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La cava di Noli e Rigopiano hotel della morte

La cava di Noli e l’hotel della tragedia di Rigopiano. Quando l’ex sindaco, indomabile comandante Carlo Gambetta, memoria storica, tenace gladiatore dell’informazione capillare e della sua indipendenza, ammoniva sulla sorte della Cava di Noli predicava al deserto. Fustigatore degli eletti chiamati ad amministrare la cosa pubblica. Mai smentito e spesso ignorato. Consapevole che il cittadino disinformato o male informato di ciò accade in Comune e perché accade, e si tace, crea i giullari al malgoverno, agli incapaci, ai mediocri. Gambetta che scriveva su Trucioli Savonesi e da 5 anni su Trucioli.it, volontario della costanza e diligenza. Per lui un impegno civile, con nome e cognome, senza velleità personali, semmai per una comunità più giusta, leale e soprattutto informata.

In tempi non sospetti scrivevo su Trucioli Savonesi:

16 ottobre 2011- vediIl verbale non più secretato. La collina del (dis)onore”. Nota da leggere con molta attenzione!

23 ottobre 2011 - vediLa collina dei misteri – Noli e Liguria 17 – Sig. Sindaco (Repetto), ho queste domande” . Nota domande a tutt’oggi rimaste inevase. (Co.2 sta per la coppia Penner/Rossello).

CONSIDERAZIONI

Il dissesto idrogeologico costituisce un tema di particolare rilevanza a livello nazionale a causa degli impatti sulla popolazione, sulle infrastrutture lineari di comunicazione, sul tessuto economico e produttivo. L’Italia, per la sua conformazione geologica, geomorfologica e idrografica, è naturalmente predisposta a diversi fenomeni di dissesto. L’abbandono da parte dell’uomo della coltivazione/manutenzione/pulizia del territorio, in particolare quello collinare, ha decisamente influito ad aumentarne il grado di pericolosità.

L’intensa urbanizzazione avvenuta nel dopoguerra ad oggi, senza tener conto delle aree a rischio idrogeologico ed idraulico, unita ai fenomeni come eventi pluviometrici estremi (vedasi la frana sopra il primo lotto di Liguria17 nel marzo 2011 “a seguito di piogge consistenti” – parola del geometra assessore Piero Penner in Consiglio comunale -), oppure quella sull’area ferroviaria di Ospedaletti. Le piene improvvise anche in aree urbane (Genova e dintorni), o colate rapide di materiale da cava come il consistente fronte di frana in località Mazzeno nel novembre 2014 causata da un uso improprio di mine negli anni 1960 onde ricavare velocemente quarzite da utilizzare per tre nuove spiagge a levante di Noli – Bagni Hilton – Bagni Nirvana – Bagni Mediterrané) hanno portato un considerevole aumento degli elementi esposti e vulnerabili e quindi del rischio.

La conoscenza dei fenomeni di dissesto , in termini di distribuzione territoriale e di pericolosità, è un passo fondamentale per programmare adeguate politiche di mitigazione del rischio.

Non sempre, come ad esempio nel caso di due realtà locali di Noli (Via Belvedere- Via Poggio), a mio avviso gli organi competenti hanno operato affrontando il problema in modo approfondito.

Le “raccomandazioni” di uno scomodo Geologo Dott. Roberto Garbarino, ad esempio, sono state trascurate/ignorate, pur essendo scritte nelle norme del Piano Regolatore. Le conseguenze negative, a seguito dell’approvazione da parte della Giunta Repetto del secondo progetto per la costruzione dei box di Via Belvedere, lo hanno dimostrato.

Per il secondo lotto di abitazioni di Via Poggio, faccio riferimento in particolare al verbale del 15/03/2007 del C.T.P. del Settore Difesa Suolo della Provincia di Savona (di cui sopra) riguardante la “ridefinizione della classe di suscettività per messa in sicurezza e sistemazione finale dei fronti principale e secondario della ex cava “Fiumara”“, richiesta dalla Soc. Liguria 17 S.r.l.

Un verbale nel quale si esprime parere favorevole all’aggiornamento degli atti di Piano di Bacino nel territorio di Noli e si propone, ai sensi della L.R. 18/99 art. 97 c.15, le modifiche e la riperimetrazione da Pg4 e Pg3 a Pg3 e Pg2 ed altri adeguamenti finalizzati ad un intervento di recupero edilizio. Perchè, ad esempio, non un autosilo da costruire in zona cava come suggerito dal sottoscritto ancora Sindaco alla fine degli anni 80, proposta favorevolmente considerata dalla proprietà di allora ( Soc. Ceramiche Ragno) tramite l’Avv. Fontana di Modena?.

Dalla lettura del verbale si evince una considerevole mole di prescrizioni a carattere geologico / tecnico atte a prevenire e scongiurare ogni possibile rischio proprio in funzione della realizzazione dell’intervento edilizio abitativo sottostante il fronte del promontorio.

Si riscontra prioritariamente che parte dei membri della C.T.P., e caso vuole proprio quelli esperti in materia geologica, si astengono dalla votazione, motivando l’impossibilità ad una valutazione concreta della classe di pericolo e suscettività al dissesto. Così pure per tutti gli aspetti connessi alla consistenza del fronte collinare, anche dopo aver preso atto di tutti gli accorgimenti e precauzioni necessarie. Secondariamente, il verbale non precisa, seppur sottinteso (la ditta esecutrice e/o gli aventi diritto, vale a dire tutti i proprietari degli alloggi del complesso), chi attuerà un concreto monitoraggio del versante da sottoporre alla vigilanza di quale autorità responsabile, in quale modo e con quali tempistiche (dopo quelle iniziali) nel tempo.

Chi controlla il controllore di se stesso? Solitamente le eventuali inadempienze vengono scoperte solo quando interviene obbligatoriamente la Magistratura (civile o penale con la sua “apertura del fascicolo”) ma sarà ormai sempre troppo tardi…spesso con la beffa della prescrizione.!

Un palese esempio di dissesto di recente entità, è proprio quello dell’hotel “Rigopiano”, dove un azzardato allocamento della struttura urbanistica, unito a straordinari eventi atmosferici naturali, ha dato origine ad un disastro di considerevole entità con la perdita di vite umane.

In analogia, la zona di Noli in questione potrebbe essere assimilabile per proporzioni, tipologia ed entità; certamente ad oggi nessuno può prevedere e/o prevenire, a fronte dei dati disponibili, e sulla base degli accertamenti svolti, un tale dissesto con le eventuali conseguenze.

Dunque, si pone una riflessione su come il nostro territorio sia fragile, e come prima di procedere in interventi edilizi o assimilabili, sia necessaria una oculata e scientifica valutazione che possa quantomeno prevenire fenomeni come quello appena accaduto di “Rigopiano”.

TUNNEL A CAPO NOLI

Contrariamente agli esempi negativi del recente passato, l’Amministrazione Niccoli, sollecitata e confortata nella scelta di impedire la realizzazione del progetto di un tunnel a Capo Noli, almeno per questa specifica situazione dove si è trovata ad affrontare “interessi superiori“, tra l’altro non completamente dimostrabili, sta difendendo con caparbietà la sicurezza del nostro territorio.

Il progetto ANAS due volte bocciato dalla V.I.A. (valutazione impatto ambientale), approvato al terzo (forzato) tentativo dalla maggioranza dei componenti la Commissione, con una serie di considerevoli prescrizioni evidenzia la carenza di tutte quelle informazioni geologiche necessarie a rendere sicura e certa la realizzazione. Per questa ragione la Delibera della Giunta Regionale No.991 del 28 ottobre 2016 che ne prendeva comunque atto … è stata ultimamente impugnata dal Comune (Avv. Prof. Daniele Granara di Genova) davanti al TAR Liguria, con richiesta di sospensiva con annullamento; l’udienza è prevista entro metà febbraio.

LUTTI CITTADINI

Gian Fausto Bertoli, 67 anni, rimasto vedovo da pochi anni, ha lasciato due figlie con le relative famiglie. Socialista, dipendente Telecom in pensione, Ministro straordinario dell’Eucarestia, apparteneva al Movimento “Corsillo” di cristianità. Nella Chiesa occupata in ogni ordine di posti , nell’omelia, il Parroco Don Giusto ha inteso ricordare Fausto come persona disponibile e generosa. Alla fine della Messa, i tanti convenuti del Movimento, hanno intonato il loro canto di commiato.

Luigi (Gino) De Micheli, 77 anni, ha lasciato la moglie e le due figlie con relative famiglie, parenti. Sceso dalla Val Bormida a 17 anni in calzoncini, volenteroso e capace, cortese, educato, aveva il dono di rendersi simpatico da subito nel suo lavoro di cameriere. Trent’anni Gino li trascorsi presso l’allora famosissimo Bar Sirito, un binomio d’elite che ha fatto epoca nella Noli turistica by night.

“Self made man” ha coronato il sogno/sfida/obiettivo: l’apertura del “suo” bar Gino, condotto con professionalità assieme alla moglie; ha favorito l’avvio delle attività delle figlie. Commovente il saluto del cugino, letto alla fine delle esequie in una Chiesa stracolma di famigliari ed amici. La sua assenza tra i tavolini del dehor in piazza del Comune non passerà inosservata tra quanti che gli sono stati amici,  di spiritose battutine comprese.

Carlo Gambetta

L’ARTICOLO DI LA REPUBBLICA DI DOMENICA 29 GENNAIO 2017

Io, Cassandra del Rigopiano, vent’anni fa avevo previsto tutto ma prevalsero altri interessi.  Pala la guida alpina  che nel 1999 lancio per primo l’allarme  sul pericolo valanga  nella zona. “Non mi ascoltarono e ora stiamo qui a piangere i morti”.  L’accusa: è stato sottovalutato il rischio noto, il Comune doveva opporsi all’ampliamento del vecchio albergo.  L’intervista a Pasquale  Iannetti, 68 anni, da 50 guida alpina. Ha sostenuto che la commissione edilizia – peraltro consultiva –  non avrebbe dovuto autorizzare l’amp’liamento del vecchio  albergo o quantomeno sceglie un’altra zona. 

A Noli la cronaca racconta e descrive cosa è accaduto in questi anni tra edilizia selvaggia e frane. Che dire, per fortuna non si contano i morti (se non per crepacuore, vedi via Belvedere), ma certamente la ‘cassandra Carlo Gambetta è stata tranquillamente ignorata. E non era solo, c’era anche un geologo galantuomo, Roberto Garbarino di Noli

POST DI ALBERTO PELUFFO SUL SITO ‘SEMPLICEMENTE NOLI’:

A LEZIONE DI GIORNALISMO, 8 DICEMBRE 2016

Alberto Peluffo già esponente della Lista civica Noli che cambia

“Che cosa significa fare giornalismo? Sono da sempre appassionato di informazione locale, a cui do il mio contributo, come posso, fin da quando ero ragazzo, e mi sono sempre posto il problema del “come”: bisogna fingere un distacco che nessuno ha davvero, oppure è meglio dichiarare la propria posizione? Ho sempre preferito la seconda posizione, ma ho anche sempre cercato di separare le mie idee dalla semplice comunicazione dei fatti; cioè, se scrivo che il Sindaco ha fatto una cosa che non mi piace, do la notizia e, a parte, esprimo un commento, ma la notizia deve essere completa e corretta. Per capirci, durante la recente assemblea organizzata in Comune dal gruppo “Semplicemente Noli” sono intervenuto per chiedere i motivi che hanno portato a un aumento medio del 40% della nostra Tarsu, quando le novità nel metodo di raccolta dovrebbero portare a un aumento della differenziata e alla riduzione dei costi. Ho anche chiesto quanto costassero i sacchetti di carta, secondo me inutili, distribuiti in questo periodo per la raccolta dell’umido. Un “giornalista” presente alla manifestazione ha riportato solo quest’ultima parte, decisamente la meno consistente, del mio intervento. Con lo stesso stile ha commentato l’intervento di Lucio Fossati, riportando non concetti né frasi, ma addirittura parole singole, e permettendosi anche di qualificare la relazione come “noiosa”. Imitare Travaglio senza averne i mezzi significa ridurre l’informazione in trucioli”. ALBERTO PELUFFO

NOTA DI REDAZIONE - Lo scolaro ‘ giornalista’, ma  solo tra virgolette e non menzionato, è Luciano Corrado, coordinatore di questo umile blog che continua ad imparare il mestiere dall’illustre impermeabile Alberto il quale, dopo aver condiviso un gruppo di illuminato potere che tanto bene ha fatto a Noli tra divisioni, rivalità e coesione sociale, si sforza di ‘onorare’ chi vuole imitare, immeritatamente, Marco Travaglio, bandiera del libero giornalismo. E che se scrivesse da Noli, magari sull’operazione Liguria 17,  potrebbe attingere utili informazioni dai pregnanti ‘articoli’ sulla mini operazione edilizia (140 alloggi e annessi) vergati dal prof. Peluffo, utilmente informato dal mentore Repetto, artigiano idraulico con Liguria 17. E potrebbe chiedere all’amico Gambetta se qualche giornalista de la Repubblica prima e del Fatto Quotidiano sia arrivato a Noli dove ha preso diligentemente nota del monumento al ‘partito del cemento’ di Liguria 17. Farsi leggere la rassegna stampa di trucioli savonesi con gli articoli – inchiesta di Corrado su Liguria 17 e ancora sfogliare le pagine di pubblicità a pagamento, in omaggio del grazioso mostro a ridosso della cava, della frana, della collina, su quotidiani liberi liguri e nazionali. Luciano Corrado, giornalista professionista mai paracadutato, purtroppo pensionato e che paga di tasca propria la messa in rete di trucioli.it, non ha proprio la stoffa di ‘lecchino’. Lo ammettiamo, a Noli è colpa grave ! (L.C.)

 

 

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