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Liguria e Basso Piemonte

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Borghetto Santo Spirito e il suo carnevale. “U Cillu”, maschera ispirata a un personaggio realmente esistito. E da ultimo la principessa “Perseghina” e “U Ciantacoi”


Nei racconti che si leggono, sui libri, della storia cittadina non si trovano molte notizie della ‘tradizione’ di Carnevale. Nessuna citazione sulla pubblicazione forse più ‘interessante’ visto la caratura dell’autore (Antonio Arecco) risale al 1989.  Oltre ai borghettini che hanno collaborato. “Borghetto Santo Spirito di un tempo. Album storico fotografico e poetico’.

L’album è dedicato “a quanti popolarono Borghetto nei secoli, a coloro che oggi vivono e lavorano in esso, ai turisti sempre più numerosi che vi fanno soggiorno”. Le fonti di notizie ed immagini: Amministrazione comunale, Pro Loco e Pubblica Assistenza Croce Bianca, Archivio Diocesano, Archivio storico ingauno, oltre ad archivi locali,  Biblioteca civica Berio di Genova, famiglie Botto-Arecco, Cavallino, Damonte, Pisu e cap. Francesco Gandolfo,  dott. Egle Gianuzzo, le signore Ivana Gramignano Rosso, Angela Pellegrino Roveraro, Piera Reale Maritano, Elena Roveraro Vacca,  Maria Ferrua Testore,  Maria Teresa Zilli. Il materiale fotografico messo a disposizione di Ugo Franchi, Andrea Lertora, Sebastiano Oxilia, Santiago Roveraro,  Giampiero Vacca. 

2/LOANO-BORGHETTO

Comunicato stampa- In occasione del 30^ Anniversario della fondazione dell’Associazione “Forum Culturale APS” di Borghetto S.S., l’Associazione “Vecchia Loano” ha partecipato al Carnevale di Borghetto S.S., domenica 1 Febbraio 2026.

Tre le maschere ufficiali del Comune di Loano che hanno presenziato all’evento, insieme ad alcune socie dell’Associazione “Vecchia Loano”: Pue Peppin, Capitan Fracassa e la Principessa Zenobia del Carretto Doria.

La manifestazione ha visto la presenza di moltissime maschere provenienti da varie regioni italiane, che hanno portato i simboli della cultura, della tradizione e delle radici italiane, facenti parte del Centro Nazionale Coordinamento Maschere Italiane. Alle 14 davanti alla sede del Comune di Borghetto c’è stata la tradizionale consegna delle chiavi da parte del Sindaco alla maschera rappresentativa  di Borghetto S.S. “ U’ Cillu”, che con la Principessa Perseghina hanno dato inizio alla sfilata per le vie cittadine.

Un momento di goliardia davanti al Palazzo Pietracaprina dove il Sindaco ha scherzato con alcune maschere che hanno “mugugnato” su alcuni argomenti d’attualita’. Gran finale in Piazza Marinai d’Italia dove il gruppo degli Sbandieratori di Ventimiglia con uno spettacolo ha chiuso la manifestazione.

SI LEGGE A FIRMA DI Giampaolo Ponteprino su ‘Turismo Savona’– Personaggi inventati o realmente esistiti che avevano lasciato traccia di sé per le stravaganze o grazie all’apporto della fantasia del tutto italica. Ma a Borghetto Santo Spirito non avevamo proprio nessuno nessuno? Possibile che le nuove generazioni non avessero nulla da tramandare?

U Cillu, la maschera borghettina ispirata a un personaggio realmente esistito

Non dovetti ragionarci troppo perché, anche se io non ne ricordo il volto, ne avevo sentito le gesta di sfacciato millantatore, opportunista e guascone che, pur essendo povero e vivendo alla giornata, si divertiva a spacciarsi per ricco signore con nobili origini per beffare il “bagnante” di turno o per ammaliare “La bagnante”. Non sto a raccontare alcun aneddoto, ma torno ai fatti. Ne parlai a qualche amministratore comunale, ma i politici hanno altri interessi molto più tangibili…

Era il 2006 ed un giorno, ricordando questo personaggio che chiamavano U Cillu (Falco Tersilio all’anagrafe) con l’amico e collega Lorenzo Traverso, per chiedergli qualche notizia, lui che lo aveva conosciuto molto bene ( suo padre, Orazio Traverso, nella sua trattoria gli toglieva spesso la fame). Ebbene, rimase entusiasta della mia idea di proporlo a maschera ufficiale di Borghetto S. Spirito.

Un abbigliamento fuori dagli schemi e il “partito della bistecca”

Gli chiesi se avesse collaborato vestendone i panni ed esibirsi al carnevale di Loano per dare ufficialità alla maschera. Accettò e si mostrò alla sfilata in perfetto abbigliamento da dandy: cappello panama e vestito interamente bianchi, occhiali rigorosamente senza lenti, bastone da passeggio e, come ciliegina sulla torta, il simbolo del partito che aveva fondato per prendere in giro gli allora amministratori comunali, ovvero il partito della bistecca (guarda caso la storia si ripete sempre). Purtroppo nei giorni della sfilata ebbi personali dei problemi e non potei presentarlo come si conveniva. Fu mio grande dispiacere aver coinvolto Enzo senza ottenere alcun risultato, dopo la sua disponibilità e partecipazione.

Non solo U Cillu: ecco la principessa Perseghina e U Ciantacoi

In data 9 dicembre 2018, presso il Salone delle Feste di Borghetto S.Spirito, alla presenza del Sindaco e di numerose maschere del ponente savonese, è stata festeggiato l’evento e ad accompagnare U Cillu vi erano altre due “creature” che hanno preso vita in seguito all’idea originale. In questo modo abbiamo ad affiancare quella principale anche la principessa perseghina e U ciantacoi.

Queste ultime due figure hanno la caratteristica di focalizzare l’attenzione sulle radici contadine della città rivierasca, in quanto il frutto della pesca era la principale fonte dell’ economia Borghettina dopo la prima guerra mondiale e ciantacoi era un riferimento al cavolo, ortaggio anch’esso coltivazione locale, tanto che una vecchia filastrocca per dileggiare quei di Borghetto, faceva cosi’: “Burghettin, ciantacoi e ravanin, porta u Cristu a-a reversa, anima persa“.

A molti di voi tutto questo non interesserà, ma a parte la maschera e il suo piccolo significato campanilistico, stiamo parlando delle radici di questo paese che stanno per sparire, di storie fantastiche e di lazzi che si inventavano e che si tramandavano. Di cittadini come appunto U Cillu, Pippu u Doria, U Bulla, Argentin, Angiulin u Borzi, Silvio u stagnin e tantissimi altri che, con le loro burla, verranno spazzati via, perché presto avremo perso le memorie storiche del paese. Un vuoto che non potremo colmare mai più.

Almeno salviamo l’irriverente, il fanfarone… Quello che sbeffeggiava i fanti e anche i santi, ma che faceva sorridere con piccole cose, con trovate geniali e spontanee. Un Borghettino non proprio modello di civismo, ma burlone si… e che forse ora sorriderà da lassù, assieme a tutti gli altri di quanto stiamo cercando di architettare alle sue spalle, per lasciarlo alla memoria di chi verrà.


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