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Borghetto S. Spirito: ‘ Qua dormono a Loano spendono’. Cambia commercio & turismo

E’ vero anche a Borghetto S. Spirito, nomea di ‘rapalizzazione’, la stagione estiva 2015, la più calda dell’ultimo secolo, è stata coronata da ottimi incassi negli stabilimenti balneari, bar, pizzerie, panetterie, gelaterie, ristoranti, alimentari e supermercati. La sera poi caratterizzata da un flusso continuo fino a tarda notte, verso Loano e ritorno. Gli ultimi commercianti borghettini, quasi in via di estinzione, commentano: ” Siamo ormai il vero dormitorio della Riviera, qui soggiornano, vanno al mare, a Loano spendono, trascorrono le ore di svago e di hobby. La passeggiata che unisce i due paesi è una rappresentazione perfetta in molte ore della giornata, negli week end, nella stagione estiva ed ora per il turismo invernale degli anziani, delle famiglie”. Alle risorse ambientali la cittadina ha sempre dato ‘calcioni’.

L’immagine promozionale del nuovo porto turistico (a misucra d’uomo) Poseidon di Borghetto S. Spirito, sul lungomare Walter Tobagi. La cartolina di ‘Auguri di Buone Feste’ era distribuita anche dai centri commerciali Conad

Borghetto S. Spirito emblema di quella Riviera dei palazzi che dal mare hanno via via cementificato, aggredito, occupato, deturpato le aree agricole e verdi avanzando sempre più verso il retroterra, la collina. C’è stata una prima fase in cui  la speculazione appariva una manna dal cielo per i proprietari dei terreni (contadini in maggioranza o loro eredi) che si ritrovano ricchi dall’oggi al domani. Oltre a ricevere una parte del ‘denaro’ in immobili: alloggi, garage, box, locali al piano terra da destinare ad esercizi pubblici. Chi prevedeva che il ‘bengodi’ e la crescita miracolosa si sarebbe alla fine ritorta sulla comunità tutta o quasi, non veniva preso in considerazione, se non addirittura additato a nemico del progresso, visionario,  marziano di sventura. Ormai non serve più risalire alle colpe, ai nomi e cognomi, ai responsabili della bolla speculativa. Parecchi degli ‘oracoli’ del  propagato ‘benessere diffuso’ (elezioni incluse) sono in vita ed auguriamo  loro di rimanere lucidi e testimoni più a lungo possibile. Potranno almeno, in buona fede, raccontare, descrivere, dare consigli.

Le ultime generazioni di borghettini, oriundi o immigrati, forse in netta maggioranza, hanno tuttavia potuto assistere all’evoluzione del tessuto socio – economico. Alla carenza di strategie per evitare la cancrena delle ferite, delle piaghe diffuse.  Non sarà un approdo turistico o un Castello Borelli risorto ad albergo e seconde case di ‘ lusso’ a guarire il tumore. Di fronte al bisogno di procedere con scelte coraggiose, magari impopolari, elettoralmente non paganti (vedi l’adozione del nuovo piano regolatore sempre rinviato nonostante l’elaborato sia alla fase finale), è mancata la determinazione e la forza politica, la volontà di voltare davvero pagina. Forse meglio dire assenza di coesione politica, nonostante il dramma del paese. Non saper pensare al futuro, non in termini di interessi personali o trasversali pur sempre effimeri, ma al destino delle generazioni a venire, a cominciare dai figli giovani, ai nipoti. Non ci volevano degli astronauti, scienziati, ma amministratori pubblici capaci di vedere oltre il proprio naso, di non farsi ingabbiare nella melma delle fazioni, dei procacciatori di consenso materiale e d’affari, i nostalgici baroniani. Le divisioni in gruppi, sottogruppi, bande, a volte meschine rivalità, persistenza di miopia politica, economica, sociale, settarismo diffuso, hanno pervaso, ingabbiato, i piani bassi ed i piani alti della cosa pubblica, si fa per dire. Fino a coinvolgere ‘statura e caratura’ dei sindaci (un paio esclusi). L’esempio più calzante, persino a leggere le dichiarazioni pubblicate sui media (‘Io non leggo i blog…”), a volte distratti e notarili, è il ruolo portato avanti con ‘testardaggine’, nonostante tutto, dal primo cittadino in carica, capitano Gianni Gandolfo, dal suo vice sindaco sonnolento, dai pontieri della maggioranza risicata di centro sinistra. A che pro ? Non mollare il potere, per qualcuno magari  un piccolo gruzzolo mensile, unica fonte di reddito. Resistere a dispetto dei santi e per far contenta la moglie ?

Tutto accade mentre “A Boghetto dormono e a Loano i nostri villegggianti spendono”.  Nulla di visionario, realtà alla luce del sole. Borghetto, con l’antico centro storico che nonostante l’impegno a ‘farlo vivere‘ da parte del Comune e della Pro Loco, è diventato lo ‘spettro’ della desertificazione commerciale. Penalizzati i proprietari dei muri, sconfitti anche i più resistenti in affitto. Chiusure a raffica, serrande abbassate in serie, locali desolatamente vuoti, ‘stralunati’ visitatori che invano si domandano cosa sia accaduto per essere ridotti così. Otto anni di crisi del Bel Paese non giustifica, l’effetto disastro di Borghetto.  L’indifferenza generalizzata, qualche isolato mugugno. E si perchè a levante, sui confini, ad un paio di chilometri,, un altro centro storico si è trasformato in fiorente, vivace, motore commerciale. Loano capace di competere e di superare, come ha osservato su trucioli.it qualche imprenditore finalese, lo stesso tessuto del commercio e dei pubblici esercizi di Finale Ligure. Alberghi esclusi. Loano che riesce a gareggiare, nonostante il frequente turnover (chiudi e apri), con la blasonata Alassio dotata del centro commerciale più lungo d’Europa e già regina del turismo in Liguria. Resta col suo fascino nonostante distruzioni e scempi, baciata da madre natura, è la località più conosciuta in Italia e all’estero, centro e nord del vecchio continente in particolare.

A Loano si riversa nelle feste, nei fine settimana, nell’ora del passeggio quotidiano, la massa che non solo fa pendolarismo da Borghetto. Bisogna includere la Val Varatella, con Toirano, Balestrino, Boissano e, ovviamente, la frazione Verzi, oltre al ponente di Pietra Ligure verso i confini. Tutti attratti dal cuore commerciale e pedonale della città dei Doria; dalla cittadella portuale più estesa della Regione. Loano che pur non essendo il salotto buono della Riviera, almeno sul fronte del richiamo, di interventi pubblici e privati, ha saputo trasformarsi, rinnovarsi, creare un clima di fiducia, speranza. Non saranno, manco a dirlo, rose e fiori; neppure le famiglie più ‘liquide’ hanno rischiato di impelagarsi in un rischiosissimo investimento nella zona ‘alberghiera’ (per il piano regolatore) delle Vignasse, mentre stanno tirando bene, per il discorso che si faceva di ‘Loano calamita’,  supermercati, centri commerciali, panetterie, il mattone di piccole metrature, attività più legate al turismo di massa e medio alto. Quanto tutto questo sia opera della buona e saggia amministrazione pubblica è difficile certificarlo, certamente ha fatto da volano o apripista. La qualità complessiva della vita, sul territorio loanese, non è da prima della classifica. Ad iniziare dal traffico coatico, con punte e zone penose, parcheggi pubblici inclusi. Magari è un dato che non interessa nessuno. E’ una costante che in parecchi giorni della settimana, spostarsi da ponente a levante, e viceversa, soprattutto in occasione del mercato settimanale o di maggior afflusso di gente in città, ci voglia quasi mezzora in auto per attraversare il centro. Si fa prima a piedi.  Con punti di caos ed intralcio reciproco da non credere; alla rotonda di piazza Vallerga e a quella di via Dei Gazzi. Si ostacolano a vicenda pedoni a migliaia, auto e moto, in ogni direzione di marcia. E mentre con i semafori  era spesso garantita la presenza di un vigile, ora più nulla, tutto in balia di se stesso, accada quel che accada, incidenti stradali esclusi. Non è peraltro un mistero che la polizia urbana possa vantare forse il più deludente e mediocre assessore della storia cittadina. Basti pensare alla autolesionista e puerile cura della velocità ‘a suon di dossi‘, nel tratto di Aurelia, più trafficato dalle ambulanze dell’intera regione per la presenza di un’unica traiettoria verso il San Corona. Per la gioia dei militi della locale Croce Rossa e dei loro colleghi in servizio.

Loano regina, per concludere: ha saputo conquistare tanti visitatori, habitué, tra gli ospiti che soggiornano, o hanno la seconda casa, a Borghetto e nelle altre località del comprensorio. Poco importa se siamo di fronte ad un fenomeno di massa, che si avvantaggia in parte degli errori e dai limiti oggettivi altrui- Oppure per la sua  posizione sul mare, è il caso di chi si trova ad abitare in collina, a mezza costa dove si gode il panorama e la tranquillità, ma manca il ‘dopo casa’, l’attrazione, lo svago, la promenade. Loano che con le sue attività commerciali, a partire dai negozi e dalla varietà dell’offerta, pare destinata a mantenere la supremazia.

E, piccolo inciso, c’è chi avanza l’ipotesi che si accinga anche ad ospitare in lista, nelle elezioni comunali di fine primavera (fine maggio o prima settimana di giugno), qualche borghettino d’eccellenza, nonostante appaia difficile. Il tam tam corre.

Alessadro Garassini, due mandati da presidente della Provincia

Qualcosa di più concreto potrebbe essere, invece, la candidatura a sindaco, in una lista a civica di centro sinistra (con parte della destra moderata e la non belligeranza dei grillini non ancora pronti a correre soli)  dell’avvocato Alessandro (Chicco) Garassini, figlio del compianto Elio. Nelle comunali del 29- 30 maggio 1988,  il papà lasciò quasi lo ‘scettro’  della candidatura all’allora giovane figlio, dottore in legge, con capolista e sindaco uscente l’avv. Mario Rembado.

Nell’opuscolo elettorale dello scudo crociato, Libertas, si ricordava che  “E’ trascorso poco più di un anno dalla scomparsa di Elio Garassini, ci ha lasciato mentre era ancora al lavoro, con tanta voglia di fare, con tante idee da sviluppare, con la sua bontà e onestà.  Ci ha lasciato con un insegnamento, additandoci la strada giusta da seguire. … Lui nelle elezioni del 1983, attendeva sereno il giudizio degli elettori,  con la coscienza di avere operato per il futuro di Loano”. Ed aggiunse: ” Siamo per un lavoro serio e per scelte chiare e realizzabili….Un primo esempio, tra i tanti, viene dalla famiglia cui era particolarmente legato. Il suo primogenito, Alessandro, appena lauteatosi, è ora con noi, con il suo entusiasmo giovanile a fianco degli amici di suo padre, con la Dc. Grazie, Elio, per tutto, Sei sempre fra di noi”.

Tra i candidati oggi viventi, oltre a Mario Rembado, figuravano Bruno Berton, il dr. Gianluigi Bocchio, Pasquale (Lino) Ebe, Gian Riccardo Ferrari (ora presidente del Simone Stella L Leone Grossi), il rag. Saverio Mangiola, dr. Carlo Perelli, rag. Giacomo Piccinini, dr. Paolo Polla, Marco Ponziglione, dr. GB Romanisio, rag. Sandro Rosso, rag. Massimo Salvatore Telese, Mariuccia Trivero Condorelli, rag. Angelo Vaccarezza (Bluman, all’epoca direttore di Teletrill), Marco Vignola. Da allora molte cose sono cambiate, in meglio ed in peggio, non la forza elettorale della ‘balena bianca‘ o ‘ balena azzurra‘, sempre al potere; stessi volti, stessa longevità, in parte tradendo gli ideali democristiani, socialisti, socialdemocratici, repubblicani.

L. Cor. 

Una recente panoramica della zona a mare di Borghetto Santo Spirito ripreso da ponente

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