Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Referendum giustizia. Dal Comune di Loano l’assessore: dai seguaci del ‘no’ “falsità, slogan ingannevoli e manifesti tossici”. 2 / Il video del presidente Grosso


La campagna referendaria sta decollando e dagli slogan le parti stanno cercando di convincere gli indecisi passando all’esame dei contenuti della Riforma che non riguarda la giustizia ma il principio di separazione dei poteri quale delineato dai padri costituenti.

Non è tuttavia cosa facile perché vi sono questioni tecniche. Il questo breve intervento il presidente del comitato per il no avvocato Enrico Grosso prova ad evidenziare alcune riflessioni. In un servizio informativo proviamo a riportare un passaggio interessante.
Sino alle votazioni ci ripromettiamo di pubblicare i vari interventi ( di entrambe le parti) che possano stimolare riflessioni ed approfondimenti da parte degli elettori.
2/A LOANO L’ASSESSORE  G.B. CEPOLLINA, GIA’ PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE, ESPONENTE DI FORZA ITALIA, HA MANDATO UN MESSAGGIO AI CITTADINI PER VOTARE ‘Sì’ .
Sul refendum sulla giustizia stiamo assistendo a una delle campagne più disoneste degli ultimi anni.
Il No non sta discutendo il testo, sta facendo propaganda sulla paura.
Ripetono ossessivamente che con il Sì “i giudici dipenderanno dalla politica”. Falso.
Nel testo NON c’è alcuna subordinazione al governo, NON c’è controllo politico delle sentenze, NON c’è un colpo di mano autoritario. C’è una riforma che può piacere o no, ma va giudicata per quello che è, non per quello che qualcuno inventa.
Qui non si argomenta: si manipola.
Si trasformano norme tecniche in scenari apocalittici, si attribuiscono intenzioni, si grida al golpe per non entrare nel merito.
Si può votare No, legittimamente.
Ma non raccontando bugie.
Chi difende davvero la democrazia non ha bisogno di falsità, slogan ingannevoli e manifesti tossici.
Qui il problema non è il referendum.
Il problema è una parte politica che ha paura di discutere seriamente e allora preferisce spaventare.
COMMENTI- Ivano Rozzi (EX SINDACO DI GIUSTENICE)- Che proprio la destra sia colei che poco alla volta distrugge il sistema di legalità nel nostro paese è allucinante. Dal conflitto d’interesse, all’abuso di ufficio ecc.. pagati a Forza Italia e Lega è vergognoso. E ciò che succede a Milano ne è la prova.

Mariasole Palla- Il Ministro Nordio ha ammesso che la riforma sulla separazione delle carriere non renderà la giustizia più veloce o efficiente, ma che il suo obiettivo è altro: separare i percorsi di giudici e PM per garantire maggiore autonomia a questi ultimi, ritenendo che l’unicità attuale li renda “sottomessi” alla politica, pur essendoci perplessità sulla sua reale efficacia e il timore che possa sottoporre i PM al potere esecutivo. La riforma, sancita costituzionalmente, introduce due carriere distinte (giudicante e requirente) e una nuova Corte disciplinare.

Argomentazioni a favore (secondo Nordio e sostenitori)
Maggiore autonomia dei PM: La separazione eliminerebbe l’impressione di “consorteria” tra giudici e PM, rendendo i pubblici ministeri più liberi dalle pressioni interne ed esterne, inclusa quella politica.
Risoluzione delle “degenerazioni”: La riforma mira a contrastare scandali come quello di Palamara, rafforzando l’indipendenza del PM.
Nuovo organo disciplinare: Una nuova Alta Corte disciplinare giudicherà i magistrati, riducendo i sospetti di corporativismo.
Critiche e perplessità (secondo oppositori)
Nessun beneficio per efficienza: Il Ministro stesso ha ammesso che non risolverà la lentezza della giustizia, obiettivo principale dei cittadini.
Rischio di controllo politico: Si teme che la separazione renda i PM più vulnerabili all’esecutivo, come avviene in altri paesi, compromettendo la loro indipendenza.
Divide et impera: Dividere la magistratura la rende più debole e attaccabile, indebolendo un sistema che storicamente ha garantito legalità attraverso l’unità.
Problemi già affrontati: La Riforma Cartabia aveva già limitato i passaggi tra le due funzioni (una sola volta nei primi dieci anni), una misura che, secondo i critici, è sufficiente.
Obiettivo reale: Molti ritengono che il vero scopo sia asservire il PM al potere esecutivo, non migliorare la giustizia per i cittadini, che non hanno mostrato interesse per il tema in passato.
Cosa cambia con la riforma. Costituzione: Modifica l’art. 104 per includere la distinzione tra carriera giudicante e requirente.
Percorsi separati: PM e giudici seguiranno percorsi distinti, non potendo più passare facilmente da una funzione all’altra.
Nuova Corte: Istituzione di una nuova Alta Corte disciplinare per i magistrati. Se non serve a rendere la giustizia piu veloce ed efficiente … a cosa serve? se non ai politici che la vogliono!!!!

Avatar

Trucioli

Torna in alto