Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Pieve di Teco isola pedonale sì, oppure no. Due tesi a confronto. Ogni paese ha le sue caratteristiche e bisogna conoscere la realtà. Già 500 firme


Il 23 gennaio 2026 Trucioli.it aveva anticipato: “Pieve di Teco: mega nuovo parcheggio e in arrivo la pedonalizzazione di corso Ponzoni (centro storico)”.

di Luciano Corrado

Pieve di Teco, domenica 4 ottobre 2026. Corso Ponzoni, ore 11,30. Isola pedonale per un piccolo evento. Il raduno di 15 auto storiche

I commercianti a botta calda: “Saremo penalizzati”. Ora siamo arrivati ad uno scontro dialettico e crescenti malumori che era saggio evitare. Come? Attraverso un’informazione trasparente e prima degli annunci il confronto- dialogo con la comunità. Dopo i ripetuti annunci  e dichiarazioni del sindaco, via media, è iniziata una raccolta firme di residenti e visitatori abituali che in 15 giorni ha già riscosso 500 adesioni. Obiettivo palese? Far pesare il fronte ‘no’ all’isola pedonale, semmai si facciano rispettare le regole, nell’interesse di tutti, diffusamente disattese negli stalli blu. E tra le ultime novità anche la decisione, da condividere, di ‘vietare‘ la sosta su un lato (ovest) di via Eula, ex statale del Colle di Nava.

Si tratta dell’annosa piaga di ‘parcheggio selvaggio‘ sui marciapiedi di una zona molto trafficata e utilizzata dai pedoni. Molti dei quali si recano nella panetteria più gettonata del paese. L’argomento è stato affrontato  e documentato più volte da Trucioli.it. Invano. L’aspetto più grave e pericoloso è che di fronte agli automezzi parcheggiati e tollerati fino ad oggi,  i pedoni (anziani, mamme con le carrozzella, handicappati) sono costretti a camminare in strada con evidenti e potenziali pericoli. Tra l’altro in caso di incidente è coinvolto chi lascia l’auto in sosta pericolosa perchè parzialmente oltre la striscia bianca. Spesso si crea una vera e propria barriera di ‘lamiere’ lungo la strada che non è più statale, ma comunale. E ancora c’è il problema dei passi carrai privati e a loro volta ostruiti da automezzi in sosta, oltre agli ingressi pedonali alle abitazioni con evidenti malumori degli abitanti.

Pieve di Teco che ha sofferto per decenni  fame di parcheggi per chi arriva da fuori paese. Ci è capitato, tuttavia, anche di assistere ad autoveicoli multati- probabilmente dalla polizia provinciale- parcheggiati fuori da strisce, ma senza creare intralci alla circolazione. E’ accaduto più volte in Piazza Borelli.

Con il nuovo parcheggio “salva Pieve di Teco e che lo valorizza” bisognerebbe perseguire ‘tolleranza zero‘ con chi si fa beffa delle regole comuni. Resta grottesco non avere più un vigile urbano in organico, in servizio, ora Polizia locale. Le cattive abitudini si  disincentivano se il codice della strada è fatto rispettare non solo una volta ogni tanto. Da qui la necessità inderogabile che il Comune, magari in unione intercomunale, trovi prima possibile una soluzione. Come accade da poco tempo a Ortovero e Arnasco dopo un accordo con il Comune di Ceriale.

Grottesco quanto accade non da ieri con il parcometro installato all’ingresso sud di Corso Ponzoni. C’è ma chi ne usufruisce?  C’è il costo del noleggio del parcometro che addirittura non si autofinanzia. Una danno finanziario per le casse comunali, ovvero dei cittadini. Una delle troppe ‘eredità‘ negative che si è trovato il sindaco Pira, subito alle prese con un Municipio in bolletta e che ha taciuto senza una motivazione logica e doverosa, se non quella di non alienarsi il potere (?) del predecessore, tre mandati. ‘Cullato’, va ricordato a cattivo esempio, dai media imperiesi e dal ‘padrino‘ politico che ora ha abbandonato per la ‘fratellanza italiani’ del senatore Gianni Berrino.  Il libero giornalismo, il dovere del giornalista, non obbliga, non consiglia a restare proni, magari per non perdere notizie.

Tornando al tema pedonalizzazione quali possibili scenari futuri? Il sindaco Pira, la sua giunta, il consiglio comunale senza minoranza ( due consiglieri dimissionari su12  eletti, oltre al primo cittadino) imporrà la pedonalizzazione-isola pedonale perchè è richiesto, o meglio consigliato, dalle prerogative dei “Borghi Più Belli d’Italia“. Il paese lo meritava e che deve essere di sprone a chi amministra e a chi è amministrato. Ognuno deve fare la sua parte, prendendo coscienza del piedestallo, della nuova risorsa promozionale. Pieve deve cambiare passo, non deludere il buon nome dell’associazione dei Borghi.

Non si potrà tuttavia ignorare che corso Ponzoni, con i suoi portici, il suo tessuto commerciale con storia secolare, resta il cuore pulsante grazie alle attività economiche, agli essercizi pubblici che pure hanno attraversato momenti difficili. La crisi, la costante corrosione al potere d’acquisto, non vede solo il Bel Paese Italia a fanalino di coda in Europa. Le ripercussioni non hanno risparmiato e non risparmiano la storica ‘capitale’ della Valle Arroscia, il suo richiamo, con una breve sosta, nell’itinerario basso Piemonte-Ponente ligure imperiese e oltre sulla Costa Azzurra.

Pira un sindaco decisionista che vive nella metropoli Torino, che ‘guarda lontano‘ e si assume la paternità di una decisione (isola pedonale) impopolare che più impopolare di così non potrebbe essere. Il grave errore di non aver subito coinvolto, prima degli annunci, le categorie e a seguire la popolazione.

Nel parlamentino locale della lista “Prima Pieve di Teco” sono rimasti in 10. Nel febbraio 2024 si era dimesso Gabriele Burlini (imprenditore commerciale di sicura grinta e popolarità). Recentemente si è dimesso Massimo Aicardi (tecnico di un istituto scolastico). Un terzo consigliere accumula record di assenze dalle sedute consiliari, Anes Chariq. Nato a Imperia, 27 anni, oltre al mancato impegno nell’amministrazione locale, Chariq è noto nel ponente ligure per la sua attività di calciatore dilettante, avendo militato nel ruolo di attaccante in diverse formazioni della zona (tra cui il Taggia, il Pontelungo di Albenga e il Soccer Borghetto. S. Spirito).

Chi scrive queste righe ha 60 anni di esperienza di lavoro giornalistico in Liguria, da 16 anni pensionato, la pesante passione del blog libero da ogni potenziale vincolo. Un’informazione montanara soprattutto, ponente ligure e basso Piemonte. L’esperienza di aver visto nascere, dagli anni ’70 in poi, le isole pedonali nelle città e poi in paesi dell’entroterra. Tenendo sempre presente i risultati, le conseguenze, i pro e i contro, le difficoltà a rompere abitudini e ‘comodità’.

Diciamo subito che nessuna isola pedonale in città, lungo la Riviera invasa dalle auto di residenti, di proprietari di seconde case, di turisti assiepati durante weekend e in alta stagione ,  è nata con il favore di commercianti, esercenti e un buon numero di abitanti. A Savona, ad esempio, contro chiusura di un centinaio di metri di una strada in centro, sono state raccolte seimila firme. Il sindaco, la giunta, la maggioranza hanno mille ragioni per non demordere, nonostante la minoranza sfrutti anche il malcontento. Hanno dalla loro parte la messe di risultati. E con malcelato orgoglio ci siamo sempre schierati ‘pro isole pedonali‘.

Ricordiamo che nei paese nordici e del centro europa, quelli più caratterizzati dalla presenza di centri storici e aree commerciali storiche, curati da gioiello, le isole pedonali sono da anni un fiore all’occhiello. L’oasi prediletta da residenti e visitatori turisti. Le quotazioni del mercato immobiliare  fanno scintille. Un modello culturale-ambientale che dovrebbe far scuola.  Sono rari i casi dove, col tempo, si sono creati più danni che benefici. Potrebbe essere  la situazione che si creerebbe a Pieve di Teco? I sostenitori del no alla pedonalizzazione non stop non hanno dubbi. Bisogna ignorarli? Un errore su errore da parte dell’amministrazione civica.

C’è chi non è solito esporsi, intervenire oltre le mura della sua storica farmacia, il dott. Paolo Ceppi, esperienza politica come amministratore provinciale. “Credo di poter esprimere il mio pensiero con il privilegio di 40 anni dietro il banco, a contatto con residenti e ‘foresti’. Credo di essere tra chi non avrebbe nulla da perdere, sia con o senza isola pedonale. Chi viene in farmacia non ne può fare generalmente a meno, quindi potrei far parte dei menefreghisti, del fatti gli affari tuoi. Invece sono d’accordo e  in buona compagnia che non si debba chiudere  il corso con l’eccezione nelle giornate di eventi e manifestazioni importanti. Non come è accaduto domenica 3 ottobre 2026. L’evento, se non sbaglio, ha coinvolto una quindicina di auto storiche. Oltre a transennare l’accesso al corso, hanno riservato una discreta porzione di piazza Borelli. Che vantaggio ha tratto il paese chiudendo la strada commerciale? Portici deserti“.

Ancora Ceppi: “Prima di decidere bisogna conoscere bene la realtà e viverla. Bisogna evitare improvvisazioni.  Pieve ha la fortuna di ‘due isole pedonali’: gli antichi portici la cui ampiezza è maggiore dello stesso sedime stradale. Intanto sarebbe una priorità far rispettare il parcometro. Far pagare anche 50 cent, un euro all’ora, escludendo ovviamente le ore notturne. Si conceda un quarto d’ora gratis, e si  pretenda rigore nel rispetto delle regole del codice stradale, cosa che oggi è un optional”

I contrari più in vista e che si sono finora esposti, oltre a Ceppi, Gabriele Burlini che ha contribuito a diffondere il volantino-manifesto “no isola pedonale”  elencandone le ragioni ricorrendo ad un volantino. Ma la considerazione più evidente e che Trucioli.it aveva indicato già a gennaio, è il mancato ascolto di chi lavora e vive ogni giorno il centro storico, 360 giorni l’anno. E ancora far ricorso a chi studia, elabora statistiche, lavora e predispone per motivi professionali l’adozione di isole pedonali. A quanto pare l’idea del sindaco e della sua squadra non è a prova di uno studio- ricerca del traffico, anche sul fronte economico e sociale. Le ricadute.

Paolo Ceppi: “Mi ripeto, sì all’isola pedonale come già avviene in occasioni particolari. C’è infine da tener conto che il nuovo maxi parcheggiò è quasi mezzo km dal centro del paese, anche se molto meno dalle prima case. Penso alle difficoltà degli anziani di fronte alla distanza. Non nascondo i parcheggi a strisce blu sono luogo di sosta abituale anche dei titolari di licenze che non abitano a Pieve. E con il dialogo occorre convincerli a collaborare, anche nel loro interesse e utilizzare la sosta in piazza Borelli. Le isole pedonali saranno, anzi sono pure utili, ma bisogna prima di tutto anteporre una esauriente conoscenza del quadro complessivo. La mia esperienza non lascia dubbi. Pieve di Teco danneggerebbe il tessuto socio economico. La crisi del commercio non è una favola. In Italia chiudono in media tra i 38 e i 46 negozi al giorno (quasi due ogni ora), a seconda dei periodi e delle stime di associazioni di categoria come Confcommercio e Confesercenti. Pieve di Teco, l’entroterra non sono immuni.  L’ente democratico comunale non può decidere, in questo caso imporre, l’autolesionismo”.

Luciano Corrado

NOTA- Determina del Comune di Pieve di Teco del 7 ottobre 2026- LIQUIDAZIONE FATTURA ALLA DITTA GESTOPARK, CON SEDE IN ALBISSOLA MARINA, PER NOLEGGIO FULL SERVICE DI N.1 PARCOMETRO – MESI DI MAGGIO, GIUGNO, LUGLIO E AGOSTO 2026. Somma complessiva di € 1.220,00 alla Ditta GESTOPARK.

2/Abbiamo interrogato l’Intelligenza artificiale indicando la particolare presenza dei portici. Ecco la risposta complessiva.

Un’isola pedonale in un piccolo centro storico con portici offre più spazio per la vita all’aperto e riduce lo smog, ma diminuisce i parcheggi e crea disagi logistici per residenti e negozi.
I portici proteggono già le persone dal sole e dalla pioggia, ma eliminare del tutto le auto dalla strada cambia radicalmente il volto e l’uso del paese.
I Vantaggi (I Pro)
  • Più spazio per la socialità: I bar e i ristoranti possono mettere i tavolini fuori dai portici. Le persone possono camminare in strada senza il pericolo delle auto, in particolare per famiglie con bambini.

  • Meno inquinamento: Senza il traffico e i gas di scarico, l’aria del centro diventa più pulita e l’ambiente è molto più silenzioso.

  • Più bellezza e valore: Le piazze e le antiche vie senza auto o lamiere parcheggiate appaiono più belle e ordinate. Questo attira più turisti e visitatori.

  • Sicurezza per tutti: I bambini e gli anziani possono muoversi liberamente senza rischi.

Gli Svantaggi (I Contro)

  • Meno parcheggi: Togliere le auto significa perdere posti auto vicini ai negozi. Questo scontenta chi abita fuori dal centro o chi ha problemi di mobilità.

  • Problemi per le consegne: I corrieri, i camion per il carico e scarico delle merci e i mezzi per la raccolta dei rifiuti faticano a muoversi o devono rispettare orari rigidi.

  • Rischio di desertificazione: Se il paese è piccolo e poco frequentato, la sera o d’inverno la zona pedonale rischia di diventare vuota e triste.

  • Resistenza dei commercianti: Molti negozianti temono che senza le auto sotto la vetrina i clienti diminuiscano.

Il ruolo particolare dei Portici
I portici risolvono il problema del passaggio sicuro e riparato dalle intemperie, ma non eliminano il traffico e i gas di scarico, i rumori.

  • Cosa cambia con l’isola pedonale: Sotto i portici si cammina protetti, ma la strada in mezzo resta aperta alle auto. Chiudere la strada trasforma lo spazio centrale in una grande piazza continua.

  • Il confronto: I portici danno riparo, l’isola pedonale dà spazio e quiete. Insieme, creano un centro storico molto accogliente, ma serve un buon piano per i parcheggi nelle vicinanze per evitare che il paese diventi irraggiungibile.

PIEVE DI TECO UN’ISOLA NELLA PRESENZA E FREQUENTAZIONI DI STRANIERI (non emigranti che pure non mancano). Lo documenta l’esterno dell’edicola e forse pochi lo notano, lo sanno. Tra stranieri che abitano in valle Arroscia e spesso nelle altre valli imperissi più vicine ci sono molti lettori di quotidiani e riviste dei Paesi d’origine. Peccato che Tv regionali e nazionali, quotidiani storici liguri, non abbiamo mai colto la notizia, approfondendola. Intanto cosa ha spinto tanti cittadini del centro e nord Europa a comprare casa sulle colline, nei borghi antichi, quasi sempre unifamiliari, ristrutturarle magistralmente, con orti e giardini. Lontani, si direbbe, dal caos e logorio che produce la ‘vita moderna’, in città e nelle periferie.

L’edicola sotto i porti di Pieve di Teco è l’unica nell’entroterra ligure che può fregiarsi dell’espositore di giornali stranieri (centro Europa), Non si trovano neppure nelle blasonate città rivierasche del ponente. Pieve una vera ‘isola’ per la stampa d’Oltralpe

Nella non lontana Ormea, dagli anni ’60, a Villaretto, località situata nei pressi della frazione di Barchi, vive stabilmente una comunità di tedeschi della Germania occidentale. In altre realtà imperiesi ci sono anche pedolari o che affittano per brevi periodi di vacanza.  Sarebbe interessante ascoltare le loro storie e esperienze di vita. Lasciare le città per ‘vivere’ quello che per molti pare sia un ‘paradiso’ in terra. Ci sono casi davvero unici. Ad Ormea una coppia tedesca dimora dieci mesi all’anno in mezzo alla montagna e al bosco, dopo aver acquistato due vecchi stabili utilizzati da pastori nella stagione della transumanza. Non c’è luce, l’acqua è quella di una sorgente nelle vicinanze, per la ricariche dei cellulari si recano da un cittadino di Ormea che abita nella frazione più vicina. Dalla strada collinare, un sentiero conduce alla dimora. Quasi un’ora di cammino per raggiungere gli ‘eremiti’.

Ciò che veramente nessuno ha ancora constatato, rivelato, è che l’edicola di Pieve di Teco è l’unica, che si sappia, lungo la Riviera di ponente, di certo unica dell’entroterra ligure, dove all’esterno, sotto i portici, un grande tabellone fa mostra di giornali d’Oltrampe. E’ quanto si poteva vedere nelle edicole delle città rivierasche fino agli anni ’90. Non solo non sono esposti, non sono esauriti, ma proprio non c’è più richiesta di stampa straniera dell’Europa vacanziera.

IL ‘MANIFESTO’-VOLANTINO DELLA CONTESTAZIONE

3/9 settembre 2026-LA VOCE DI IMPERIA-

Pieve di Teco, Pira: “Centro storico pedonale, sarà un percorso graduale. Il nuovo parcheggio è il primo passo”

Pieve di Teco verso il futuro. Ovvero trasformare uno dei borghi più belli d’Italia a dimensione umana che significa renderlo logisticamente appetibile alle visite e funzionale alle quattro e due ruote. Un progetto che ha già compiuto i primi importanti passi. “Abbiamo attivato la prima parte del grande parcheggio a 100 metri da Corso Ponzoni – spiega il sindaco Enrico Pira –. Si tratta di un’area di 10 mila metri quadrati al momento in grado di ospitare 300 auto che saranno 400 a fine lavori”.

Era la sede dell’azienda Bonsignore ormai dismessa e abbandonata che è stata acquisita dall’amministrazione comunale. “Abbiamo acceso un mutuo per 300 mila euro – prosegue il sindaco – a cui dovremo aggiungere altri 40 mila per completare i lavori sperando anche di ottenere finanziamenti regionali”. Un’opera che guarda al futuro prossimo. “La logica e la volontà dell’amministrazione chiedono la pedonalizzazione del centro pievese – ammette Pira –. Alla presentazione della nostra bandiere tra i borghi più belli d’Italia, quando ho preannunciato questa prospettiva è esploso il coro di proteste che non erano le prime ma che ritengo immotivate, il parcheggio è pure molto vicinino a Corso Ponzoni”.

Insomma, solitamente in tutti i centri abitati, quando nascono isole pedonale chiuse al traffico, le proteste sono scontate. “A me appare come logica conseguenza, – afferma ancora il sindaco – non sarà un processo immediato, sarà realizzato a gradi ma certamente è ineludibile: ne parleremo dopo le feste natalizie e dopo esperimenti con la consulenza dell’Università di Genova”.

D’altronde la situazione ha già avuto il battesimo durante il recente Expo Valle Arroscia e ha potuto offrire le soddisfazioni del sindaco. “Già per il prossimo week end – preannuncia Pira – avremo tanti artisti di strada che, ingentiliranno il grigiore dei muri di ingresso del parcheggio con le loro opere di ʽstreet artʼ: una serie di interventi tra cui anche un futuro nuovo parcheggio da 50 posti, che ci rendono orgogliosi”.

Ino Gazo

4/LA RIVIERA, IL TESTO NON LEGGIBILI CI SCUSIAMO CON I LETTORI


L.Corrado

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