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Noli/ Pagine di storia di aree ferroviarie, documenti da rileggere a Repetto e Niccoli

Il tanto interesse, le domande assieme ad alcune risposte, i commenti su quanto ho scritto la settimana scorsa con la “lettera aperta”, m’inducono a riprendere l’argomento per i motivi che assieme, ancora una volta, andremo a verificare.


Il 19 novembre 1963, imbarcato sulla petroliera Naess Falcon come Primo Ufficiale di coperta, partivo dal porto australiano di Port Pirie con direzione Singapore. In quella stessa data a Noli si riuniva il Consiglio Comunale con all’O.d.G. un importantissimo oggetto:“Spostamento a monte della linea ferroviaria “Savona – Ventimiglia” – Provvedimenti”".

L’allora Sindaco Bonora riferisce all’Assemblea che recentemente a Savona si è riunito, presso la Camera di Commercio, il Comitato Promotore per la realizzazione del raddoppio della linea ferroviaria Savona -Ventimiglia con trasferimento a monte, alla quale ha partecipato pure il Direttore del Compartimento di Genova delle FF.SS. In detta riunione i rappresentanti dell’Amministrazione Comunale di Noli si riservano di far conoscere in seguito le decisioni circa la proposta inerente alla soppressione della stazione. Successivamente, il 13 novembre, il Sindaco con due Assessori si recano a Genova ricevuti dal Direttore Compartimentale per trattare il problema di cui sopra, ponendo le seguenti condizioni, tutte accettate:

–l’esonero da contributi ed obbligo di valorizzare le aree di risulta;

–di utilizzare le gallerie ferroviarie a levante e ponente ad uso transito locale e parcheggio;

–garanzie di ripristino o sostituzione di sorgenti che venissero a mancare per effetto dello scavo della galleria per la ferrovia a monte;

–condizione che il sacrificio del Comune (rinuncia alla stazione) serva ad eseguire o iniziare nel primo quinquennio i lavori di spostamento a monte;

–denominazione della stazione di Spotorno con il nome di Spotorno – Noli.

–Alle condizioni di cui sopra è necessario aggiungerne un’altra, e cioè il riconoscimento del diritto di priorità del Comune di ottenere la concessione della captazione dell’acqua da sorgenti che eventualmente potrebbero essere scoperte nel corso dei lavori di spostamento a monte della linea ferroviaria, nel tratto in territorio del Comune di Noli, sia che esse si presentino in terreno scoperto che in galleria.

Aperta la discussione, un consigliere suggerisce di inserire nella delibera che i terreni siti nello ambito del Comune di Noli e occupati dalla ferrovia, dovranno essere ceduti al Comune ad un prezzo simbolico.

Assenti quattro Consiglieri, nove votano a favore, uno contrario. La Delibera viene pubblicata all’Albo Pretorio dal 26/11 all’11/12/1963, ma, inspiegabilmente, pur avendo un numero di protocollo (3739) del 26/11/1963 di invio alla Prefettura, appare la scritta “non spedita”.

Tutto ciò ho scritto per dovere di cronaca oltre che rinfresco della memoria storica, delle volontà espresse da chi, dimostrando lungimiranza e conoscenza del territorio per la salvaguardia della sicurezza e degli interessi vitali per una comunità, come l’acqua, ha dimostrato di sapere gestire le responsabilità richieste ad un normale amministratore che si OFFRE per la guida “pro tempore” della comunità che gli ha dato fiducia.

Cosa è stato attuato a seguito di quelle volontà espresse? Da parte mia rispondo per ciò che si è verificato tra il 1975 ed il 1990, periodo della mia responsabilità sindacale. Dal 1990 ai nostri giorni, a mio avviso si possono brevemente così riassumere i risultati ottenuti: Amministrazione Fois – cinque anni con tentativi ma senza nulla di fatto;  Amministrazione Niccoli - nove anni per previsioni/progettazioni, acquisto dell’area non certo ad un prezzo simbolico; infine i nove anni su dieci di Repetto. La valutazione di questi nove anni preferisco lasciarli al giudizio di chi legge queste righe, avvertendo di tenere nella dovuta attenzione la predisposizione di questa maggioranza (compresa la minoranza? lo vedremo) a vedere di buon occhio l’utilizzo ad uso privato del sedime tra il torrente S. Antonio e la ex stazione.

Non mi pare corretto che per risolvere problematiche negative venutesi a creare da una serie ben identificata di incapacità gestionali da parte di tutti gli aventi causa, compresi gli attuali Amministratori, oltre che per risarcire chi danno materiale/finanziario ha subito, si debba modificare l’indirizzo urbanistico da sempre previsto, favorendo interessi privati a discapito di quelli pubblici.

Il Consiglio Comunale del 25 novembre 1978 dà mandato alla Giunta di predisporre tutti gli atti necessari per addivenire all’espropriazione della sede ferroviaria dismessa una volta in possesso del Piano Regolatore approvato. Il PRG verrà adottato alla fine del 1979 ed approvato nel 1982. Si trattava quindi, a tutti gli effetti, di una volontà, di scelta politica, da attuare nel prossimo futuro, quella cioè di poter usufruire del territorio espropriato per USO PUBBLICO. Tutte quelle particelle catastali di terreno appartenute ai nostri avi ed espropriate ad un prezzo simbolico dallo Stato negli anni 1870/80 per costruire la ferrovia, dovevano e potevano così ritornare in uso alla comunità.

Il Consiglio Comunale del 23 aprile 1980 all’unanimità (11 presenti, 6 assenti), a seguito della acquisizione dell’area ferroviaria tra la galleria Chiariventi ed il torrente S.Antonio, con la demolizione del rilevato ferroviario, approva il progetto di sistemazione definitiva della nuova piazza (poi intitolata “Chiappella”). USO PUBBLICO.

Chi ha vissuto i disagi per carenza idrica a metà degli anni 1970, ricorderà quanto la comunità tutta ha sofferto a causa del cedimento del bacino embrifero nella zona della “landrassa” di Voze; nel contempo si sono subiti i contraccolpi economici a livello turistico con un calo impressionante delle presenze. Quindi avevano ragione da vendere gli amministratori in carica nel 1963, quando in maniera quasi ossessiva si preoccupavano delle possibili problematiche idriche! Ebbene, nel 1978 veniva inaugurato il potabilizzatore all’uscita della galleria ferroviaria Spotorno – Finale, tutt’oggi funzionante con le acque della “landrassa”. Il potabilizzatore è stato interamente pagato dalle FF.SS. con un importo di 250 milioni di lire, senza oneri per il Comune e diritto di captazione gratuito.

Sempre a seguito di quanto scritto nella  mia lettera aperta sul numero precedente, ho avuto conferma del “patto tra galantuomini”, cioè che l’area ferroviaria dismessa doveva servire per ospitare aree di parcheggio e verde pubblico. Tanto per cominciare, ancora prima dell’approvazione del PRG,ecco che nella zona tra la galleria Chiariventi ed il torrente S.Antonio si costruisce in allora, per viverla tutt’oggi, quell’area destinata ai nolesi ed ai suoi ospiti. In seguito, in attesa di formalizzare il passaggio tra le FF.SS. ed il Comune, negli anni 1980/90 si procede nell’occupare e rendere disponibile tutto il resto del sedime tra il torrente S. Antonio e la galleria di Capo Noli a PARCHEGGIO PUBBLICO ed un (troppo ) poco verde.

Oggi cosa si prospetta, invece, per tutti coloro che hanno pagato gli oneri di urbanizzazione secondiaria per ottenere la sanatoria delle loro licenze edilizie, così come tutti coloro che vorrebbero poter usufruire di parcheggi ad uso pubblico sull’area ferroviaria sotto Via Belvedere? Forse l’eterno utilizzo della “navetta”, onere e disagio pagato dalla comunità? Intanto ci avviciniamo al decimo anno di disagi causati da tanti errori/omissioni. Però il più pericoloso per il futuro di tutti noi è quest’ultimo anno, con maggioranza e minoranza da sempre legate, in scadenza. Tutti coloro che hanno contribuito al disastro vogliono uscirne indenni e vincenti, sia economicamente che politicamente. E questo non è certo qualificante.

Carlo Gambetta


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