Il sindaco di Savona Marco Russo ha visitato l’ospedale San Paolo, alla vigilia di Natale, per gli auguri. “Faccio periodicamente visita al personale del San Paolo, questa volta però l’incontro aveva un significato particolare”.2/Il Circolo operaio “A.Bogliani”: conferenza: Il senso storico della nostra militanza quotidiana.

RICORDO DI UN VALOROSO CRONISTA- 50 anni fa, alle 23,45, ci lasciava Armando Moreschi, un amico e un collega prezioso. Fino all’ultimo momento ha scritto le notizie della giornata nella redazione di Savona del Secolo XIX. Un improvviso malore, la ‘corsa’ al Pronto Soccorso del vecchio San Paolo.
Era il 7 gennaio 1976, un mercoledì sera, in un lampo ci lasciava. Aveva 36 anni. Era il cronista di punta della redazione savonese del Decimonono: fiuto per la notizia, instancabile tessitore di rapporti con ogni possibile fonte di informazione, ore di posta in questura e nelle caserme dei carabinieri, notti trascorse al posto di pronto soccorso del San Paolo, quello storico di corso Italia, a giocare a carte con i medici di guardia (ricordiamo Selis, Scotto, Varaldo) per raccogliere informazioni e testimonianze di fatti di cronaca. E poi, per non farsi mancare niente, i turni sulle ambulanze della Croce Bianca, la sua seconda casa.
Quando era sulla notizia non mollava mai, giorno e notte, riposi saltati, non c’era bisogno di chiederglielo, appostamenti rischiosi per fare una fotografia in esclusiva. Un cronista di razza. Armando era nato a Dego. Aveva lasciato presto la scuola per aiutare la mamma e la zia, tutta la sua famiglia, ed era andato a lavorare come aiuto macellaio. Ma già coltivava la passione per il giornalismo: divorava i giornali, soprattutto le notizie di cronaca nera; si dava da fare, chiedeva, si informava, seguiva l’attività del Comune, fino a proporsi come corrispondente de Il Lavoro, che all’epoca contendeva a Stampa, Secolo XIX e Gazzetta del Popolo la piazza savonese. Inviava piccoli articoli con il Fuori Sacco, telefonava agli stenografi le notizie fresche di giornata. Un martello. Un incubo per i colleghi delle altre testate, all’epoca abituati ai giri di cronaca in gruppo.
Il trasferimento alla Coop di Savona, quando la sede era in via Nazaerio Sauro, dove oggi c’è un grande negozio di articoli per l’infanzia, era l’occasione che aspettava: mattino in macelleria, pomeriggio e notte a caccia di notizie. Dava “buchi” a tutti: battitore libero non amava le veline e i comunicati stampa, cercava l’esclusiva, lo scoop come è diventato di moda. La “nera” era la sua specialità: indagava, si infilava nelle indagini, violava le zone vietate (primo ad entrare nell’area top secret di Pian dei Corsi). Coltivava le sue fonti privilegiate: il maresciallo Rizzelli della squadra mobile, il maresciallo Fazari e il tenente Rocca dei carabinieri, Casari, Barbieri e Feci del posto di polizia del San Paolo.
L’uomo giusto per rafforzare la pur agguerrita neonata redazione provinciale del Secolo XIX impegnata, sotto la guida di Bruno Bini, nella sfida alla Stampa per la leadership in edicola. Bini, maremmano ed ex incursore del Varignano, di cui andava fiero, appena entrato nella nuovissima sede di piazza Mameli, sopra il Caffè Ligure, non impiegò molto a capire, dalla letture delle pagine locali de Il Lavoro, che quel tal Moreschi aveva la stoffa per dare energia e determinazione alla redazione. Armando portò il suo entusiasmo, il suo sacro fuoco, la sua passione al servizio del Decimonono. Una sferzata di entusiasmo e l’immancabile rivalità tra i colleghi.
Era sempre il primo a portare la notizia in redazione. Fino all’ultimo giorno. Al ritorno da un servizio su un cruento fatto di cronaca. L’infarto lo ha fermato alla sua scrivania, davanti alla macchina per scrivere, in mano l’inseparabile pipa, il rituale bicchierino di grappa sullo scrittoio. Se n’è andato all’improvviso, davvero troppo presto, un cronista votato al suo mestiere di cacciatore di notizie. Un esempio di passione e senso di appartenenza. Per chi ha lavorato al suo fianco un vuoto che nessuno è riuscito a colmare del tutto.
Armando riposa nel piccolo cimitero di Dego. Ma resta nel cuore di chi tanto lo l’ha apprezzato e gli ha voluto bene. E non lo dimentica. (Luciano Angelini)
Con il direttore generale di ASL2 – Azienda Sociosanitaria Ligure 2 Michele Orlando e il direttore sanitario Luca Garra, che ringrazio per la disponibilità, sono andato all’ospedale San Paolo per incontrare i medici e il personale sanitario dei diversi reparti e portar loro gli auguri di Natale, ringraziarli del lavoro che quotidianamente svolgono e far sentire a tutto il personale la vicinanza e il sostegno della nostra comunità.LOTTA COMUNISTA: 60 ANNI DEL GIORNALE LENINISTA – Il senso storico della nostra militanza quotidiana. Giovedì 15 gennaio alle ore 17.30, presso il Teatro Comunale Gabriello Chiabrera, in piazza Armando Diaz, a Savona.
La manifestazione sarà inoltre l’occasione per ricordare nella sua Savona Arrigo Cervetto, militante partigiano e fondatore del giornale.


