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Benvenuti nella nuova stazione di Borghetto! Una zona deserta dove se urli “non c’è anima viva”, in particolare di notte


Ancora sulla traslazione a monte della ferrovia. Il rendering della fermata di Borghetto-Loano. Quale sarà la prima tratta aperta al traffico.

di Filippo Maffeo

Se il romanzo ti appassiona non puoi interrompere la lettura a metà. Le puntate dello spostamento a monte della tratta Finale Ligure-Andora sono tante e risalgono ben indietro nel tempo. La sabbia scivola giù nella clessidra e nel frattempo le cose cambiano ed assumono luce, valore e significato diversi.

Ad esempio se lo spostamento a monte fosse stato realizzato qualche decennio fa, quelli che oggi si scaldano e sollecitano tempi brevi e mettono in evidenza i (per loro) troppi ritardi (è tempo d’agire, l’avessimo fatto prima…) si accorgerebbero, in particolare a Loano, che il tempo è servito. Oggi, a Loano, si trovano scodellata nel piatto una linea che corre in galleria, linea sotterranea mai prevista prima per questa lunghezza. E la città sarebbe stata, allora come ora, diviso in due, con i binari ancora tra le case, anche se diverse.

Se fosse passato il progetto del raddoppio in sede, approvato dal Comune su impulso della Provincia nel 1992, ora non potrebbero neppure dire che il raddoppio non è tecnicamente possibile. Lo era nel 1992, quando il progetto era arrivato ad un passo dall’approvazione, saltata per l’opposizione di Borgio Verezzi. Lo è tuttora, la situazione è rimasta identica.

Oppure si troverebbero il progetto che prevedeva il passaggio dei binari all’altezza della zona Meceti, in trincea.

Che poi, per ritornare ad oggi, la prevista super galleria di quasi 8 KM compensi i disagi derivanti dalla perdita della stazione è tutt’altro discorso.

E che la stazione andrà persa è una certezza, non una previsione e non solo perché si chiamerà fermata.

Sarà solo un surrogato, un inutile orpello sul tracciato. Meglio risparmiare e non farla. Meglio tirare dritti, risparmiando soldi e tempo, senza distruggere inutilmente un gruppo di imprese agricole e abitazioni a Borghetto S.Spirito.

Vediamo, comunque, come sarà o meglio come apparirà sul lato d’ingresso, secondo le anticipazioni fornite da RFI e riferite nel numero del 28 maggio del 2024 da una delle più accreditate riviste italiane di trasporti ed infrastrutture, <STRADE E AUTOSTRADE>.

Ecco il rendering della nuova fermata

Viene riportato solo il nome Borghetto (senza neppure la precisazione di “Santo Spirito“.

RFI ci informa, inoltre, sempre tramite <STRADE ED AUTOSTRADE> che: Fermata di Loano Borghetto Santo Spirito. Di tipo in rilevato con quota piano ferro in corrispondenza dell’asse del sottopasso, è servita da due binari. Il fabbricato viaggiatori è composto da un volume di un unico piano a pianta rettangolare delimitato nella parte posteriore dal rilevato dei binari. L’accesso carrabile al parcheggio di fermata è garantito dalla nuova viabilità di progetto; inoltre, prevista una zona di accosto kiss&ride ed il collegamento con il percorso ciclabile

Per chi non conosce l’inglese, kiss&ride significa: bacia e cavalca, nel senso di “dai un bacio a chi deve prendere il treno e riparti”. Ti devi fermare con l’auto privata, nei pressi della stazione, solo un attimo.

Nel segno della modernità ecologica è previsto l’ormai immancabile collegamento con il percorso ciclabile, che non c’è ma si immagina si farà con partenza – è sempre la fantasia che ipotizza – da Loano per arrivare a Borghetto e poi spingersi sulla provinciale per Bardineto sino al confine con Toirano. Chi conosce i luoghi sa che cosa questo tragitto significa in concreto e quanto agevole e sicuro sia per un ciclista.

Il nome Loano, come si vede, è scomparso, almeno nel rendering.

L’edificio somiglia ad un capannone industriale e non ha nulla in comune con l’attuale stazione di Loano, né con quella di Albenga, disegnate, entrambe, dall’architetto Roberto Nannucci nel 1936-1937, in occasione del raddoppio della tratta ferroviaria tra le due stazioni. Ben altra linea, ben altra eleganza, ben altra originalità e dignità estetica, ben altro inserimento nell’ambiente, per forma e materiali usati.

Ecco com’era (e com’è) la stazione di Loano. Il bianco nero da visivamente corpo al tempo che è passato

In sostanza è rimasta intatta nel tempo, letteralmente da cartolina (quella che si vede era in effetti una cartolina illustrata); un ottimo biglietto da visita per i turisti.

La nuova, a Borghetto, sarà una semplice fermata (giova ripeterlo) e per pochi treni locali.

Sarà, soprattutto, una struttura lontana dagli abitati sia di Loano che di Borghetto (5-6 km), male o per nulla serviti dai mezzi pubblici e, in più, in una zona deserta, dove si urli perché ti stanno accoppando non arriva nessuno, nessuno ti vede perché, praticamente, lassù non c’è anima viva, in particolare di notte.

E il viaggiatore in ferrovia, verso est, troverà più comoda e sicura la stazione di Finale Ligure, meglio servita e dove fermano tutti i treni o quasi (come un tempo accadeva a Loano). Per quelli che vanno ad ovest, invece, il discorso è in buona parte diverso: c’è la nuova stazione di Albenga (dove si fermano tutti o quasi i treni) ed andare ad Albenga con i mezzi pubblici sarà più sicuro e rapido che andare a Toirano, al cui confine a sud sarà ubicata la nuova fermata.

C’è, però, lato ovest, il problema dell’ubicazione della nuova stazione di Albenga: non in posizione centrale, come ora, e neppure nel perimetro urbano, ma nella frazione di Bastia: ancora, come per Loano, 5-6-km di distanza e mancanza di mezzi pubblici di collegamento.

Lasciamo da parte le note dolenti o ridenti, a seconda dei punti di vista, sulla nuova stazione. Soffermiamoci su un’altra novità, almeno per chi dispone solo delle informazioni rese pubbliche e di stampa.

Non è prevista l’attivazione completa dell’intera tratta Finale Andora a fine lavori. Assisteremo invece ad un’apertura anticipata. Non del tratto iniziale ad ovest o ad est, ma del tratto intermedio.

La nuova tratta Borghetto -Bastia sarà posta in esercizio prima delle altre. A prima vista è una decisione sorprendente, inopinata, anche perché i vecchi binari della vecchia linea passano sul litorale e ben lontani da dove, nell’entroterra, sorgeranno la nuova fermate di Borghetto e la nuova stazione di Bastia d’Albenga.

Andiamo per ordine.

È prevista un’attivazione intermedia del nuovo binario dispari sul nuovo tracciato, con un tratto di raddoppio nella tratta compresa tra le nuove località di Albenga e Loano-Borghetto Santo Spirito e conseguente dismissione all’esercizio della linea storica e del raddoppio dopo circa 12 mesi dalla precedente attivazione“.

E’ quanto, testualmente, riporta <STRADE ED AUTOSTRADE> nel numero del 28 maggio 2024. Una frase un po’ sibillina, certo di non immediata comprensione, almeno per i non addetti ai lavori.

I lavori, secondo le previsioni, dureranno 9 anni; fra 4-5 anni è prevista l’attivazione della tratta intermedia.

Che cosa significhi esattamente la frase e che cosa potrebbe sottendere lo vedremo prossimamente, quando un intero articolo sarà dedicato a questo aspetto, di importanza non secondaria.

Filippo Maffeo


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F. Maffeo

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