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Lettere / Ceriale: ‘Multato sul dosso illegale’
Stellanello: ‘Camino non a norma, ho paura’

Spett. trucioli vi voglio illustrare un caso di mala-polizia/prefettura/magistratura.  E da Stellanello l’ostinata lotta di un militare (in pensione) dell’aviazione: “Ho paura di un incendio nell’edificio dove abito per via di un camino non a norma”.

“Per carità, niente di nuovo, sono cose ricorrenti ovunque in Italia, come sapete Paese ridotto malissimo. Parcheggiai l’autovettura a Ceriale in via Orti del largo su passaggio pedonale illegale sopra un dosso illegale che collegava il marciapiede alla massicciata Ferroviaria invalicabile, ma fui sanzionato dalla Polizia Municipale. Parlai col comandante che mi rassicurò trattarsi di errore, tuttavia mi consigliava di presentare ricorso. Istanza che ha inoltrato al prefetto che ha respinto sulla base delle motivazioni – opinione della P0lizia municipale. Altri ricorso al Giudice di Pace di Albenga, ora a Savona, che in cinque minuti il 6 ottobre ha convalidato l’operato dei vigili e della prefettura. Ora potrei fare appello e magari attendere il giudizio della Corte di Cassazione. Questo è un piccolo esempio del ‘sistema Italia’. Penso che ormai le speranze di cambiare siano davvero minime”.

email da Virginio Pretali

Il camino della discordia di Stellanello per un possibile incendio da surriscaldamento

STELLANELLO - Cosa spinge un cittadino a rivolgersi ai mass media per far conoscere un suo disagio ? Da tre anni Gianni Cesio, 68 anni, militare in pensione dell’Aviazione leggera, lotta per prevenire un possibile pericolo di incendio nell’edificio in cui abita nel centro storico di Stellanello. Tutto inutile almeno fino ad oggi. Un timore infondato ? Inutile allarmismo ? C’è un contenzioso con un vicino di casa che pare abbia realizzato un camino senza rispettare le norme antincendio. Cesio si richiama alla Gazzetta Ufficiale e al contenuto di quanto è prescritto per l’isolamento delle canne fumarie. ….” essere adeguatamente distanziate mediante intercapedine d’aria o isolanti idonei, da materiale combustibili e/o facilmente infiammabili”. “Ogni volta che ascolto in televisione o leggo di incendi di abitazione, tetti, con danni, vittime, feriti, e si parla di imprudenza, di tragedie annunciate, penso a cosa potrebbe accadere nella casa dove abito con la famiglia. Sono costretto a vivere con la paura del camino –  con caldaia a gas – del confinante privo di isolamento adeguato come ho cercato invano di dimostrare per il rischio di surriscaldamento dei materiali vicino alla parete esterna del camino stesso”.

Viene da chiedersi se in tre anni non è successo nulla perchè preoccuparsi, allarmarsi, accanirsi ? Cesio che si è pure rivolto ad un legale di Andora, insiste sulla necessità che “ il camino di sfiato della caldaia venga sistemato con idoneo isolamento poichè si trova a contatto diretto con una guaina  di catrame, dunque una situazione foriera di danni, tenendo conto che lo stesso camino è appoggiato ad un solaio in legno“. C’è da aggiungere un altro particolare. Da quando è stata realizzata la canna fumaria l’alloggio è vuoto e di conseguenza la caldaia non è mai stata accesa. Ma Cesio insiste, pensa alla prevenzione: ” E se un giorno l’accendono e accade l’irreparabile…chi devo ringraziare?

Ci troviamo di fronte ad un caso di diniego della legalità oppure e non sarebbe certo un’eccezione, una battaglia per partito preso e  priva di presupposti tecnici ? Un evento impossibile ? Si aggiunga che un esposto è stato inviato anche ai Vigili del Fuoco e che contrariamente alle lettere (senza risposta) inviate al Comune, hanno da una parte ricordato che nell’esposto non si ravvisa gli estremi normativi di un loro intervento semmai del Comune e dall’altra si dichiarano a disposizione qualora si ravvisasse “un pericolo immediato per l’incolumità delle persone”.

Il militare si è da ultimo rivolto alla Procura Generale di Genova invocando l’avocazione degli atti. Istanza respinta dal momento che  la Procura della Repubblica di Savona ha archiviato l’esposto penale presentato a conclusione delle indagini. Cesio si era rivolto all’autorità giudiziaria segnando che già da luglio e dicembre 2013 aveva scritto al Comune di Stellanello, più precisamente al responsabile dell’Ufficio Tecnico, allegando materiale fotografico, in merito alla “inadeguatezza tecnica relativa alle anomalie dell’isolamento termico del camino del confinante, con pericolo di incendio del tetto e la sicurezza  delle persone che vi dimorano”.  Forse sarebbe il caso che Gianni Cesio fosse messo in condizione di sapere che non corre pericoli. Del resto dopo sei lettere a Comune, Vigili del Fuoco, Provincia, Procura della Repubblica e Procura generale è difficile immaginare che il proprietario dell’alloggio corra il rischio di incendiare una casa impunemente. Insomma al battagliero militare in apprensione si potrebbe consigliare di vivere in pace e in salute, la sua opera preventiva non ha tralasciato nulla.

 

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