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Il benvenuto di Loano a 15 profughi
Messa, concerto, buffet al Sant’Agostino

L’arrivo era stato preceduto da polemiche ed allarmismo. Persino una locandina davanti alle edicole della Riviera annunciava: “Loano in arrivo 50 profughi”. Il sindaco, contrariamente al compagno di partito di Alassio, ha dimostrato di essere più istituzionale e collaborativo: “Non più di 25 perchè 50 la nostra comunità non li regge”. A Nava, frazione di Pornassio, in una ex colonia, si possono ospitare, in Riviera residenti e turisti hanno altre sensibilità ?

Il sindaco Pignocca, il vice sindaco Lettieri, il direttore della Cooperativa Ceis fondazione

I profughi durante la S, Messa provengono dal Senegal e Mali

Il primo cittadino, Luigi Pignocca, un moderato senza il bagaglio dell’oltranzismo, a Federica Pelosi il 17 gennaio aveva espresso un concetto.  “Lo sforamento di quota 25 pregiudicherebbe i rapporti Comune- prefettura e ci spingerebbe  ad intraprendere  azione legittime al fine di tutelare la comunità. Abbiamo il diritto di sapere preventivamente lo staus di chi ospitiamo, se si tratta di profugo di guerra, perseguitato politico, razziale, religioso e meritevole della nostra accoglienza.  Se questa garanzia non ci è fornita si genera un senso di insicurezza nei cittadini e sfiducia nelle istituzioni. Il nostro primo interesse e la sicurezza”.

Chissà cosa avranno pensato quando hanno letto le dichiarazioni pubbliche fatte dal consigliere Daniele Oliva e riportate solo da trucioli.it che in solitaria dava conto di un’assemblea popolare convocata dall’opposizione consiliare. Oliva ha parlato esplicitamente di una città dove delinquenza e reati lasciano il segno e non sono una rarità.

Ma bando alle diatribe, ancorché su fatti e circostanze non smentite. Loano con la cerimonia svoltasi nell’antica chiesa di Sant’Agostino che un tempo ospitava il seminario degli agostiniani, dove sono sepolti personaggi illustri e benemeriti della storia loanese, ha dato una lezione di civiltà, di bon ton che non significa buonismo. E’ vero che lo Stato, la nazione, non possono proseguire senza fine nell’accoglienza di migliaia e migliaia di extracomunitari. Sarà pure vero, come sostengono alcune fonti, anche un giornalista anziano della Rai che ha girato l’Africa in lungo e in largo, che non tutti avrebbero lo stesso diritto al riconoscimento di profughi. Ci sono i migranti di comodo, pare in maggioranza. E’ vero che chi fugge da quei paesi sono mussulmani: forse bisognerebbe riconsiderare l’accoglienza in primis ai cristiani ? Appare però scontato che se tutte le comunità italiane rifiutassero i migranti come andrebbe a finire? Il respingimento prima che possano salpare sui mari? Come, con l’esercito in missione di guerra? di polizia ? Si dice che l’Australia li respinge confinandoli su isole lontani mille chilometri dalle sue frontiere. Si dice che l’accoglienza di fatto finisce per finanziare le mafie, il terrorismo. Si dice che si è creata l’industria dell’accoglienza a suon di cooperative. Che sono già di per se stesse una realtà molto diffusa non solo a Loano (di recente all’assemblea in biblioteca di LoaNoi si è chiesto chi ci celasse dietro la cooperativa che ha in appalto l’assistenza degli anziani del Ramella con lacune nel rispetto del capitolato d’appalto o quantomeno nella qualità dell’assistenza).

La serata al Sant’Agostino è stata molto partecipata, ma senza pienone. Alla celebrazione solenne della Messa cantata, officiata da quattro sacerdoti, tra cui il vicario generale della diocesi don Ivo Raimondo, don Giovannini parroco di quattro parrocchie dell’Alta Val Tanaro, l’anziano  padre Vittorio Sartirana, procuratore legale per la Liguria, presidente del Comitato sant’Agostino di Pavia.

Tra l’altro è emerso che ancor prima dell’arrivo dei profughi, il chiostro è abitato da due nuclei famigliari residenti a Loano e senza casa. Madre e figlio, lei pensionata al minimo quale vedova di un artigiano, lui che collaborava col padre è rimasto senza lavoro e un’anima buona loanese cerca di aiutarlo nel campo della fotografia. Inutili fino ad oggi i tentativi di trovare casa, mentre pare che il Comune si sia detto impotente. Non è molto chiaro con quale criterio sono state fatte le assunzioni nella ditta che si è aggiudicata il maxi appalto del servizio di Nettezza Urbana.  Un’altra famiglia al Sant’Agostino, questa volta di polacchi residenti, è composta da madre e tre figli, in parte hanno un’occupazione. Ancora assai che hanno trovato un tetto e non sono in mezzo ad una strada.

Nelle prime file hanno assistito alla Santa Messa il sindaco Pignocca, il vice sindaco Luca Lettieri, i comandanti dei vigili urbani e della locale Capitaneria di porto, Riccardo Ferrari presidente della Fondazione Simone Stella. Poi è iniziato il concerto per Soprano, tromba e organo con Melissa Briozzo, loanese, applauditissima nell’esibizione con il tenore alassino Andrea Elena, fratello del parroco di San Bartolomeo al Mare. E ancora, il maestro Franco Cocco di Ventimiglia, Andrea Verrando di Sanremo.  La manifestazione  organizzata da Vallinmusica, associazione culturale, che vede in primo piano il giovane maestro di Musica Roberto Grasso di Mendatica, organista professionista. Sia la cerimonia religiosa che il concerto sono state riprese da Imperia TV che le ha trasmesse in sei edizioni in giorni diversi.

Alla fine il banchetto offerto dalla Cooperativa Ceis onlus, Fondazione di Genova  fondata da Bianca Costa  Bozzo che negli anni ’70 aveva iniziato la sua missione umanitaria e filantropica ospitando i primi giovani alle prese con problemi di droga. I soci sono un’ottantina.  Di pari passo nel 1981 è sorto il Centro di solidarietà di Genova, cooperativa, di cui è presidente il dr. Piero Costa, presente nella serata loanese e che presiede anche la Ceis. Prima in chiesa e poi nei saloni del chiostro c’erano i 15 migranti, oltre ai 7 ospitati in un albergo di Pietra Ligure e affidata sempre alla gestione Ceis.

Don Raimondo nel sulla omelia  ha ricordato che i “fratelli in Cristo cercano da noi una vita più sicura, una terra per trovare un lavoro; cerchiamo di essere nei loro confronti un pochino pescatori di uomini, capaci di coltivare l’unità”.  Don Giovannini ha parlato della carità e del bene, ha ringraziato il sindaco, il vice, le autorità per il grande gesto di accoglienza, accennando che in quel convento era vissuto ed è morto padre Raffale Bracco, agostiniano di Mendatica, che di Loano ha scritto due libri di storia e al quale l’amministrazione comunale  ha deliberato l’intitolazione di un luogo pubblico assieme a don Ranoisio che è stato parroco a San Pio X.

Il sindaco di Mendatica Piero Pelassa con don Giovannini parroco del paese e animatore dell’Associazione Vallinmusica onlus

Padre Vittorio Sartirana legale rappresentante degli agostiniani in Liguria

L’ultraottantenne padre Vittorio Sartirana agostiniano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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