Maggio, angolo Piazza Della Vittoria ( storico cuore commerciale),  le ultime gestioni dell’esercizio che hanno rilevato erano andate a ramengo.  La proprietà dei muri appartiene alla famiglia Magliano  per decenni  sinonimo di  macelleria di qualità. Un locale appena a ridosso del lungomare, del Municipio, della chiesa parrocchiale. Una zona più viva rispetto a via Indipendenza, l’altro tratto a levante del centro storico e in attesa di investitori.

La presenza della gastronomia Stella del Buon Giusto è necessariamente più di una scommessa. “Abbiamo aperto da un mese – dice Chiara - e i primi segnali sono incoraggianti, positivi, anche se la novità dello street food in quest’angolo di Riviera trova qualche difficoltà ad essere compresa. Nelle grandi città è diffusa, così come in molte aree turistiche. Non ci scoraggiamo, facciamo affidamento sulla stagione estiva senza dimenticare che bisogna puntare sulla clientela  locale, lavorare anche nella stagione invernale. La nostra carta di identità è quella di offrire non una vastissima gamma di prodotti, ma senza strafare privelegiare la gastronomia ligure, locale, all’insegna della freschezza, genuinità, chilometro zero. Il pesce quando i prezzi lo consentono lo acquistiamo preferibilmente dai pescatori nel porto di Loano, quando non è possibile dai rivenditori della zona; la verdura utilizzata per la preparazione di molti piatti e specialità la compriamo da contadini di Loano, ma facciamo pure uso di quella dell’orto di papà”.

I fratelli  De Costanzi hanno rilevato il locale già arredato, pronto per aprire. Non si nascondono le difficoltà. Hanno sedie e tavoli sistemati nella piazza principale del paese, ma i regolamenti vietano alle attività artigianali di servire i clienti. Lo impone, a quanto pare, un regolamento della Regione. E questo per evitare una ‘concorrenza sleale’ a chi paghe le tasse  da esercizio commerciale, vedi esercenti bar e ristorante. “Noi ci adeguiamo e non vogliamo  violare la legge – osserva Chiara De  Costanzi -, ai tavoli della nostra gastronomia funziona il self service, vogliamo prendere i clienti per la gola con le capacità culinarie preparate da mio fratello che ha trascorso una vita ai fornelli, grazie alla scuola di mamma cuoca.  Nei prezzi vogliamo tener conto che siamo a Ceriale, un corretto rapporto può rappresentare un arma vincente.  Se siamo bravi lovoreremo al di là del fatto che bisogna rispettare i regolamenti che ci vietano di servire a tavola. Del resto non ci sono solo i turisti, è un’opportunità che offriamo a chi non vuole cucinare e può portarsi a casa per pranzo e cena piatti della nostra cucina”.

La giostra nella pineta di Ceriale, sul lungomare di levante, resta chiusa e colpita da un provvedimento di sgombero della prefettura in seguito a due verbali dei vigili urbani che il giostraio Ronchetti aveva pagato e ora pende il ricorso al Tar e una petizione popolare

IL CONSIGLIERE LUIGI GIORDANO INTERVIENE SUL  GIOSTRAIO - “Intervengo a proposito del caso Renato Ronchetti, il giostraio di Ceriale “sfrattato” della giostra e del suo lavoro. Non intervengo in merito all’aspetto tecnico giuridico, in merito esiste un provvedimento del prefetto e i verbali della polizia municipale, dove si evince la rimozione immediata delle attrezzature poste sul suolo pubblico. La mia riflessione è un’altra, prende in considerazione l’aspetto che oggi emerge dai vari social network e che virtualmente sono in bocca di tutto il paese, si tratta più che altro di una lotta per il lavoro, che di questi tempi è quasi impossibile trovare. Tutte le voci che ho sentito propendono per il Sig. Ronchetti che debba lavorare come sancisce la costituzione, considerando anche che ha una famiglia da mantenere, ed è stato per lungo tempo attrazione per svariate generazioni che sono saliti sulla sua giostra. Ma lasciando perdere anche l’aspetto morale che secondo me non deve prevalere sulle regole e sulla legge, che devono rispettare tutti e tutte le categorie. A questo punto il Sig. Ronchetti diventerà un costo sociale, si, perché adesso, i servizi sociali dovranno farsi carico della situazione che si sta aggravando di ora in ora, visto, come riportato dai giornali, Ronchetti ha intrapreso lo sciopero della fame. Per tutte queste sofferenze che ricadranno inevitabilmente sulla sua famiglia, e bene che i servizi sociali si attivino immediatamente.”

Saranno le locandine davanti alle edicola, sarà la massiccia campagna stampa, sta di fatto che non si era mai visto nella cittadina una mobilitazione popolare così estesa. Ronchetti ha fatto i suoi errori, però in molti hanno avuto l’impressione sia stato preso di mira. Ha presentato ricorso contro il decreto del prefetto, è al lavoro lo studio legale di fiducia. Il Comune nel 2017 non ha ancora assegnato le aree destinate agli spettacoli viaggianti.  Dunque uno sbocco potrebbe arrivare in corner, mentre il sindaco Fazio si troverà presto sulla scrivania la petizione popolare. Non può neppure sfuggire il fatto che la competenza è ora finita nelle mani del prefetto.

CHE SUCCEDE AL SANTA MARIA BELFIORE DI PEAGNA CHE OSPITA MIGRANTI ? –   E’ tornato d’attualità il tema dell’utilizzo del complesso Santa Maria Bel fiore di Peagna (nei mesi scorsi era salito alla ribalta perchè il Comune ha notificato alla Curia due cartelle esattoriali per 80 mila euro di Imu) dove attualmente sono ospitati migranti sotto la gestione di due cooperative (Jobel di Imperia e Ceis di Genova). E’ stato il consigliere comunale di opposizione e candidato sindaco, geometra  Piercarlo Nervo che abita proprio a Peagna, sulla caratteristica piazzatta della chiesa, a segnalare ‘movimenti strani’ nella struttura che fu di don Angelo Denegri. Un via vai di migranti, di pullman, di giorno e di notte.  Si aggiunga che nei mesi invernali il consigliere di minoranza Luigi Giordano avrebbe incontrato un paio di volte giovani ospiti e tra le richieste quella di avere una stufetta per scaldarsi e coperte. Motivo: i migranti erano al freddo. Come sarebbe pure emerso che in più occasioni i pasti erano ‘freddi’, la cucina funzionava in modo alterno. Da verificare tutti gli obblighi contrattuali stabiliti dalle convenzioni.

C’è stata una riunione tra i capigruppo consiliari, poi un impegno da parte dell’amministrazione comunale di fare i passi per quanto di sua competenza. Qualche campanello d’allarme anche sul fronte sanitario. Non è il caso di fare allarmismo, ma utile un confronto tra la popolazione di Peagna. E’ stata fatta un’assemblea dove però non sarebbero emersi, almeno dagli abitanti presenti,  fatti particolarmente gravi.  La gente ha paura a parlare, oppure si è trattato di episodi sporadici ?  Il parroco del paese ha promesso che si sarebbe fatto portavoce con la Curia che da i locali in comodato gratuito alle cooperative: la Jobel, tra l’altro, è emanazione di uno dei fondatori, l’attuale vescovo di Ventimiglia, monsignor Suetta quando era ancora cappellano delle carceri di Imperia, originario di Loano, già parroco a Borgio Verezzi;  la cooperativa sociale Ceis è presente anche a Loano nei locali del convento degli Agostiniani e nella cittadina ha organizzato un paio di serate, con intrattenimenti musicali, proprio per avvicinare la città all’opera di assistenza dei profughi. Presente pure a Pietra Ligure dove i migranti sono ospitati in un albergo (Aurora) alla svincolo per il casello Autostradale, sull’Aurelia. Al Santa Maria Bel Fiore il numero degli ospiti, inoltre, è andato sempre in crescendo rispetto alle cifre iniziali. C’è chi parla di una settantina di migranti a fronte di una popolazione che non supera il centinaio di persone.

In consiglio comunale, il consigliere Giordano  aveva proposto di occupare gli immigrati in lavori socialmente utili, non lasciarli tutto il giorno ad oziare e vagare, col rischio di ritrovarsi  una bomba ad orologeria.  Su questo fronte il vice sindaco Maineri  ha risposto che l’ente locale non può fare nulla. Sempre Giordano e Nervo hanno proposto una presidio fisso, a Peagna, di vigili urbani facendo ricorso ai quattro, cinque vigili, che per motivi di salute e di certificato medico non possono fare servizio in strada.  Proposto inoltre, a Peagna, un presidio sanitario.  All’assemblea, tra gli interventi, quello dell’ex consigliere comunale, Ivo Valgiraldo,  che è stato anche presidente della Coldiretti ed ha un’azienda agricola nella frazione.

In queste ore Giordano e Nervo attendono il deposito delle relazione del comando vigili: il comandante è intervenuto all’interno del complesso residenziale, con una vigilessa ed un impiegato dell’ufficio tecnico. Non erano invece presenti i carabinieri.

Il complesso edilizio Santa Maria Belfiore di Peagna di proprietà della Curia vescovile di Albenga, dato in comodato gratuito a due cooperative sociali (Jobel e Ceis) che ospita 71 migranti

 

 

 

 

 

 

 

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