Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Funivie: dispregio per il lavoro a favore del trasporto inquinante su gomma. Miopia e incapacità di Regione e…


La notizia è quella del ritrovamento nei boschi tra Savona e la Val Bormida di 15 cassonetti della funivia Savona – San Giuseppe trovati a terra nell’incuria più totale verso quello che è stato uno dei pezzi più importanti della trasportistica per via aerea a livello europeo.

 di Franco Astengo

La funivia Savona – San Giuseppe è stata e poteva continuare ad essere non solo un monumento di ingegneria (non ne ricostruiamo qui la storia per ragioni di economia del discorso) ma una delle principali fonti di ricchezza del nostro porto.

La caduta di due piloni avvenuta nel novembre 2019 a causa di un fortunale di acqua e vento ne ha causato la pratica dismissione, favorendo il trasporto su gomma inquinante e pericoloso: i lavoratori addetti all’impianto sono stati abbandonati e le ipotesi di recupero e di ripristino oggetto di schermaglie varbali senza frutto tra Regione e Ministero con i sindacati vanamente protesi a cercare di far comprendere l’importanza del caso e la necessità di investire ancora per il recupero dell’impianto.

Una vera e propria sagra verbale che si sta concludendo con una necessaria presa d’atto della trascuratezza con cui le istituzioni trattano l’idea che il lavoro debba essere ancora l’asse portante della vita della nostra Comunità.

Il lavoro vivo viene invece disprezzato e questa incuria che prelude all’abbandono totale è la dimostrazione di questo disprezzo: il tutto sacrificato all’interesse di qualcuno (nel frattempo al porto di Savona si sono verificati importanti movimenti societari, acquisizione di rami d’impresa, ecc.ecc).

Un ulteriore segno di arretramento, di tentativo di mettere in un canto le nostre realtà produttive (l’idea poi di collocare un retroporto in Val Bormida relegandola ad area di servizio è davvero un segno di miopia e di incapacità da parte della Regione Liguria) che deve essere respinto in toto dalle istituzioni savonesi, dai sindacati, dalla cittadinanza del comprensorio: comprensorio che, ripetiamo per l’ennesima volta, deve comprendere il comune capoluogo, quelli circonvincini e quelli della Valle Bormida stabilendo assieme le coordinate per una ripresa di sviluppo fondata sulla produzione e sul lavoro.

Abbiamo bisogno di una crescita nell’innovazione tecnologica, di essere all’altezza delle sfide future, di sviluppo non colonizzato: l’abbandono della funivia, il privilegio del trasporto su gomma, l’arretratezza nella quale sono tenuti gli snodi ferroviari vitali per Savona e il suo comprensorio sono segnali negativi tra i quali quello dei 15 cassonetti caduti e abbandonati ci ha particolarmente colpito.

Franco Astengo


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F.Astengo

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