C’è chi era tra i ‘movimentisti’ della sorte in cui è precipitato Monesi di Mendatica e si è trasferito, comprando una casa, nella dirimpettaia Piaggia di Briga Alta (vedi Trucioli.it del 14 ottobre 2021, con 2.860 visualizzazioni).
Il ‘miracolo Piaggia’ continua nei miracoli. La sfida di uno dei comuni più piccoli d’Italia è sempre vincente. Gran parte delle vecchie dimore dei brigaschi dopo un lungo periodo di continuo abbandono sono state acquistate da foresti o originari del posto, ristrutturate a dovere. Con la particolarità che non fanno parte dei ‘mordi e fuggi’ che invece caratterizzano la Riviera. La prima vera locomotiva ha iniziato a stupire con il B&B dolceMente inaugurato il 6 giugno 2021. E negli anni reso più accogliente, ampliato, arricchito di servizi. La stessa mente ha creato l’ Osteria La Briga, aperta di recente nel recuperato palazzo comunale, un tempo sede della Guardia di Finanza, per offrire ristoro e camere lungo la Via del Sale.
I brigaschi di Piaggia sono mosche bianche. Sicuramente c’è la sindaca Federica Lanteri, al suo secondo mandato, eletta la prima volta nel 2020. Fa la pendolare da Garessio dove abita. A Piaggia è rimasta la prodigiosa mamma, moglie esemplare del compianto Guido Lanteri, sindaco, albergatore, ristoratore, contitolare di negozio di alimentari che richiamava dalla Riviera i buongustai di ravioli e gnocchi. Guido e la consorte ogni giorno in trasferta da Piaggia, dove abitavano da sempre, a Monesi di Triora. Nella loro storia di collaboratrici nell’ex albergo Redentore, ora in fase di demolizione, anche due zie pure brigasche. Ora, anzi da anni, a presidiare Monesi di Triora, con un bar-tavola calda c’è l’altra figlia Elisa che, a Sanremo, ha preferito una scalata tutt’altro che semplice portando la bandiera dell’ex piccola Svizzera delle Alpi imperiesi e che produceva concreti effetti benefici a Mendatica, Ormea, Nava, fino a raggiungere Pieve di Teco.
Potrebbe essere fuorviante limitarci al ‘Piaggia canta, balla, mangia‘. Qui non sono ricorsi al Destination Manager che da anni costa fior di quattro ai blasonati e ricchi comuni rivieraschi. A Piaggia, come nella frazione di Upega e in tono minore Carnino, la gestione strategica, dello sviluppo e del marketing è affidato alle Pro Loco, a volontari loocali e a ‘foresti’ della Riviera. Il loro obiettivo vincente non è un appuntamento, una festa, una sagra che attragono visitatori, è offrire opportunità di richiamo, anche di qualità, per giovani e famiglie. La stella cometa è valorizzare il territorio, coordinare gli attori locali. Rivalutare quanto si rischiava di perdere, come accade purtroppo in tante altre realtà di montagna, l’identità, la cultura, che non è quella scolastica, delle origini. Usanze e tradizioni povere, ma ricche di valori e di impegno comune.

2/A Piaggia c’è una vecchia porta sulla quale è scritto: Bacigalupo 1891 – 55 giorni – Mai più a Piaggia. I caratteri sono compatibili con una scrittura dell’epoca. Mi ha incuriosita. Qualcuno ha qualche notizia in più?
Possibili spiegazione- Il binomio Bacigalupo 1891 fa riferimento principalmente alla pubblicazione dell’opera letteraria Prose e rimæ (sottotitolata Prose rimæ scrite per ûso domestico), una delle raccolte più celebri del poeta e drammaturgo genovese Niccolò Bacigalupo ‘viandante’ a Piaggia? L’autore: Niccolò Bacigalupo (1837–1904) è stato un importante esponente della letteratura e del teatro dialettale genovese, nonché capo d’ufficio del Comune di Genova. Tra le sue opere teatrali più famose si ricorda I manezzi pe majâ na figgia.
Nei registri del censimento britannico del 1891, il cognome Bacigalupo (di chiara origine ligure) fa la sua comparsa ufficiale nel Regno Unito, concentrato per l’86% nella contea del Lancashire.
