Ci ha lasciato Rino Vaccaro, compagno di lungo corso, esponente del PCI del Tigullio una zona difficile per i comunisti in particolare negli anni ’50-’60 quando a Chiavari era sindaco il democristiano ammiraglio Gatti e Rapallo rappresentava una delle roccaforti del potere DC in tempi di speculazione edilizia.

Rino, giornalista, 87 anni, era stato il primo addetto stampa della Regione Liguria. Ruolo che gli stava stretto per la sua vena critica che lo portava a contestare tutte le cose che riteneva non corrette. Rino ebbe il suo momento di notorietà assoluta quando da consigliere provinciale opponendosi ai progetti di cementificazione selvaggia del territorio coniò, proprio con riferimento a Rapallo, il termine “rapalizzazione”: un neologismo che finì anche citato dai vocabolari. E’ stato anche consigliere comunale di minoranza a Rapallo.
Tante le sue battaglie per l’ambiente sino alla difesa del Parco di Portofino e contro il tunnel della Fontanabuona.
Persona colta, anticipatore di molte tendenze: dall’ambientalismo (tra i fondatori di Legambiente) alla digitalizzazione (anche nel suo ruolo professionale di direttore della biblioteca della Regione Liguria) aveva sensibilità e curiosità rivolta verso i paesi dell’Africa e del Medio Oriente intrattenendo rapporti con esponenti politici e intellettuali di diversi paesi, specialmente del Maghreb.
Negli anni’70 aveva partecipato anche alla fondazione della Lega Regionale Ligure delle Autonomie Locali, l’organizzazione che raccoglieva gli amministratori di Comuni e Province appartenenti alla sinistra e ne aveva diretto a lungo la rivista “Liguria Autonomie Locali”.
Tanti anni trascorsi insieme a Genova: elezioni, manifestazioni, convegni, dibattiti. Sempre in campo per la pace contro la guerra (tanti momenti di impegno con don Andrea Gallo). In un seminterrato in Salita di Mascherona ad insegnare l’taliano agli immigrati. In Vico del Dragone a pranzare in un’osteria, con noi anche Franco Zunino, dalle molteplici frequentazioni dove intavolavamo accese dispute politiche. Tra i vicoli a portare del cibo ai gatti randagi. Spesso insieme anche in giro per la Liguria.
Mancheranno il suo spirito mordace, le sue impennate caratteriali, la sua pervicace “ostinazione” nel difendere principi e valori che considerava non negoziabili; fu in ragione di quegli indifettibili principi che si oppose alla svolta occhettiana di trasformazione/liquidazione del PCI.
Personaggio di altra stagione, profondamente umano, il cui esempio ha consentito alla sinistra di crescere in capacità culturale e autorevolezza. Ai familiari la nostra sentita ed affettuosa pertecipazione. Ciao Rino.
Franco Astengo e Bruno Marengo
Savona, 3 febbraio 2026
