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Le ‘Alpi del Mare’ 2017, vietato il sorpasso.
La follia vera da intralcio al traffico:
‘ Io vittima al volante delle strisce bianche’

Su molte strade: limiti alla velocità da “intralcio al traffico”. Le “Alpi del Mare” stanno perdendo il diritto alla mobilità ? A livello comunitario è importante il passaggio del riconosciuto diritto alla mobilità: dal diritto dell’impresa e dell’ente, al diritto del cittadino.

    

Gianfranco Benzo, autore dell’articolo, 70 anni, dal 24 giugno 2014, presidente di Riviera Trasporti Spa, sindaco di Ormea dal’1975 all’85 e dal 2009 al 2014, laureato in Agraria con 110 e pubblicazione della tesi, corsi di qualificazione alle Università di Trieste, Padova e al Politecnico di Milano, abilitato all’Albo dottori agronomi e forestali, consulente del tribunale, iscritto all’Albo Nazionale dei Revisori contabili, abilitato all’insegnamento Matematica e Scienze naturali, estimo, materie tecniche ed economiche, licenza a pilota privato d’areo. Con l’hobby di assaggiatore professionale di formaggi, olio extravergine,  vino

Saranno casi o sospettabili combinazioni fortuite, ma percorrendo il territorio delle così dette “Alpi del mare” ci si imbatte senza tregua in limiti di velocità che si abbassano da 50 a 30 chilometri orari, o in linee di mezzeria che da discontinue diventano continue, con illecito superamento anche parziale. Condizioni improponibili in percorsi naturalmente scorrevoli, con norme di sicurezza così maggiormente violate per velocità e sorpassi “incentivati”.

Mobilità e sicurezza dovrebbero essere obiettivi da perseguire da chi si occupa di viabilità.

     Ciò non sempre avviene. Gli utenti della strada si trovano quotidianamente ad essere posti in situazioni di insicurezza e di perdita di tempo, soggetti all’ occhio dei “famigerati” autovelox. Spuntano come funghi, sono ormai considerati dalla pubblica amministrazione e dai politici veri strumenti di repressione fiscale, di sistemazione dei bilanci degli Enti. E’ noto a tutti l’agguato e l’uso improprio che se ne fa.

     La cervellotica segnalazione stradale orizzontale italiana è meno trattata dai media. Striscia discontinua o continua di mezzeria, semplice o doppia? Come affrontano la questione in altre parti d’ Europa?

     Brexit a parte, nelle periferie londinesi in occasione del rifacimento del manto stradale, l’azienda dei trasporti della capitale britannica (Tfl) ha eliminato le strisce bianche longitudinali che delimitavano le due carreggiate, lo spartitraffico virtuale su cui vige il divieto di transito per i sorpassi. L’effetto è stato il calo della velocità media dei veicoli, ridotta di 4 e di 6,5 km orari nelle due corsie. Evidentemente la mancanza di segnaletica ha indotto gli automobilisti ad un comportamento più prudente. Hanno diminuito l’andatura. Anche in Germania sono stati fatti esperimenti analoghi, ed hanno funzionato.

Più vicino a noi, in Francia, sul territorio delle Alpi del Mare, è sufficiente un breve viaggio di trasferimento tra Piemonte e Liguria attraverso il Colle di Tenda per trarre ordinarie considerazioni.

Il tratto francese (RN 204-E 74)) del percorso tra Cuneo e Ventimiglia è di oltre 40 km. Esclusi circa 4 km nei pressi dell’abitato di Tenda con tre corsie a sorpasso alternato, nei rimanenti 36-37 km di tracciato di montagna e di fondovalle anche in gole strettissime, il complesso delle strisce di mezzeria continue non supera 2 km. La striscia è continua solo in corrispondenza di due incroci e di alcune curve particolarmente strette, evidenziate con segnali di pericolo.

Appena si rientra in Italia si è vessati da una unica striscia continua …in continuità. Una marea di segnali verticali contribuisce inoltre a disturbare la indispensabile concentrazione di guida. Un vero inquinamento di segnali, nonostante le relativamente recenti rettifiche di tracciato.

E’ netta la percezione della generale differenza della segnaletica orizzontale francese rispetto a quella nostrana. Si considerino due strade analoghe per importanza, per caratteristiche di percorso e per l’orografia del territorio: la SS n° 20–E 74 del Colle di Tenda e la SS n° 28 del Colle di Nava. Si snodano entrambe sul territorio tra il Piemonte, la Liguria e la Costa Azzurra, nelle Alpi Liguri.

Il percorso della S.S. n° 28 tra Ponte di Nava di Ormea e Ceva è anch’esso di 40 Km: solo su 4 Km è possibile il sorpasso, tutto il resto è striscia continua di mezzeria e con limiti di velocità a 50 e 30 Km/h assurdi. Nel tratto ligure sono inoltre comparsi limiti di 30 km/h, anche al di fuori di centri abitati, impossibili da rispettare persino in bicicletta, in discesa!

In Francia (ma lo stesso avviene anche in Austria e in Svizzera, seppur nazione non appartenente alla U.E.) non fanno che applicare il “Codice stradale Europeo” (Convenzioni di Vienna e Ginevra); sottoscritto anche dall’Italia, evidentemente disapplicato!

Il “Codice Europeo” prevede che in una strada a precedenza il sorpasso è normalmente ammesso anche negli incroci. Lo sbocco di una strada di campagna non è considerato incrocio. E’ il caso delle nostre strade statali o ex statali, larghe 7-8 metri.

Dalla Francia si entra in Italia e si trova la striscia continua

Il confine di Stato tra Italia e Francia a Fanghetto (IM) è evidente! Non cambiano le caratteristiche della strada, ma cambia la segnaletica orizzontale!

Dall’Italia si entra in Francia e si trova la linea discontinua

In Francia la striscia di mezzeria è pertanto sempre discontinua, altrimenti diventerebbero impossibili quelle manovre che impongono di sconfinare nella semicarreggiata di sinistra, come superare un ciclista, dei pedoni, un veicolo fermo o un bus alla palina di fermata! Nel caso della Francia, come detto, ciò si verifica anche in strade di montagna o sinuose, per permettere sorpassi veloci di veicoli lenti, adottando la striscia con spazi vuoti piccoli (ligne de dissuasion).

La striscia diventa continua solo in prossimità di quegli incroci ove il sorpasso potrebbe presentare pericolosità o in caso di curve molto strette o cieche, dove la ridottissima distanza di visibilità impone la marcia entro la propria semicarreggiata. In uscita dai punti giudicati pericolosi c’è sempre la striscia discontinua che affianca quella continua, in modo da non vessare con inutili limitazioni la marcia di chi ha superato il punto critico.

La striscia continua è considerata un segnale eccezionale ed è usata in modo da non penalizzare la circolazione e soprattutto per non costringere i conducenti a non rispettarla nelle normali fasi della guida.

In Italia, come tutti possono constatare su qualsiasi strada del Piemonte meridionale e della Liguria di ponente, la situazione è rovesciata: la striscia continua è la situazione ordinaria, mentre la discontinua è l’eccezione. Nonostante gli inasprimenti apportati del Codice della strada (sanzioni aumentate, patente a punti, ecc.) tutti sanno che si tratta di una tipica ipocrisia all’italiana. Per poter circolare si deve invadere in continuazione la semicarreggiata opposta, valicando la “invalicabile” striscia continua.

Nessuno muove un dito per sanare questa incredibile situazione che rende, anche sotto questo aspetto, l’Italia un paese di serie B, fuori dall’Europa.

E’ una situazione che impone anche al più disciplinato dei guidatori di non poter rispettare la segnaletica e ingenera l’abitudine e l’assuefazione alla trasgressione della stessa.

Peraltro l’art. 40 del Codice della Strada e gli artt. 138 e seguenti del Regolamento di esecuzione, non paiono in contrasto con la normativa europea: semmai sono le strisce – come apposte – ad essere in contrasto con lo stesso Codice della Strada.

I responsabili dell’ANAS o delle Amministrazioni Provinciali proprietarie delle strade, generalizzando l’uso della striscia continua ritengono forse di esonerarsi da colpevolezze?

Per coerenza dovrebbero allora vietare anche il transito dei mezzi pesanti su certi tratti di strada.

S.S. n° 28 – Un km di rettilineo a striscia continua

Non è con la vessazione dell’utente stradale che si riducono gli incidenti o si scaricano le responsabilità dei gestori della rete stradale: se per pura ipotesi, improvvisamente tutti gli utenti divenissero ligi all’osservazione dei segnali orizzontali apposti, il traffico non potrebbe che ingolfarsi!

Sarebbe l’effetto opposto a quello che il Codice si prefigge, la fluidificazione del flusso nel rispetto della sicurezza degli utenti.

Viviamo in un’epoca in cui il tempo assume sempre maggior valore, anche economico. La non corretta applicazione della segnaletica orizzontale, che rallenta in modo eccessivo il traffico, porta a non trascurare il pubblico danno che la nazione sopporta per i periodi di tempo trascorsi invano sulla strada da milioni di cittadini: milioni di viaggiatori al giorno per decine di minuti supplementari, comportano milioni, miliardi di ore sottratte al lavoro, allo studio, allo svago, o ad altre attività a più alto valore aggiunto, comunque in danno generale della nazione!

Il tutto per una evidente schizofrenica interpretazione del Codice della Strada, in disapplicazione sistematica della normativa europea alla quale – pure in Italia – siamo tenuti.

E’ dimostrato che l’applicazione non intelligente delle norme, invece di ridurre gli incidenti stradali li provoca. Alimenta anche il desiderio di “far cassa” di pubblici amministratori che “non sanno amministrare”.

     In Italia siamo ancora in una fase necessaria per mettere ordine sulle strade? Nuove misure applicative del Codice della Strada potranno fare chiarezza sull’argomento.

 Gianfranco Benzo

IL CURRICULUM CHE IL DR. GIANFRANCO BENZO HA PRESENTATO

ALLA PROVINCIA DI IMPERIA NEL 2014 PER LA NOMINA A RIVIERA TRASPORTI SPA



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