Aumentano le rette nelle RSA liguri! In compenso si taglia sul personale.e la forte sofferenza del sistema sanitario nazionale aumenta. Per le famiglie diventa sempre più oneroso sostenere l’assistenza dignitosa ad un anziano.
di Gianfranco Barcella
Aumentano le rette nelle RSA liguri! In compenso si taglia sul personale e la forte sofferenza del sistema sanitario nazionale aumenta. Per le famiglie diventa sempre più oneroso sostenere l’assistenza dignitosa ad un anziano. La denuncia di UGLSalute Savona evidenzia che le Residenze Protette nel Savonese, in particolare, sono al limite. Servono tutele per i lavoratori e risorse adeguate. Le carenze di professionalità non riguardano più solo il privato.
E’ una tempesta perfetta quella che si attende nel savonese ormai in stato di emergenza. Mancano sempre più professionisti in campo sanitario anche nelle strutture private come quelle pubbliche e convenzionate come le RSA, le residenze protette anch’esse sempre più in sofferenza.
Il sistema sanitario pubblico italiano affronta crescenti difficoltà nel rispondere anche e soprattutto ai bisogni della popolazione anziana a causa di carenze nell’assistenza territoriale e della cronica scarsità di risorse dedicate alla non autosufficienza. Una percentuale molto ridotta di anziani fragili riceve adeguate cure domiciliari integrate o supporto infermieristico pubblico continuativo. L’aumento delle malattie croniche e degenerative non è adeguatamente tamponato dal welfare pubblico, scaricando la gestione quotidiana ed i costi sui familiari.
Si registrano poi tassi allarmanti di malnutrizione o rischio malnutrizionale nei reparti ospedalieri e nelle strutture residenziali di lungodegenza. Con una popolazione, che è tra le più anziane d’Europa, la spesa sanitaria ed il sistema socio assistenziale devono essere incrementati con fondi integrativi.
I sindacati hanno lanciato appelli allarmanti. Il primo è arrivato dalla segreteria provinciale dell’UGL Savona: “Il settore socio-sanitario e assistenziale privato sta vivendo una sofferenza ormai insostenibile sia per i lavoratori sia per la tenuta sessa delle strutture”. Sono problemi storici e radicati, quelli segnalati da parte dei rappresentanti dei lavoratori che parlano di cronica carenza di personale (infermieri,Oss, Educatori e personale ausiliario), ma anche carichi di lavoro logoranti, rischio di burnout e rischio di veder svuotare le strutture che si occupano delle fasce più fragili.
Si sta attuando una fuga dei lavoratori dal privato verso il pubblico un fenomeno che può apparire curioso ma è solo la punta dell’iceberg. Ciò che preoccupa è proprio la tendenza all’abbandono della professione socio-sanitaria perché insostenibile in toto.
“Alcuni tentano ancora la carta del pubblico, ma è una destinazione difficilmente raggiungibile”- sostiene Enrico Peluffo– segretario generale della FP CGIL di Savona. Purtroppo non è una fisiologica migrazione fra pubblico e privato ma è una vera e propria emorragia che rischia di mandare in cortocircuito l’intero sistema socio- assistenziale.
Benché il Savonese non sia una provincia grande- sostiene Peluffo– strutture ce ne sono tantissime e fare un censimento su quanti mancano tra i professionisti della sanità. Non si tratta solo di infermieri ma anche Oss e il problema è molto vasto. Quando finirà l’iter concorsuale nella Asl2 ci sarà un nuovo svuotamento ulteriore delle strutture private e sarà una vera emergenza. Il fenomeno che sta preoccupando in particolare la provincia savonese ma anche il reso della Liguria non ne è esente è quello legato in particolare alla popolazione anziana che ha un bisogno crescente di cure a lungo termine”.
“Fino a qualche anno fa nel pubblico noi rivendicavamo assunzioni- continua Peluffo– ma adesso anche se loro fanno i concorsi, le persone che partecipano sono sempre meno. Perché? Perché rispetto alla fatica fisica e mentale che prevede questo genere di lavoro a cui sono sottoposte le professioni sanitarie tutte, lo stipendio non è adeguato. Si guadagna troppo poco ed è per questo che ci si allontana da queste professioni”. Il governo ha annunciato rinnovi dei contratti collettivi (CCNL Sanità 2025-2027) prevedono aumenti medi mensili a regime. Circa 209 euro lordi al mese l’aumento medio. Secondo altre fonti dal 2027, Aran e tutti i sindacati hanno sottoscritto l’ipotesi di rinnovo del contratto 2025-2027 per circa 137mila dirigenti della sanità, di cui 120mila medici. A regime l’aumento medio complessivo sarà di 560 euro lordi al mese per 13 mensilità. Tra le altre novità, nuove tutele per chi subisce aggressioni, ferie solidali, aumenti legati all’esperienza, welfare aziendale e regole su smart working e intelligenza artificiale.
Occorre anche riflettere sul fatto che nel 2025, nell’ambito della Sanità Pubblica si sono dimessi volontariamente più medici di quelli che fisiologicamente sono andati in pensione. Io non riesco ancora a comprendere se i nostri politici non abbiano contezza del dramma che stiamo vivendo nell’ambito della salute pubblica o colpevolmente non la vogliano avere.
E pensare che si è celebrata la festa del nonno il 2 di ottobre, giornata dedicata alla figura dell’angelo custode proprio per identificare il nonno come figura amorevole che segue i nipoti. E poi per somma gratitudine lo releghiamo nella solitudine, molto spesso in compagnia solo dell’indigenza e di una badante più o meno professionale, se va bene. Il problema della solitudine dei nostri vecchi, a volte bisognosi di tutto è la nuova epidemia che imperversa in Italia, dopo il Covid.
Papa Francesco ha parlato più volte della <pandemia della solitudine>. Mentre l’Italia dimostra non sufficiente attenzione al problema degli anziani l’ONU intanto ha incaricato il neurologo sloveno prof.Zvezdan Pirtosek di valutare il godimento di tutti i diritti umani da parte delle persone anziane. (Un Indipendent Expert on the enjoyment of all human rights by older persons).
Si tratta del primo scienziato e specialista del cervello a ricoprire questo specifico ruolo di monitoraggio globale. La scelta di un neurologo clinico per questo mandato introduce una forte focalizzazione sulla tutela della salute cerebrale e sui diritti legati all’invecchiamento cognitivo, affrontando temi cruciali come:
1) Salute del cervello e demenze. 2) Autonomia e diritti legali. 3) Strategie sanitarie globali. In particolare il suo compito sarà quello di monitorare l’approccio dei diversi Stati verso le patologie neurodegenerative, diffuse nella popolazione anziana come l’Alzheimer o il Parkinson. Dovrà poi promuovere il rispetto della dignità e della capacità decisionale dell’anzianom garantendo che il declino cognitivo non si traduca in una perdita automatica dei diritti umai fondamentali. Infine dovrà valutare i progressi dei vari Paesi nell’ambito del DECENNIO ONU oer l’invecchiamento in Buona Salute per colmare i divari nell’assitenza a lungo termine. Sarà un compito molto arduo!
A onor del vero l’Italia ha avviato una riforma per gli anziani non autosufficienti, ma il fabbisogno stimato è di circa 7 miliardi di euro ed evidenzia il divario rispetto alle risorse stanziate nelle misure finanziarie. Le misure attuali sono le seguenti: esiste un bonus anziani che corrisponde ad un contributo sperimentale fino a fine 2026, di circa 850 euro mensili, integrativi rispetto al’indennità di accompagnamento per gli over 80, gravissimi.
Per i non autosufficienti ci sono stati stanziamenti pluriennali come i circa tre miliardi per il prossimo triennio, ripartiti tra le Regioni, inferiori però alle richieste delle associazioni. Esiste anche un fondo per la disabilità che contiene risorse superiori ad un miliardo sempre per il prossimo triennio a sostegno dell’inclusione e dell’autonomia. C’è da rilevare però che i fondi pubblici coprono solo una frazione dei costi reali sostenuti dalle famiglie le quali spendono miliardi ogni anno per badanti r assistenza domiciliare privata, magari privandosi di beni necessari. Le soglie ISEE ed i requisiti d’accesso escludono molti nuclei bisognosi di supporto.E così tutto ricade sulla pelle dei familiari, per chi ce l’ha. Altrimenti non resta che affidarsi alla pietà altrui.
Ma ormai si pagano gli elettori per votare, i giovani per leggere, e si condanna all’agonia una donna nel braccio della morte in una prigione statunitense, nefandezza che va oltre la morte stessa. Non ci dobbiamo stupire più di nulla!
“Le rughe sul volto degli anziani non dovrebbero indicare solo dove sono stati i sorrisi”, Mark Twain. “Se mai/tu vivi/estraneo/agli altri/dona/ricordi”. (Amelia Rosselli)
Gianfranco Barcella
