Post Facebook di Claudio Cavallo, sindaco di Stellanello da 29 anni, esordio con la Dc, ruoli di primo piano con Fratelli d’Italia: “I 3 terroristi che hanno attentato alla vita di 2 poliziotti, accusabili di omicidio premeditato, sono già stati messi in libertà da qualche magistrato. Al referendum voto SI”.



COMMENTI FACEBOOK-
Salvatore Di Benedetto: “L’unico odio che potrei provare è verso il fascismo, anche quello serpeggiante (e neppure tanto) presente nelle istituzioni di oggi. Solo con i fascisti non si può parlare né trasferire idee e pensieri. Con tutte le altre filosofie politiche anche estreme è sempre possibile intavolare un discorso. Anche perché i fascisti o sedicenti tali sono i primi odiatori, quelli che proprio rifiutano il diverso da loro a tal punto di essere capaci di sopprimerlo. Lo racconta la storia quella vera e non quella dell’inutile idiota Vannacci e compagnia cantante, sia ai tempi del ventennio, sia ai tempi delle stragi italiane del secolo scorso sino a quelle di Falcone e Borsellino. Ecco, verso questa specie di bestie umane provo profondo disgusto, con tutto il resto ci si può discutere”.
Paolo Borgato (Private Banker presso Banca Mediolanum) “Avrei votato SÌ al referendum anche prima, Claudio. Ora è diventato imperativo anche PROMUOVERE il SI. Quando la Giustizia viene piegata da chi dovrebbe esercitarla, non può mai uscire qualcosa di buono. Tuttavia spero che il governo non ritenga di aver esaurito tutte le operazioni di de-politicizzazione della magistratura… questa legge è solo il primissimo passo ed il lavoro è tanto è complesso”.
Carmine Russo- “Claudio mi meraviglio di te…ma cosa c’entra questo con la separazione delle carriere dei giudici? Sono semai le leggi da cambiare perché scritte male. I giudici applicano le leggi che ci sono, pensi che se vince il Sì le cose cambiano. Io credo proprio di no”.

Sabrina Grassa- “Fare propaganda ad un referendum strumentalizzando un fatto che non c’entra nulla con le separazioni delle carriere non ha senso, ma fortunatamente non tutte le persone sono adepte senza avere un minimo di conoscenza . Oltretutto i poliziotti sono stati subito dimessi e dalle foto di circostanza con la politica non avevano nessun segno addosso, quindi il termine massacrati mi pare inappropriato, oltretutto foto con il collare al contrario e gli anfibi sul letto, il web è pieno di foto che screditano i paroloni di partito. I giudici applicano le leggi che ci sono già. Le carceri sono piene zeppe e ormai da anni per molti reati danno i domiciliari o peggio ancora depenano il reato. Il corteo era composto da oltre 50 Mila persone pacifiche, solo alla fine 100-200 di teste incappucciate, mandate da chi non si sa, si sono infiltrati creando casino, i classici black block. Per dieci coglioni non è giusto accusarne 50.000. Erano presenti famiglie intere e pure vip dello spettacolo, giornalisti , tutti disarmati, che sono stati massacrati ingiustamente dalla polizia. Ma le foto circolano in rete della gente pestata gratuitamente anche se la TV asservita non le trasmette. La gente ormai , e soprattutto i giovani non si informano dai tg nazionali di parte fortunatamente.

“Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”. Diceva così Don Abbondio, riferendosi a sé stesso, nel tentativo di giustificarsi con il Cardinale Borromeo.
Se, invece, uno il coraggio ce l’ha, perché non mostrarlo in pubblico? Diciamola tutta, in pubblico, senza infingimenti e con determinazione.
Questo potrebbe aver pensato Claudio Cavallo (è l’attuale Sindaco di Stellanello o è un omonimo o è un furto d’identità?) quando su fb ha scritto: Claudio Cavallo: “I 3 terroristi che hanno attentato alla vita di 2 poliziotti, accusabili di omicidio premeditato, sono già stati messi in libertà da qualche magistrato. Al referendum voto SI”.
In effetti serve tanto coraggio per collegare il SI al referendum ad episodi di questo genere. E serve un coraggio ancora maggiore per rispondere a chi, Carmine Russo, gli faceva amichevolmente notare: Carmine Russo a Claudio “mi meraviglio di te…ma cosa c’entra questo con la separazione delle carriere dei giudici? Sono semmai le leggi da cambiare perché scritte male. I giudici applicano le leggi che ci sono, pensi che se vince il Sì le cose cambiano. Io credo proprio di no”.
Scrivendo, in replica, quanto segue: Claudio Cavallo a Carmine Russo:“ Le leggi ci sono e purtroppo siamo costretti ad inasprirle con i vari decreti sicurezza, ad esempio esiste una norma sul tentato omicidio premeditato ( il martello se l’è portato da casa) ma chi decide quale reato contestare? Attenzione Carmine, a piegarsi troppo al pensiero unico si rischia di mostrare il culo e non vorrei trovarmi in mezzo a una “manifestazione pacifica” o che mia figlia sedicenne che aspira a studiare a Milano si trovi davanti qualche “risorsa” con l’abitudine allo stupro più volte identificato ma sempre rimesso a piede libero da chi? Non certo dalla mancanza di norme. Sveglia! prima che sia troppo tardi”.
In effetti non si capisce bene perché col SI al referendum queste situazioni dovrebbero mutare. Il risultato del referendum, infatti, non inciderà, quale che sia, sull’amministrazione quotidiana della Giustizia e neppure sul Codice penale o sul Codice di procedura penale. Viene modificata la Costituzione, non i Codici.
Con il SI ci sarà, di nuovo, solo la separazione delle carriere e l’estrazione a sorte dei membri togati del CSM (oltre un nuovo organo disciplinare ed altre innovazioni che non è qui il caso di elencare).
Sarà sempre il P.M. ad elevare l’accusa ed il Giudice a decidere sulla fondatezza o meno.
Claudio Cavallo di fb stupisce. Se, poi, davvero fosse lui, ma non siamo in grado di affermarlo con certezza, il Sindaco attuale di Stellanello, che porta lo stesso nome, lo stupore crescerebbe, per la carica istituzionale che ricopre.
Sindaco o no, il Claudio Cavallo di fb si avventura in un campo che mostra di non conoscere. Proprio non conoscere.
Serve davvero coraggio (o è avventatezza?) per affermare dall’esterno, ad indagini in corso e senza disporre dei necessari elementi di prova, che siamo in presenza di un tentato omicidio premeditato e non invece di lesioni aggravate per l’uso di un’arma impropria (il martello è un’ arma impropria ma, da solo, non giustifica l’ipotesi di tentato omicidio; in altri termini non è una mazza ferrata e neppure un’accetta o un’arma da taglio che manifesta, da sola, l’intenzione di uccidere).
L’accusa di tentato omicidio è tra le accuse più gravi che si possano muovere e, poi, l’accusa deve essere tale da reggere al vaglio del giudizio. Accusare, in un processo penale, non è così facile come qualcuno crede.
Come fa il Claudio Cavallo di fb, poi, a ipotizzare ed insinuare, che il PM torinese è un soggetto che non muove le accuse che dovrebbe elevare ed è motivato invece da pulsioni ideologiche? Perché escludere a priori che sia, invece, un coscienzioso magistrato che rischia la vita (nelle notizie di stampa non ne viene riportato il nome e non a caso) e si muove con responsabilità e misura, in una vicenda complessa, con tanti aspetti delicati ed evidenti risvolti ed implicazioni sociali e di ordine pubblico?
C’è, peraltro un punto che, verosimilmente, Claudio Cavallo di fb ignora e che dovrebbe indurlo a presentare pubbliche scuse: Il P.M. di Torino ha contestato agli arrestati gli stessi reati ritenuti dalla Polizia in occasione degli arresti ed ha aggiunto il reato di devastazione e saccheggio.
Per chiarezza ecco un prospetto riepilogativo:
| Fase | Reati ipotizzati / contestati
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| Polizia (arresto e informativa Digos) | – Resistenza a pubblico ufficiale – Violenza a pubblico ufficiale – Lesioni a pubblico ufficiale (per il presunto aggressore dell’agente) – Travisamento (uso di caschi, maschere, ecc.) – Porto di armi improprie – Inosservanza dei provvedimenti dell’autorità |
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| Procura di Torino (valutazioni e contestazioni) | – Devastazione e saccheggio (ipotesi più grave, valutata e poi formalizzata in un fascicolo contro ignoti) – Conferma delle ipotesi della Polizia per i singoli indagati: resistenza, violenza, travisamento, porto di armi improprie |
Si può, così, agevolmente constatare che il Claudio Cavallo di fb si è lanciato, lancia in resta, contro un PM che non solo ha confermato, pari pari, le accuse della Polizia, ma ne ha aggiunta un’altra, sia pure a carico di ignoti, quella, molto grave, di devastazione e saccheggio.
Non basta.
C’è un ultimo dettaglio, non certo trascurabile: nessuno dei tre arrestati, neppure quello che è finito ai domiciliari, è l’aggressore che impugnava il martello.
Come si possa pretendere, in questa situazione, che a carico di tutti, o anche di uno solo degli arrestati, possa essere contestato il delitto di tentato omicidio premeditato è davvero difficile capirlo.
Nello Stato di diritto si deve rispondere di ciò che uno fa (non di ciò che ad altri piace) e sulla base di prove o, almeno di sufficienti ed univoci indizi.
Il vero punto dolente è, però, anche un altro. Claudio Cavallo di fb potrebbe anche essere il Sindaco di Stellanello.
Vale a dire un pubblico funzionario elettivo che, nel suo Comune è anche la massima autorità di P.S.
Ed un Sindaco dovrebbe avere ben chiara la delicatezza delle sue funzioni ed avvertire l’esigenza di mantenere un atteggiamento equilibrato, evitando di lanciarsi in giudizi su altri organi dello Stato gratuiti ed irriguardosi e, a ben vedere, neppure fondati, quanto all’accusa mossa dal P.M.
Ed un Sindaco dovrebbe avere sensibilità politica e accortezza tecnica ed evitare di lanciarsi in valutazioni avventate ed infondate, come quella che vorrebbe che, a riforma attuata, simili episodi di (a torto ritenuta) malagiustizia non si verificherebbero più.
Primo, perché è lo stesso Ministro di Giustizia a sostenere che la riforma non produrrà effetti sulla vita quotidiana dei Tribunali e sui futuri processi penali.
Secondo, perché la sua (quella di Cavallo di fb) impostazione (i giudici non potranno più fare quello che fanno ora) conferma i sospetti di coloro che ritengono che il fine principale della riforma sia quello di “educare” i giudici, finalità negata dagli stessi sostenitori delle nuove norme e, soprattutto, impossibile da realizzare con questa riforma. I poteri ed i doveri dei magistrati d’accusa e dei giudici resteranno gli stessi, quelli di oggi, senza nessuna variazione.
In sintesi un Sindaco, a nostro parere, dovrebbe, quando si pronuncia in pubblico, apparire rispettoso delle altre istituzioni e del lavoro degli altri, mostrare di conoscere la materia o la vicenda di cui parla ed evitare la superficialità, che, purtroppo, spesso connota il comportamento di un qualsiasi attivista politico.
LE CRONACHE POLITICHE DI CAVALLO- Agli albori era democristiano e un moderato. Poi è stato coordinatore provinciale e vicecoordinatore regionale di Fratelli d’Italia. C’è chi nel partito lo descriveva come poco interessato ai giochi di potere. Cavallo cura soprattutto il suo orticello, tra Andora e Albenga, creando malumore tra i militanti di Fdi degli altri comuni. Tuttavia può contare sul sostegno dei circoli più influenti. Del resto ha fama di galantuomo e non essere tra quelli che hanno bisogno delle poltrone per assicurarsi generose indennità.24 GENNAIO 2025- L’onorevole Matteo Rosso, coordinatore regionale di (FDI) in Liguria, ha nominato quattro vice coordinatori, uno per ogni provincia della regione. Per Savona, la scelta è caduta su Claudio Cavallo. Il motivo ufficiale dietro queste nomine, secondo quanto dichiarato, è quello di rafforzare il radicamento capillare di FDI in Liguria. Tuttavia, le modalità e le implicazioni di questa riorganizzazione sollevando dubbi e malumori tra gli iscritti e i simpatizzanti. Claudio Cavallo si dimette con tanto di porta sbattuta e strascichi politici tutt’altro che ricomposti. Perché non premiare l’esperienza (e mai inciampato in vicende giudiziarie) con la candidatura in consiglio regionale? Solo perchè è un ‘fratello massone‘ della prima ora?
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