Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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L’ingegnere savonese: si torni ai gladiatori
Se la tecnologia uccide lo sport
da Villeneuve ai ragazzini di Motogp


La tecnologia che uccide lo sport. Negli anni 70 e 80 una grande differenza la faceva il pilota. Piloti “buoni” facevano una enorme differenza. Ho letto una interessante dichiarazione di Jacques Villeneuve.

Jacques Villeneuve afferma “monopolio Mercedes? Negli anni in cui vinceva Senna, che avremmo dovuto dire? Quando vedevi certi giri di qualifica, pensavi “io questo non lo saprei fare”. E’ lo stesso quando guardi una gara di discesa libera o di moto: sai che non saresti in grado! Anche la F1 è veloce, ma ormai sembra una cosa alla portata di molti”.

Quando Jacques parla di moto probabilmente parla di un mondo ancora “indietro” rispetto alla F1 ma che si sta rapidamente allineando. Motogp, moto 3, moto2 che accade? Anche quì complice la tecnologia si vedono cose mai viste prima!

Quando Valentino Rossi “nella sua gioventù” passava da una classe alla classe superiore faceva un anno di apprendistato prima di passare in “cassa” e ottenere dei risultati.

Oggi assistiamo a dei ragazzini che arrivano in motogp e si permettono di fare risultati eclatanti già al loro esordio. Motogp che ormai sfilano tutte in riga come le moto3 e come le moto2! 

Valentino Rossi messo in riga in qualifica dall’ultimo arrivato il giorno prima! Che Valentino Rossi non sia un genio della qualifica è cosa nota, ma che l’ultimo arrivato li metta in riga tutti, è cosa su cui meditare!

Ci sono altri motivi di “meditazione”. Yamaha della squadra satellite che da anni sembra andare meglio di quella ufficiale. Piloti che facevano faville sulla Yamaha satellite che “traslocano” sulla moto ufficiale è diventano una delusione: vedasi Vinales. Piloti che ancora sulla Yamaha satellite facevano “vergognare” il team della casa madre  vedasi “Zarcò”, che invece che promosso viene scaricato ad un altro team dove peraltro non conclude nulla. Mistero!

Questo è sport o politica? Se politica a quale idea risponde?

E’ indubbio che le gare in moto sono diventate guerre all’ultimo sangue in cui un errore si paga irrimediabilmente. Fare un errore vuol dire essere tagliati fuori, lì tutto attorno c’è il branco che ti risucchia e ti distrugge!

Forse è proprio cambiato il mondo della moto, anche se Villeneuve forse non se n’è accorto.

C’è vero il cannibale Marquez, parlo di quello vero Marc, il fratello annaspa ancora. Ma Marquez a parte, il mondo moto sembra aver avuto una standardizzazione di guida e comportamenti tra le varie classi. Uno passa alla classe superiore e dai che c’è! Quartararò, Bagnaia, ecc ecc si permettono anche di stare davanti a mostri sacri: magari per un weekend o due, ma intanto sono lì.

Una volta c’erano le gomme morbide, quelle medie, quelle dure: ognuna aveva il suo preciso range di utilizzo.

Adesso? Boh? Sembra che la differenza non sia nella sigla ma in parametri “diversi” di prestazioni, per cui ci sono in pista piloti con questa o con quella anche con la stessa moto! Provare è il must!

Ricette? Per le moto difficile dire!

Per la F1 ci prova Villeneuve che propone: “Via il DRS, due o tre fornitori di gomme, un motore a week-end dagli 8 ai 12 cilindri, e sopratutto test tutto l’anno”. E conclude: “La gente vuol tornare a qualcosa di più umano e reale: vuol vedere i gladiatori”.In effetti sono anni che io non guardo più F1: una noia mortale, con gare più stabilite dal direttore gara, dalle soste ai box, da strategie che nulla hanno a che fare dalla capacità del pilota. Il pilota sembra “telecomandato”. Ma quanto incidono le fermate ai box? Quanto divertenti sono? Nulla! Almeno … per uno che sta dalla parte dello sport e del pilota!

Sono dalla parte di Villeneuve: “la gente vuol tornare a qualcosa di più umano e reale: vuol vedere i gladiatori”.

Paolo Forzano


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P. Forzano

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