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Colle di Nava: la nuova pizzeria Ai Forti
Vendesi casetta e roulotte a 6900 euro

Un’estate di belle notizie a Colle di Nava. I riflettori tornano ad illuminare la località turistica per l’apertura di una nuovissima pizzeria, la seconda. L’iniziativa vede  ancora una volta protagonista il nucleo imprenditoriale più attivo dell’Alta Valle Arroscia, i fratelli  Stefano, Roberto e papà Remo Porro, titolari dell’omonimo pastificio – laboratorio, di un negozio di alimentari e specialità. Hanno inoltre la proprietà che ospita il ristorante – albergo La Vecchia Partenza di Monesi, un rifugio in ristrutturazione tra il Monte Saccarello e il Frontè. E a Nava una piccola e interessante curiosità. E’ in vendita una casetta, perfettamente rifinita, con roulotte, ospitata in un camping, alla modica cifra di 6900. 

Non è il cavaliere bianco che interviene in soccorso di un’azienda o un’attività commerciale in difficoltà. Nava (Comune di Pornassio) ha la fortuna che c’è qualcuno che investe nella sua terra natale. Produce beni, offre preziosi posti di lavoro. Scommette sul mercato della pasta fresca, dei prodotti di qualità e della tradizione locale. L’azienda che non ha certo bisogno di pubblicità e promozione per affermarsi, è  dei fratelli Porro. Ora nel loro ‘pianeta’ commerciale possono annoverare la pizzeria ‘Ai Forti‘ dall’omonimo nome di una delle caratteristiche storico – militari di Colle di Nava. In un immobile ristrutturato che si affaccia sul piazzale centrale hanno realizzato la pizzeria, 60 posti, oltre un centinaio di metri quadrati, arredata con le ultime tecnologie della cucina e del comfort. Niente lusso, tutto all’insegna dell’accoglienza e del buon gusto. Arredamento in legno stile antico, con squarci di moderno. Il locale è stato dato in gestione ad un pizzaiolo, Simone Placido, che ha sempre operato nel settore come dipendente in valle e dintorni. Conosce il mestiere, i suoi ‘segreti’.

Ai Forti resta aperta tutto l’anno. Un’opportunità, un servizio, un motivo di attrazione in più per Nava dove già una giovane coppia romana, lo scorso anno, ha preso in gestione un ‘antico’ negozio di alimentari ed è impegnata a rilanciarlo con innovazioni e specialità del territorio ligure – piemontese. La prima scommessa è resistere nel lungo inverno, nella bassa stagione, far fronte all’affitto e alle spese. La pizzeria, nel periodo estivo, offre pizza e carne alla brace, ma non solo, a mezzogiorno e sera. Nei rimanente mesi apertura solo nel fine settimana e week end.

Ancora una curiosità? E’ molto particolare e quasi commovente. Racconta  Stefano Porro, 50 anni, primogenito e col fratello al timone del piccolo impero: ” L’idea l’ha avuta papà Remo. 81 anni, infaticabile, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, che possa attirare gente, dare lavoro. Una mattina è arrivato nel pastificio. ‘Cosa dite se nell’immobile…anziché fare due appartamenti, ricaviamo al piano terra una pizzeria ‘.  Abbiamo condiviso sapendo che papà non è mai in pensione ed ha dimostrato di vedere lontano, non demordere, lottare pur tenendo conto della terza età. Sta di fatto che ha trascorso  l’inverno nel locale destinato alla pizzeria, come è sua abitudine ha seguito i lavori, si è occupato dell’arredo…un impegno da mattina a sera. E  sta pure seguendo i lavori al rifugio La Terza, alla Cima della Valletta, affacciata su Monesi. Contiamo di aprire per l’estate 2017. ” Forse vale la pena aggiungere che i fratelli Porro, due figli a coppia(” Speriamo ci seguano… – confida Stefano), con la passione per i cavalli, hanno collaborato attivamente per far si che il maneggio, rifatto e messo a norma, rappresenti un’altra opportunità di richiamo per Nava. C’è un’associazione, un circolo, la stazione di Ipovia lungo l’Alta Via. Non sono mancate le difficoltà, il finale è positivo grazie al gestore e alla collaborazione.

Colle di Nava che come tante altre località di montagna ha sofferto gli anni di crisi economica del Bel Paese, la difficoltà a resistere di tante attività famigliari. E ha segnato moltissimo la possibilità di ripresa in tempi brevi. Una montagna che non può certo fare affidamento su aiuti o incentivi pubblici, come i finanziamenti di regioni e province a statuto speciale. E neppure al mercato immobiliare che caratterizza il mare, la Riviera, a prezzi pur sempre elevati. Qui chi resiste deve tirarsi su le maniche e non aspettare la divina provvidenza. La montagna caratterizzata in gran parte da ‘paesi fantasma’ per molti mesi all’anno. E comunque tante case disabitate o addirittura abbandonate. Non parliamo delle aree un tempo coltivate. Sempre più sfigurate, desolatamente abbandonate. Il drastico calo dei residenti, il venir meno degli anziani, il loro spirito di sacrificio e di amore per la  terra natale, non  è compensato da pochi giovani volenterosi, dai turisti delle seconde case, dai pendolari, dalla stagione estiva che si è accorciata, dalle sagre lodevoli ma ‘fumo negli occhi’, motivo di richiamo di folla almeno per qualche giorno. Riprese tv locali, notizie e pubblicità nel ponente. Resta l’afflusso domenicale, estivo, se il bel tempo da una mano.  Dopo le sagre, le feste come cambia il tessuto socio economico ? Aprono nuove attività, migliora la condizione di strade che risalgono a due secoli fa ? Si creano posti di lavoro ? Aumenta il valore immobiliare e delle aree un tempo destinate all’agricoltura ? C’è impulso per le attività commerciali e artigianali ?

L’iniziativa privata, si diceva. Nel sito aziendale dei Porro si può leggere: “Il  Pastificio Fratelli Porro è nato nel 2000, per volontà dei fratelli Stefano e Roberto, nella splendida conca di Nava, situata nelle Alpi Marittime, a mille metri d’altitudine. Nel laboratorio vengono preparate ricette della tradizione culinaria locale, con lo stesso impegno e la stessa sapienza usati un tempo, per offrire alla clientela una varietà di prodotti genuini e di alta qualità. Gli ingredienti utilizzati sono di origine 100% italiana ed in particolare coltivati nelle aziende delle nostre valli: grazie a questo abbiamo ottenuto il marchio “Km 0″ della Coldiretti. La nostra azienda ha contribuito a fondare l’associazione Arroscia Valle Slow, organizzazione che si prefigge la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, delle tradizioni e dei prodotti delle nostre vallate. La Fratelli Porro ha ottenuto dalla Regione Liguria un cofinanziamento per la realizzazione di progetti riguardanti l’innovazione tecnologica e la competitività”. Un plauso alla Regione Liguria ha aveva dato un mano. C’è da auspicare che abbia gli stessi effetti la recente legge per gli ‘aiuti’ a chi vuole investire e rinnovare nei piccoli negozi.  Ultimo baluardo all’abbandono e allo spopolamento, di aiuti agli anziani, alla fuga dei giovani verso la città alla ricerca di un impiego, di un posto di lavoro che sia consono alle esigenze economiche e agli studi conseguiti  tra sacrifici e rinunce dei giovani, delle loro famiglie.

Nava che ha un secondo significativo fiore all’occhiello: il rinomato ristorante- albergo Lorenziana della famiglia Pasquinelli. Ovviamente in misura minore rispetto al pastificio, offre posti di lavoro per dieci mesi all’anno e rappresenta una fonte di attrazione, in particolare per l’offerta culinaria capace di attrarre buongustai dal Piemonte e dalla Liguria. Sarebbe comunque un torto ignorare l’esistenza di altre tre attività di ristorazione, con camere, persino il commercio di legname. Tutto aiuta a tener viva la località, la sua economia, a risalire la china dopo gli anni del grande boom, seguito dalla rovinosa caduta.

VENDESI CASETTA -  Ha destato curiosità e interesse il cartello affisso  in una casetta del campeggio di levante, nell’area sottostante l’albergo – ristorante Alpino. Il campeggio è sorto una trentina di anni fa, come il secondo che si trova a ponente nei pressi del pastificio Porro e che appartiene ai Guglielmi. Il camping dove si trova la ‘casetta vendesi’ è di proprietà e gestito dal figlio del titolare dell’Alpino (famiglia Contestabile). Grazie ad una legge regionale , ormai datata, venne data la possibilità di regolarizzare nelle piazzole, oltre alle presenza delle roulotte, le strutture fisse realizzate nel corso degli anni. Nulla a che spartire con la speculazione edilizia. Una norma estesa a tutto il territorio ligure e che ha permesso a chi forse non poteva disporre di molti mezzi economici di diventare ‘proprietario’ di un manufatto dove trascorrere all’aria aperta e nella natura vacanze e fine settimana. Soprattutto famiglie con figli.

La casetta in vendita, dotata di roulotte, ha una superficie di 13- 14 mq, realizzata sei, sette anni fa con certosina cura. Quattro posti letto, wc, doccia, acqua calda riscaldata col gas, pavimento in parquet, cucina nuova ammobiliata, dotata di frigorifero, congelatore. Pare sia l’unica casetta del campeggio con basamento di cemento e doppio isolamento alle pareti di legno.  L’affitto annuale che si paga al gestore del campeggio si aggira a 800 euro, incluso consumo dell’acqua a contatore, la luce. La roulotte, a sua volta, è in ottimo stato, ha bisogno solo di collaudo dopo una sosta di sette anni. Il complesso turistico è dotato impianto fognario. Ospita una quarantina di ‘abitazioni’. Tutto a norma, assicurano  in Comune a Pornassio. Sono occupate molti mesi all’anno, fino all’autunno, con ripresa in primavera. Le famiglie arrivano dall’imperiese, dal sanremese, da Albenga e dal suo circondario.

EMERGENZA RIFIUTI –  In piena stagione estiva anche la Valle Arroscia è alla prese con un’emergenza che non fa dormire sonni tranquilli a molti sindaci. E’ in pratica il terzo mese che la raccolta dei rifiuti urbani, affidata alla Aimeri (gruppo Biancamano che opera a livello nazionale e quotato in borsa, ieri mercoledì è balzata dell’11 %, con una perdita da inizio anno del 52 %), incontra grosse problematiche. Si parla di grave disservizio, cassonetti stracolmi. Uno stato di cose peggiorato dalla scarsa collaborazione – educazione di cittadini residenti ( e non) per la raccolta differenziata. C’è chi fa i salti mortali, come accade a Pornassio dove si è visto il sindaco, l’operaio del Comune e personale del Faggio, svuotare  cassonetti, dividere l’indifferenziata.  Una storia, quella dell’appalto raccolta rifiuti urbani, che arriva da lontano, tra difficoltà e burocrazia. Scarsa lungimiranza all’italiana. Bisogna risalire all’Eco Imperia, e di male in peggio alla Tradeco, all’Aimeri alla quale scade l’appalto il 30 luglio. Al carente servizio, dicevamo, va di pari passo la cattiva abitudine degli usufruitori del servizio a non farsi parte diligente e deporre i rifiuti nei vari contenitori. Finendo per aggravare il problema che coinvolge intere comunità, costi, spese, disservizi, decoro che lascia a desiderare. E non è una bella immagine o il benvenuto. Non può confortare il fatto che all’Aimeri potrebbero essere inflitte penali, in attesa della imminente nuova gara d’appalto (martedì si aprono le buste) e nel frattempo affidare il ‘soccorso’ alla Caooperativa imperiese Ottagono.

 

 

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