Riceviamo: “Il 27% degli italiani è a rischio povertà abitativa. È urgente un piano casa nazionale e locale. Nella nostra provincia gli affitti brevi e gli sfratti per morosità eterni impoveriscono ulteriormente la nostra realtà abitativa”. E’ quanto scrive Luigi Tezel, consigliere comunale, esponente dell’UDC, a Garlenda, già dirigente dell’Ufficio Tecnico del Comune di Alassio.
Un tema grave, gravissimo, drammatico quella della casa per i residenti, per gli sfrattati, per le giovani coppie, per chi si separa legalmente (vedi in particolare il marito), per le persone anziane che, in affitto, devono lasciare la casa dove hanno abitato per una vita. Eppure non ha parte delle priorità delle forze politiche che governano a Roma in Regione, in provincia, nei Comuni. Il tema torna d’attualità quando la cronaca deve occuparsi di qualche caso che fa notizia, di una protesta. Circostanza assai rara perchè chi vive sulla propria pelle la disgrazia, la sofferenza, le notti insonne, quasi sempre è pure vittima del pudore e dell’amor proprio, non mettere in piazza lo stato di bisogno.
Il 18 novembre scorso si è leggeva: Emergenza abitativa, il Comune di Savona vara tre misure ….Oppure: Emergenza abitativa, ad Albenga 34 nuclei famigliari a rischio sfratto: il Comune aderisce alla richiesta di un “Piano Caa” nazionale. 17 ottobre 2025: Anziana sfrattata a Borghetto lancia un appello: “Ho 82 anni e non trovo una casa”. Lucia, ex proprietaria dell’alloggio, ora rischia di restare senza un tetto: “Cerco una casa in affitto, non voglio finire in un albergo”. Emergenza abitativa, anche in Valbormida cresce l’allarme …
17 ottobre 2025. Savona, emergenza casa nella provincia: 400 famiglie. Ancora: “Abbiamo lo sfratto, non sappiamo dove andare”: l’appello di una famiglia alla ricerca di una casa tra Borgio e Andora. “Siamo una famiglia normale, come tante: un docente di scuola superiore, un padre pensionato, impegnati da sempre nel volontariato e nella vita civile del nostro territorio”.
Tutto questo succede in provincia di Savona, ma non è certo migliore la situazione nell’imperiese. La Riviera Savonese e i primi comuni del retroterra che negli ultimi decenni hanno vissuto l’esplosione, quasi senza freni per una società civile, delle ‘seconde case’. I centri storici si sono pressoché ‘svuotati’ delle famiglie residenti’. Spesso hanno venduto gli stessi proprietari, un affare, per trasferirsi nell’immediata periferia, o in qualche paese limitrofo. Da mezzo secolo si continua a costruire senza tenere conto delle esigenze abitative dei meno abbienti, di chi non può comprarrsi un alloggio per se o per i propri figli. Chi ha potuto è ricorso al mutuo bancario che pesa per anni nel bilancio famigliare, nell’affrontare i bisogni dei figli che studiano.
Eppure le forze politiche – la prova del nove l’avete navigando sulle pagine facebook dei loro rappresentanti, alcuni con presenze da guinness – evitano di contribuire quanto meno ad una coscienza sociale, ad una sensibilizzazione, affinchè il ‘tema casa’ per i residenti e le future generazioni diventi un’emergenza da affrontare ad ogni livello sociale. Del resto sono gli stessi esponenti di partito- purtroppo in tandem con le forze della minoranza- che si fanno in quattro per conquistare visibilità, spazi, potere, clientele, evitando di occuparsi degli ‘ultimi’ ovvero dei senza casa.
L’aspetto più allarmante è che se negli anni ’70-’80-’90 sul mercato si poteva trovare abitazione per famiglie- ovvero almeno trilocali- oggi si punta tutto al bilocale. In pratica si sono chiuse le porte ai nuclei famigliari. La speculazione immobiliare è più forte di prima, ma almeno in passato era un argomento che teneva banco tra le forze politiche, nella società, nei programmi elettorali. Figurava tra le priorità di un sindaco, di un parlamentare, oggi viene ignorato. Per chi fa politica la corsa è l’apparire, annunciare, darsi merito di questa o quella opera pubblica, del finanziamento, del progetto come se si trattasse di un fatto personale. E’ la decadenza di una classe politica che non conosce limiti e pare non se ne renda conto. O meglio siamo al governo dei mediocri. I senza casa possono aspettare.
TITOLO DEL SECOLO XIX / LA GRANDE FUGA- Crescono i liguri residenti all’estero: sono 27 mila in più negli ultimi 5 anni-La percentuale regionale degli iscritti all’Aire è sensibilmente superiore rispetto alla media italiana. Gerini (Confindustria): “Dobbiamo dare opportunità occupazionali in Liguria alle nuove generazioni”.

