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Loano il negozio di frutta e verdura sfida i ‘cinesi’. E la città elettorale è un cantiere

Con gli anni si era fatto strada, nelle città del boom turistico alle spalle, con tante famiglie che avevano fatto fortuna, che le attività commerciali fossero ormai appannaggio dei foresti. Gli indigeni a godersi i sudori, i lasciti dei nonni, dei genitori. I forestieri a subentrare nella veste di commercianti, esercenti. Agli italiani, si sono aggiunti cinesi, asiatici del Sud in particolare. Con due particolarità: prendono in affitto e gestiscono attività che per i nostri connazionali è diventato proibitivo far quadre i conti. Loro resistono, cambiano magari titolarità. E non sono eccezioni, è la regola. Nel comprensorio loanese si è inoltre assistito all’eplosione di negozi di frutta e verdura (con panetterie, gelateri, bar, pizzerie) che in zone centrali, della via Aurelia, vedono proprio extracomunitari come esercenti. Ci sono però eccezioni: La Zucchina.

Le primizie che si acquistavano nelle festività di fine anno nel negozio di Via Boragine, centro storico di Loano

A Loano, in via Boragine, nel centro storico di levante, è attivo da parecchi mesi La zucchina, negozio di frutta e verdura. Ideatore e titolare il giovane Francesco Porcu. Con la collaborazione di Martina Frezzati, la mamma, terza generazione di una famiglia numerosa. Martina, con l’aiuto dei congiunti, si è rivelata un’ottima commerciante, capace, tenace, attenta. L’attività non solo sta andando bene, incontra il favore delle massaie, per la politica dei ‘prezzi’, della scelta, della convenienza e quando è il caso (periodi con la città affollata di turisti, pendolari delle seconde case)  di primizie e novità. Con prodotti persino poco famigliari. Il negozio va incontro alle comodità della gente con gli orari e la rinuncia ai giorni di chiusura, di riposo. Sempre aperto, insomma, di domenica e nei festivi. Un esempio, che a Loano, vede già da anni impegnato Paolo Fiori, loanese d’adozione, giovane dinamico, che con la rivendita di fiori, vasi, prodotti agricoli e da giardino, è considerato “il cavaliere del lavoro’. Resta chiuso un giorno all’anno. Un’aperta sfida, si fa per dire, non solo agli orari ‘no stop’ dei cinesi, ma la dimostrazione pratica che stanno cambiando i tempi, abitudini  consolidate. Il commerciante, l’esercente, l’artigiano che si prende le sue feste, i riposi.

Martina Frezzati, forse non molti loanesi sanno, appartiene alla famiglia De Giovanni (originari di Ceriana, nell’entroterra di Imperia) che dal primo dopoguerra aveva preso la gestione dei bagni bar Sirena e che col tempo è diventato uno dei locali ‘simbolo’ della città. Un De Giovanni (Piero) che è stato ideatore e titolare della più grande discoteca all’aperto della Liguria (Ai Pozzi), capace di attrarre anche 5 mila clienti a sera, con le stagioni estive ricche di un cartellone di appuntamenti con big della canzone, dello spettacolo. Un’azienda in salute che dava lavoro ogni estate a decine di giovani. Una vera e propria fonte di attrazione. Anni memorabili, si dirà oggi, guardando indietro. Nella stessa area ora sorge ed è attivo un variegato complesso alberghiero (Ai Pozzi Village, 4 stelle), all’altezza dei tempi e delle nuove mode di fare turismo; di offrire servizi alla clientela italiana e straniera, la necessità di seguire l’evolversi dei tempi, proprio in tema di vacanze, di opportunità alle famiglie, ai giovani. Basti pensare alla mega piscina all’aperto, al garage e ai park esterni, agli spazi per divertimento e sport. Al panorama, mare e monti.

Il ramo dei De Giovanni, a Loano, vede ancora una sorella di Piero De Giovanni, Liliana,che con i figli gestiscono tre alberghi, un ristorante in centro città e in tutte le attività si sta facendo le ossa la quarta generazione. Vuoi nell’attività alberghiera ricettiva, vuoi nella ristorazione e da ultimo in ordine di tempo un negozio di frutta e verdura gestito con professionalità, grande impegno, capacità commerciale, intuizione. Non sono certamente gli unici nella realtà cittadina e comprensoriale. Un altro segno, almeno questo positivo, che le nuove generazioni  non sono soltanto capaci di cullarsi nelle fortune accumulate dagli avi. Sanno gestirle e soprattutto impegnarsi, pronti alle sfide, a superare difficoltà e luoghi comuni.

Tra le novità del negozio di via Boragine anche le carote gialle e nere

LOANO UN GRANDE CANTIERE PER FORTUNA CHE CI SONO LE ELEZIONI COMUNALI 

Trucioili.it l’aveva scritto in tempi non sospetti, non da chiaroveggenti, ciò che da decenni è una costante. Con l’approssimarsi delle elezioni amministrative locali, le strade, le piazze, i marciapiedi, a volte i sottoservizi che meno si vedono e appariscenti,  sono un fiorire di cantieri,  lavori. Dalla semplice asfaltatura, alla sistemazione di aree a lungo abbandonate al degrado, all’incuria, alla cura dei rattoppi. Un cantiere qua, un altro là, se c’era l’impressione che al Comune interessasse soprattutto Loano dall’Aurelia in giù, il cuore commerciale, ora gli interventi si sono estesi e si estendono un po’ in tutti i quartieri. Persino due zone gioiello che erano state da tempo più o meno abbandonate come abbiamo documentato negli anni con servizi fotografici, con immagini sconfortanti.

Se il ponte di San Sebastiano aveva attirato l’attenzione dei media  e di cittadini – siamo sotto l’Aurelia, appunto -, indifferenza per lo stato di uno dei due ponti, quello meno antico, di Borgo Castello. Oltre alle condizioni della struttura, sterpaglie, rumenta, aiuole abbandonate, degrado anche lungo Viale della Rimebranza. L’elenco dei lavori in corso potrebbe continuare. Finalmente sono arrivate le elezioni. I cittadini, spesso distratti, spesso pochi informati, osservano, commentano.  Che dire ? Anche Loano non sfugge alla regola che la corsa alla urne non è più  e solo affidata ai comizi, alla propaganda murale, ai manifesti, agli spot, alle cene, si cerca di raggiungere il consenso sperando di convincere con i cantieri.

Del resto è più facile dimenticare (tasse ed imposte escluse) che commentare un’opera alla luce del sole. Sarà pure che stanno arrivando bollette dell’acqua molto salate per tante famiglie. Sarà pure che nessuno conosce quanto sia stato realizzato del programma elettorale che aveva portato alla vittoria il centro destra ed il sindaco Luigi Pignocca. Sarà pure che l’elettorato loanese è tra i più conservatori della Provincia – dove la sinistra ed il rinnovamento, diciamo l’alternanza, non abitano di casa  e sono sconosciuti – . Sarà pure che i socialisti di un tempo che hanno governato con la Dc, sono emigrati nell’area berlusconiana e della destra. Sarà pure che a Loano il popolo leghista, della protesta, non ha rappresentanti, se non qualche esponente di terzo piano; un partito con oltre un 10 per cento di elettorato, con supremazia di voti alle ultime regionali, che a Loano pare non esista, osservi un’improbabile consegna del silenzio. E dire che il segretario provinciale è quasi un ‘loanese’ seppure dimorante in quel di Alassio. Il discorso non cambia se parliamo del Movimento di Grillo. Nulla si sa, ufficialmente, da chi in loco è rappresentato, chi sono i seguaci accreditati al movimento, cosa propongono, con chi vogliono coalizzarsi visto che non sono in grado di presentarsi con una propria lista.

Si sussurra che il Pd potrebbe candidare una giovane professionista, capace di esprimere lo svolta, personaggi del rinnovamento di metodi e contenuti. Il modo migliore perchè il centro destra possa proseguire nella pratica del potere è favorire divisioni degli avversari. Ci riusciranno ? Siamo ancora ai preliminari, agli abbottonati. Però anche nel 2016 si fa strada l’ipotesi che Loano sia incapace di riunire in una lista civica tutte le forze  che si battono quantomeno per l’alternanza. Il potere logora chi non ce l’ha. E a Loano il copione è destinato a ripetersi. Giova alla comunità, agli interessi dei cittadini, a prescindere dal loro credo politico ? Un ruolo importante lo gioca l’informazione, quella di massa soprattutto. A Loano come siamo messi ? Troppi giullari e pochi approfondimenti.

LUTTO NEL COMMERCIO DI LOANO, LORIS SE N’E’ ANDATO

Sante Loris Giacometti (nella foto), 80 anni, era tra i commercianti ‘storici’ di Loano, con negozio d’abbigliamento su corso Roma e via Garibaldi. Un volto amico e noto dagli anni ’60, un’attività che ha dato lustro alla cittadina. Un commerciante semplice, educato, serio, professionista, umile e laboriosa.  Un cittadino che non alzava la voce, che faceva il suo mestiere con discrezione, con impegno, anche nei momenti difficili del commercio, l’avvento dei grandi magazzini, degli outlet, dei continui cambi di insegna. Si è solo e sempre occupato del lavoro e della famiglia, non si è mai impicciato nella vita pubblica o in politica, preferiva essere amico e rispettato da tutti. Nonostante l’età Sante Loris lascia nel dolore l’anziana mamma, la moglie, i figli, la sorella, le nuore, i nipoti, i parenti.  Un loanese d’adozione che tanto meritava ed ha dato alla città col suo esempio di vita.

 

Lavori in corso sul vecchio ponte, attiguo a quello dell’epoca romana, di Borgo Castello

Operai la lavoro per una robusta potatura delle piante d’alto fusto anche nel parco del Castello Doria, su via Bulasce

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