Grazie Paolo! Marito, papa, nonno. Giovane combattente partigiano e umile contadino. Cittadino d’altri tempi che auguravi una società di gente perbene e che non dimenticasse le proprie origini. La sua forza era la rettitudine e la coerenza di vita con se stessa e verso gli altri. Senza mania di esibizionismo, custodiva i ricordi, il lungo cammino della sua Pietra e della sua gente. La gioia di una famiglia unità e ricca di veri valori.
Paolo Pesce, 99 anni, testimone e custode di un’epoca storica e di un mondo, di una città, che non c’è più. E’ la prima volta che il popolare sito Res Pubblica-Gazzettino di Pietra Ligure, raggiunge 400 commenti-partecipazione per un lutto che coinvolge gran parte della comunità pietrese e oltre i confini comunali.

Per Pietra Ligure una pagina di storia da tramandare. Una lezione, che ci ripropone i valori praticati da chi ha servito la Patria lottando contro la dittatura. Di quanti, nonostante le umili origini, grazie ai loro ideali, non hanno esitato a schierarsi contro il potere nemico della Libertà, con L maiuscola. Non già per una politica non liberticida che limita o sopprime le libertà fondamentali (come la libertà di espressione, di stampa, di associazione nel rispetto di una Costituzione democratica).
Paolo, uno di noi, che non accettava compromessi contrari alla sua coscienza, a quella di un cittadino che ha vissuto il dominio fascista, il baratro dell’infamia, di chi non si schierava con il più forte, ma con la giustizia degli onesti e della verità. Di chi ha conosciuto un regime che ha mandato alla morte centinaia di migliaio di figli della Patria, che ha lasciato organi e madri vedove. Testimone della sorte che prima a poi tocca ai dittatori.
Paolo cosciente e mareggiato verso quanti si ispirano a ideologie fasciste, naziste (nazionalsocialiste) o comuniste, ma anche ad altre forme di autoritarismo strisciante, il culto del leader, contro l’uso della violenza. Contro la repressione che si manifesta sotto varie forme. Paolo nemico della corruzione come metodo di governo e clientelismo. Fascismo e Nazismo si influenzarono reciprocamente, mentre il Comunismo, pur essendo ideologicamente opposto, ha prodotto regimi totalitari con metodi simili. E oggi, come di ieri, Paolo che non ha mai dimenticato la sua cristallina fede partigiana, si preoccupava della deriva del nazionalismo estremo. Paolo che insegnava con il suo modello di vivere, l’educazione civica al bene comune e non poteva condividere la politica come strumento di sopraffazione ai danni del più debole ed indifeso. Ma anche lo sgretolamento di molte famiglie che trascina nella sofferenza e nella zona buia. E’ stato iscritto al PCI, al PdS infine al PD fino alla fine. Il termine “anticomunista” non gli si addice. Ha fatto della militanza antifascista una ragione di vita. Aveva compagni comunisti come socialisti o popolari in montagna Era al funerale di Pajetta, Berlinguer, Longo.
DA RES PUBBLICA-
“Pietra Ligure, questa mattina, si è svegliata più povera. Con la scomparsa di Paolo Pesce, avvenuta alla veneranda età di quasi cento anni, la nostra comunità perde un testimone della storia e una persona fondamentale per la sua identità civile – esordisce il Sindaco di Pietra Ligure Luigi De Vincenzi anche a nome di tutta l’Amministrazione comunale. Conosciuto e amato da tutti come il “Partigiano Pietra”, Paolo ha incarnato per quasi un secolo i valori più alti su cui si fonda la nostra Repubblica. Staffetta partigiana in gioventù nella IV Brigata “Manin“, ha vissuto l’intera esistenza restando fedele a quella scelta di libertà compiuta da ragazzo tra le montagne di Rialto e Calice – continua il Sindaco.
