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Cara Monesi non ti scordar di me!
I veraci cambattenti del 24 novembre

Sono Belfagor, imperatore dell’inferno e dei condannati ad ardere in eterno, vivo nella reggia dorata sulle alture della Baia del Sole. Sono stato pregato di osservare dal mio jet cosa accade a Monesi di Mendatica e di Triora. Qui ho subito maledetto un giornalaio perchè da mezzo secolo lancia allarmi da bomba atomica. Nel tempo ha scritto che nel complesso che fu dei conti Galleani ballavano i topi. Poi che la nuovissima seggiovia, condannata da due dirigenti tecnici regionali a restare inattiva per 6 mesi al fine di non disturbare i bellissimi galli forcelli, era un insulto al buon senso e un  freno al rilancio di Monesi turistica. Robe da non credere, tutte fandonie. Per fortuna che qualcuno protegge ancora l’ambiente e la natura.

Cara Monesi non ti scordar di me ! Ti rifare il trucco e risplenderei più bella e accogliente di prima ! Tuo Belfagor

Poi ha scritto, negli anni passati, che nelle due Monesi si è costruito troppo, deturpato l’estetica dei vecchi tecci dei pastori. E’ arrivato a sostenere che i lavori di consolidamento della Provinciale, nel tratto franato, lasciavano a desiderare. Ha disturbato la festa di inaugurazione balbettando “un giorno scivolerà tutto nel Tanarello“. Chi si crede di essere ? Deve aver gioito quando ha visto le foto dell’incantevole Bed and Breakfast appena inaugurato e finito a penzoloni. Non sapeva che il tecnico incaricato dei lavori è un luminare della stabilità degli edifici che non muove foglia senza che il suo geologo di fiducia non voglia.

Diciamo allora, più che giornalaio siamo di fronte al ‘pennivendolo’ porta sfiga. Magari è stato proprio  lui a deviare le acque che i prodi cittadini avevano sapientemente incanalato, già a monte, prevedendo qualche alluvione di troppo. Io diavolo vero so che su questi colli c’è gente vacanziera previgente.  Timorosa di Dio e degli uomini. Pensate un po’ se non avessero saputo che il vecchio borgo si trovava su una estesa paleofrana, oggi saremmo alla tabula rasa. Invece, grazie a tutti, anche ai veraci combattenti, armati di Facebook, ecco i tecci ristrutturati con arte e gusto estetico. Ecco i nuovi edifici ancora tutti in piedi, solo qualcuno zoppica e basta un po di cure per ristabilirsi. Paleofrana ha significato, amici diavolini che mi seguite da anni, approfonditi studi e relazioni geologiche man mano che si alzavano muri, calce e mattoni creavano ridenti ville, villette, palazzine. Paleofrana che ha imposto a geometri diligenti e ricchi di amore per il territorio di procedere di concerto con i geologi. Gli uni uniti agli altri in parcelle, ‘soddisfatti e garantiti‘. Soddisfatti i clienti, garantita la stabilità !?

Qui lo dico e di fronte al giudice Supremo lo nego, Monesi non morirà mai. Dall’inferno osservo il fuoco ardere nel sottosuolo e vedo un immensa roccia capricciosa, ma di animo buono. Dopo la grande paura della frana, tutto tornerà più bello e stabile di prima. Non bisogna sposare allarmismo e catastrofisti di professione. Hanno fatto bene i combattenti al seguito di Lorenzo Anfosso Berio a prendere le redini di Facebook e scuotere le fondamenta.  Hanno mobilitato seriosissime tv locali, organi cartacei e elettronici, per ubbidire ad un ordine: “Andate o miei prodi, riconquistate le Monesi, la vostra terra promessa. Vi aspettano Bypass, bus navetta, animati da un grande entusiasmo. Rilanciate Monesi a passo di carica così i mass media scriveranno, parleranno delle vostre gesta eroiche, di disubbidienza civile, accorcerete i tempi della lentocrazia burocratica, spezzerete i lacci e lacciuoli“.

Come non essere d’accordo con questi pargoli combattenti ! Anzi vi leggo un messaggio che mio tramite l’Alberto Cirio, detto parlamentare Europeo vivo e vegeto, ha fatto ascoltare a tutti i fedelissimi della benemerita Imperia TV: “Cari cittadini di Monesi di Mendatica e di Triora, qui mancano tutte le opere per la sicurezza del vostro domani e se continua a piovere finirà tutto nel Tanaro. Hanno stanziato 51 milioni di euro per i danni stimati, mentre ce ne vogliono 300 di milioni. Fate sapere che non è rispettoso nei confronti di queste terre che non hanno mai ottenuto niente e non hanno mai chiesto niente “.  Il testo della telefonata lo potete riascoltare, ha detto proprio che il popolo di Monesi non ha mai chiesto nulla, dunque non poteva avere nulla.  E dopo averlo ascoltato il bravo e diligente sindaco di Rezzo ha incalzato: “La messa in sicurezza del territorio è urgente, urgentissima, non ci consente di dormire sonni tranquilli, si va a letto e si rischia di essere travolti dalla frana “. Chi può dargli torto, sono anni e anni che tutti i sindaci, in primis, consiglieri comunali, presidenti di Pro Loco, di associazioni per il bene comune ripetono: “Rinunciamo anche alle nostre sagre, ai servizi tv che illustrano tutte le nostre eccellenze in crescendo, purchè rendiate stabile il suolo e sottosuolo”. Hanno ragione da vendere e da pendere.

Ma chi sono quelli che hanno sempre fatto orecchio da mercante ? Già i nostri atleti di Facebook li hanno subito individuati. Quelli che da anni sono ospiti d’onore alle sagre, alle Expo, alle feste patronali, alle cerimonie di inaugurazione. Voi gli accogliete gioiosi e festanti, loro vi ricompensano. Più di così si muore nelle frane. E invece neppure una vittima. Altro che gioire con Belfagor. Monesi rivivrà più forte e stabile, seguite i combattenti. Hanno già vinto, anzi stravinto il referendum del ‘No’, sbertucciando il ‘si’ e a guidarli era il velista dei mari e dei venti Lorenzo Anfosso Berio.

Grazie, vostro Belfagor, diavolo ambasciatore a Monesi per una sola volta.

SCRIVE Lorenzo Anfosso-Berio via Facebook

Buon giorno amici di Monesi, le adesioni sono ancora aperte. Per dissipare ogni malinteso per il silenzio seguito alla pubblicazione su Imperiapost e su SanremoNews del comunicato stampa dei 3 sindaci, con titolo “I TRE COMUNI SPENGONO GLI ENTUSIASMI” vorrei pubblicare col consenso del Gruppo di 250 amici che hanno aderito a “ProMonesi Bypass – bus navette e altro; quanto segue:

___________________________________________________

“Per Monesi, noi ci mettiamo il cuore e la faccia, su Facebook!

Appartengo a quel Gruppo di “Sei Praticamente di Monesi se …” che grazie a Facebook intende salvaguardare le peculiarità e l’incanto delle nostre montagne dall’abbandono dopo la catastrofe delle frane di due mesi fa.

Il 23 c.m. sui giornali locali on-line è apparsa questa comunicazione:

“In riferimento a quanto pubblicato sui giornali on-line e cartacei, sui social network ed a quanto affermato in alcune trasmissioni televisive circa l’idea di attuare un servizio navette tra Monesi di Mendatica e Monesi di Triora (perché questi sono i nomi delle due località), attraversando a piedi l’abitato di Monesi di Mendatica tutt’ora interessato da un movimento franoso di vaste dimensioni e sottoposto ad ordinanza Sindacale di evacuazione e di permanenza dispiace comunicare che non è possibile attuare tale ipotesi, tantomeno mettere in funzione la seggiovia dalla quale sono già stati smontati i seggiolini a seguito di ordinanza emessa dall’Amministrazione Provinciale – Così i Comuni di Monesi, Mendatica di Triora e Briga Alta, con una nota stampa”

Lorenzo Berio Anfosso

Non posso dar torto ai Sindaci dei tre paesini del comprensorio di Monesi perché sono quelli che fanno da capro espiatorio se succede un benché minimo incidente, in base a quella tendenza legislativa che addossa tutti i problemi all’ultimo anello della filiera del dissesto del territorio e dell’ abusivismo edilizio.

Anzi li voglio ringraziare per aver sentito il dovere, di anticipare una risposta ai cittadini prima che l’istanza cartacea ufficiale gli pervenisse, poiché loro, in questi piccolo paesi ci vivono e conoscono quotidianamente i problemi e le ansie della loro gente.

E’ proprio a favore di questi nostri sindaci che aprono le braccia impotenti e sconsolati, come emblematicamente ha fatto il sindaco Pelassa al termine dell’affollatissima riunione a Pieve di Teco lo scorso mese, che gli amici di Monesi con ancor più ragione intendono sottoscrivere quella lettera di carta senza la quale Prefetti, Regioni, Provincie e Comuni, non potranno prendere in considerazione una START-UP, cioè un Nuovo Ente Unitario che coordini le risorse finanziarie e promuova il territorio di queste valli nell’oggi e dare una speranza alle generazioni future.

A parte il problema immediato di trovare un bypass per raggiungere Monesi dalla valle Arroscia, a nostro parere questo Comprensorio così com ‘è, parcellizzato da pascoli feudali, suddiviso tra antiche “diocesi imperiali” e sezionato nelle sue valli tra due nazioni da un trattato postbellico, dove ad ogni rigagnolo c’è una amministrazione diversa, pubblica o privata, e dove si svuota ogni risorsa, non avrà futuro.

Nella “lettera” alle Istituzioni, nazionali, liguri e piemontesi, diventata di dominio pubblico, già anticipavamo quella Start-up richiesta nei giorni scorsi per il territorio e le imprese commerciali, alla Camera di Commercio di Imperia dal Vicepresidente Enrico Lupi durante l’ incontro con l’ Assessore Regionale al Commercio Rizzi, il quale in quella occasione ha voluto a salire a Monesi per constatare la situazione.

Monesi ringrazia per ogni aiuto.

COMITATO REFERENDUM PER IL ‘NO’: NON DIMENTICATE I GLADIATORI

Una passione, il mare Lorenzo Berio Anfosso patron di natura pulita

on questa Riforma e il combinato disposto del venturo Italicum, per governare con una manciata di voti, il Presidente del Governo farà Bingo.

Stasera in TV Gad Lerner, che non è il primo venuto, ha accennato al pericolo dell’Islamizzazione dell’ Italia. A Londra è stato eletto sindaco Sadik Khan, un musslmano difensore dei diritti umani.

Le nostre prossime elezioni le potrebbe vincere un populista come Grillo, tra dieci anni, vista l’islamizzazione italica, ha buone probabilità di vincerle un populista mussulmano come Erdogan che riempie le carceri con 15 mila oppositori e che punisce con 10 anni di galera chi parla del genocidio e della deportazione di 1 milione di armeni Questa Riforma mi fa pauraaaaa!

Preferisco una Costituzione Democratica vecchia maniera che quando la leggi capisci cosa c’è scritto con la sovranità che appartiene al popolo tutto e non a quella dei raccomandati e che non può essere cambiata dal Governo come una banderuola.

Inoltre l’attuale maggioranza del Parlamento eletta con una legge elettorale anticostituzionale non si comporta bene: non ha cambiato la legge elettorale anticostituzionale e invece pretende di cambiare la Costituzione per suo uso e nostro consumo. IO VOTO NO.

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