Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

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Forza Nuova Liguria difende il vescovo Suetta: ‘Un popolo che uccide i suoi figli non ha futuro’. Petizione: ‘Massacrato per il suo coraggio’. Campana contro l’aborto. Sit-in di studenti, flash mob, si allarga la protesta


Non si placano reazioni e polemiche all’iniziativa del vescovo di Sanremo-Ventimiglia di far suonare ogni sera, alle 20, la “Campana dei Bambini Non Nati”. Inaugurata nella torretta di Villa Giovanna d’Arco, sede della Diocesi, suona  per celebrare i feti abortiti, impropriamente e definiti “bambini non nati”. L’Alleanza Cattolica e Centro Studio Rosario Livatino promuovono un incontro on line con mons. Suetta. Tema: ‘Riflessione su in’iniziativa che fa discutere’. Anche Forza Nuova Liguria, dopo l’UDC, scendo in campo a difesa del prelato.

‘PROVITA&FAMIGLIA’ scrive: Pubblicati articoli pieni di falsità e menzogne, dichiarazioni politiche al vetriolo, presidi e manifestazioni di protesta, insulti, offese e minacce sui social e l’immancabile ‘corteo studentesco’ pilotato dai partiti. La consigliera di Pari Opportunità della Regione Liguria, Laura Amoretti, ha persino scritto una lettera di “protesta” a Papa Leone XIV. Senza vergogna.

La dizione del logo ufficiale non indica Diocesi di…..ma CHIESA DI VENTIMIGLIA SAN REMO
Il vescovo Suetta e la nuova campana che porta inciso il suo nome

E’ scritto sul sito della ‘Chiesa di Ventimiglia Sanremo‘ del 4 gennaio 2026: In seguito all’inaugurazione della “Campana dei Bimbi non Nati” avvenuta presso la sede dalla Curia Vescovile in Sanremo, e ai numerosi riscontri da parte di fedeli, media nazionali e personalità pubbliche, S. E. Mons. Antonio Suetta, Vescovo di Ventimiglia – San Remo, desidera esprimere il proprio sentito ringraziamento.

Il Vescovo è grato innanzitutto a quanti (persone singole, associazioni, movimenti, gruppi ed esponenti politici) hanno accolto con favore l’iniziativa e ne hanno compreso il profondo significato spirituale e umano: un invito alla preghiera per la vita nascente, un gesto culturale e pastorale che richiama il valore inviolabile di ogni esistenza umana, a partire dai primi istanti.

In modo particolare, la Diocesi desidera ringraziare il quotidiano “Avvenire” per l’attenzione riservata all’iniziativa e per l’approfondimento pubblicato, intitolato “Per chi suona la campana di Sanremo”, che ha contribuito a collocare la nostra esperienza all’interno di un orizzonte ecclesiale più ampio illustrando bene le ragioni che l’hanno promossa.

Si desidera inoltre sottolineare con gratitudine che quest’iniziativa non nasce nell’isolamento, ma si inserisce in un percorso già ben frequentato nella vita della Chiesa. In diversi contesti internazionali, la “Campana dei Non Nati” è divenuta simbolo di preghiera e di speranza per la vita nascente.

L’Associazione “Sì alla Vita” ha accompagnato questa tradizione con fervore pastorale, promuovendo il valore della maternità e dell’accoglienza della vita fin dal suo primo respiro.

È significativo ricordare che Papa Francesco ha più volte benedetto e incoraggiato la diffusione di questa speciale campana come messaggio a favore della vita, quale strumento di preghiera e di intercessione per i più piccoli e per le famiglie.

DA ‘PROVITA&FAMIGLIA’: Firma subito questa petizione: Al Vescovo di Sanremo-Ventimiglia
Mons. Antonio Suetta, Eccellenza, firmando questo appello pubblico desidero esprimere la mia piena solidarietà per i vili e infamanti attacchi che da giorni sta subendo da partiti, media e organizzazioni di estrema sinistra, solo per aver dedicato una campana della Sua Diocesi alla memoria dei bimbi mai nati a causa dell’aborto.

Questa campagna di diffamazione politica è un grave attentato non solo al diritto della Chiesa cattolica di svolgere liberamente la propria missione secondo il proprio insegnamento morale, ma anche alla libertà di opinione, di espressione e di religione di ogni cittadino italiano. Auspico che questa gogna, fondata su mistificazioni, cessi presto e che Lei possa proseguire con fermezza nelle Sue decisioni, ricevendo la solidarietà delle autorità civili ed ecclesiastiche. Con stima e rispetto……..,

Un Vescovo ‘massacrato’ per il suo coraggio. È ciò che sta accadendo in questi giorni a Sanremo, dove il Vescovo Antonio Suetta ha “osato” dedicare una campana della Diocesi alla memoria dei bimbi mai nati a causa dell’aborto. Non un gesto di giudizio o condanna, ma di pietà umana e cristiana per milioni di vite spezzate prima di nascere. Una iniziativa in linea con l’insegnamento della Chiesa Cattolica e, comunque, protetta dalle leggi dello Stato sulla libertà di opinione, espressione, manifestazione e religione.

Una libertà che il Vescovo di Sanremo sta pagando a caro prezzo. Media, partiti, collettivi, sindacati e organizzazioni di estrema sinistra hanno innescato una violenta campagna diffamatoria contro Suetta.

Articoli pieni di falsità e menzogne, dichiarazioni politiche al vetriolo, presidi e manifestazioni di protesta, insulti, offese e minacce sui social e l’immancabile ‘corteo studentesco’ pilotato dai partiti. La consigliera di Pari Opportunità della Regione Liguria ha persino scritto una lettera di “protesta” a Papa Leone XIV. Senza vergogna.

L’accusa? Aver osato attaccare il “diritto” all’aborto. La reazione? La gogna pubblica. L’obiettivo? Intimidire chiunque non si allinea.

Dicono di difendere la “laicità” dello Stato. Ma è proprio la laicità dello Stato a difendere la libertà di espressione sull’aborto.

Qui, poi, non si tratta di essere pro o contro la Campana per la Vita. È in gioco la stessa libertà di opinione ed espressione. Stavolta, è in gioco soprattutto la libertà religiosa.

Vogliamo denunciare questo crescente clima di intimidazione e persecuzione manifestando pubblicamente la nostra solidarietà a Mons. Antonio Suetta.

Attaccano lui per intimidire tutti noi. E tutti noi, insieme, risponderemo. Firma ora l’appello di solidarietà pubblica al Vescovo di Sanremo Antonio Suettagli consegneremo presto personalmente tutte le adesioni raccolte.

ARTICOLO DEL SECOLO XIX -IMPERIA DEL 12 GENNAIO 2026

2/ARTICOLO DEL SECOLO XIX-IMPERIA  DEL 11 GENNAIO 2026

 

3/Savona, in piazza Sisto il flash mob contro la “Campana dei bimbi mai nati

Perché definire omicidio una scelta riconosciuta dal diritto e tacere sull’“omicidio psichico” delle vittime di violenze del clero”

Francesco Zanardi, presidente della Rete L’Abuso e organizzatore del flashmob a Savona e Antonio Signorile titolare dei sito Uomini Liberi (Politica Savonese online) e del blog Trucioli Savonesi. A ogni rintocco di campana, a Savona sono stati i letti alcuni dei nomi e delle storie delle 1.162 vittime di abusi e molestie da parte della Chiesa. In Liguria, i casi censiti sono 70: 15 a Genova, 24 a Imperia, 10 a La Spezia e 21 a Savona. In 51 situazioni non si è mai arrivati a un procedimento nella giustizia ordinaria. «C’è Alessandro, entrato in seminario a dieci anni con una fede sincera, distrutto da un seminarista “anziano” protetto dai vertici», legge Zanardi. «C’è Samir, nella comunità per minori di via Manzoni a Savona, dove le porte delle camere erano state tolte per facilitare gli abusi. C’è Mirko, stuprato in tenda durante una gita parrocchiale, che oggi porta sul petto un rosario tatuato con una lametta al posto della croce. C’è Erik, tolto a un padre violento e affidato a un prete che lo era altrettanto. Poi Sara, Paolo, Luis Mario, abusato in una missione all’estero e ignorato dalla chiesa anche dopo la denuncia». Racconti diversi, vicini nella dinamica: il silenzio, la protezione dei responsabili, l’isolamento delle vittime.  (Il video…………….)

Savona. Si è svolto nel tardo pomeriggio di oggi, poco dopo le 18, in piazza Sisto IV il flash mob “Per chi suona la campana”, promosso dall’associazione Rete l’Abuso contro l’iniziativa del vescovo di Sanremo-Ventimiglia Antonio Suetta denominata “Campana dei bimbi mai nati”.

L’iniziativa è nata in risposta alla notizia, diffusa il 30 dicembre scorso dalla diocesi di Sanremo, dell’installazione della campana dedicata ai bambini non nati, fatta suonare quotidianamente. Una scelta che ha suscitato indignazione anche tra le vittime di abusi sessuali commessi in età infantile da esponenti del clero. “La Chiesa cattolica – hanno spiegato gli organizzatori – continua a tuonare contro un diritto e a voler gestire il corpo delle donne, ma costruisce muri di silenzio quando si tratta di affrontare concretamente gli orrori della pedofilia praticata dai propri ufficiali”.

Durante il flash mob, al rintocco simbolico di una campana, i promotori avrebbero dovuto leggere uno ad uno i nomi dei 1162 casi di pedofilia nel clero registrati in Italia dal 2000 a oggi, ricordando le migliaia di vittime censite nel Paese (un passaggio saltato a causa delle temperature eccessivamente rigide della serata savonese). “Vittime che non hanno mai ricevuto giustizia dalla Chiesa – hanno sottolineato – e che di fronte a iniziative come quella di Sanremo si chiedono perché si definisca omicidio una scelta riconosciuta dal diritto, mentre si tace sull’“omicidio psichico” subito da chi ha vissuto la violenza”.

Savona, città in cui ogni giorno risuona una campana simbolo di libertà, può avere anche una campana per ricordare tutte le bambine e i bambini rimasti vittime“, hanno concluso gli organizzatori al termine della manifestazione.


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