Il vescovo Suetta: ‘L’aborto non è un diritto ma un delitto’ e ogni sera fa suonare la campana. È polemica. La consigliera di parità della Regione scrive al Papa: ‘Attacco frontale alle donne’
Trucioli.it aveva titolato: “Lettera pastorale ‘Pane, non pietre’. Il sinodo su ‘inclusione e integrazione’ di persone omoaffettive, transgender, more uxorio”. Il vescovo della Diocesi di Sanremo-Ventimiglia, Suetta: ‘Le mie critiche basate su dottrina e Catechismo’ (vedi…….) 2/Laura Amoretti, imperiese, consigliera di parità della Regione Liguria, invia una lettera al Papa denunciando un attacco frontale alle donne. 3/L’UDC , scende in campo, scrive al pontefice e difende l’operato del prelato.
Due giorni dopo il vescovo Antonio Suetta si dice sorpreso dalle molteplici reazioni e difende l’iniziativa. La campana porta inciso il suo nome.
Il vescovo Antonio Suetta è nato a Loano, 63 anni, primogenito dei due figli di Giovanni (†) e di Maria Caterina Rembado, stimata famiglia di agricoltori. Nel 2014 papa Francesco gli affida la Diocesi di Sanremo-Ventimiglia. Ha insegnato religione al liceo classico statale di Imperia. Nel 1988 si licenzia in sacra teologia con una tesi su Il carattere escatologico della domenica presso la Pontificia Università Lateranense. Presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose diocesano è docente di teologia fondamentale, ecclesiologia e mariologia, docente di sacramentaria e liturgia. Vicario parrocchiale Cesio-Arzeno d’Oneglia, parroco di Caravonica, a Borgio Verezzi, rettore del seminario vescovile di Albenga, dottorato in teologia presso il Pontificio ateneo Regina Apostolorum di Roma. Docente di Teologia Fondamentale, Ecclesiologia e Mariologia nel Corso Teologico del Seminario diocesano in Albenga, direttore della “Caritas” diocesana, membro e segretario del Consiglio Presbiterale diocesano. membro del Consiglio d’Amministrazione della Pontificia Fondazione per i Beni e le Attività Artistiche della Chiesa – Città del Vaticano. direttore dell’Ufficio Amministrativo ed Economo diocesano. responsabile diocesano del Servizio per il Sostegno Economico alla Chiesa.Canonico maggiore della chiesa Cattedrale di San Michele Arcangelo in Albenga. Membro del Collegio dei Consultori.Incaricato dell’Ufficio diocesano per la nuova edilizia di culto.È delegato per tempo libero, turismo e sport della Conferenza episcopale ligure..
«Non mi aspettavo così tante reazioni, so che il tema suscita molta attenzione, da questo punto di vista sono contento, a mio parere è giusto che si approfondisca e si chiariscano tanti aspetti etici e morali, ma alcune reazioni mi sembrano esagerate. Parlo degli interventi che semplicemente non argomentano, ma tendono solamente ad essere offensivi. Questo non va bene, ma bisogna avere pazienza: sulle cose si deve sempre ragionare, su questo ancora di più essendo un tema così importante».
Suetta ricorda che non si tratta di un’iniziativa nuova. «Abbiamo benedetto la campana il 5 febbraio 2022, durante la veglia di preghiera la Giornata della Vita, nella concattedrale di San Siro, annunciando la volontà di ricordare i bambini non nati, di dare voce a chi non ha potuto avere voce, di custodire nel cuore della Chiesa il ricordo dei bambini che non sono venuti al mondo a causa dell’aborto. Ho spiegato bene tutto, ho scritto a lungo: il suono della campana vuole essere un richiamo quotidiano alla coscienza, alla preghiera e alla misericordia. E allo stesso tempo un invito al silenzio, alla riflessione, alla compassione e alla speranza. Serve a ricordare che l’aborto non è un diritto ma un delitto. Ho ricevuto molte attestazioni di stima sia da parte dei fedeli che di diverse associazioni. È un tema di grande interesse, tocca doverosamente la sensibilità, è normale che le persone si esprimano. L’importante è non offendere, parlare attraverso gli argomenti. Se si sposta su un altro livello a me non interessa».
Su di essa è incisa la scritta «Quaranta giorni per la vita – 28 dicembre 2021 – 6 febbraio 2022. A tutti i bambini non nati», e il nome del vescovo. La scelta del 28 dicembre quale primo giorno per attivare la campana è legata alla memoria liturgica dei Santi Innocenti Martiri, i neonati che, secondo la Bibbia, Erode fece sterminare a Betlemme nel tentativo di uccidere anche Gesù. «Ogni vita è un dono, che ogni essere umano ha una dignità infinita e che la risposta cristiana alle ferite del mondo passa sempre attraverso l’amore, l’accoglienza e la verità». —
LAURA AMORETTI, CONSIGLIERA DI PARITA’ DELLA REGIONE LIGURIA SCRIVE AL PAPA
Laura Amoretti doveva essere la candidata del Pd alle comunali di Imperia del 2023: “Una candidata moderna, innovatrice, già impegnata da tempo nelle istituzioni, come consigliere regionale di Parità”. Poi è stato scelto Ivan Bracco. In lista Amoretti ha ottenuto 302 preferenze, al terzo posto. Il 7 agosto 2023 colpo di scena in consiglio comunale. Laura Amoretti e Silvia Mameli, rispettivamente ” Partito Democratico” e ” Imperia senza Padroni” hanno abbandonato i loro gruppi di appartenenza per creare un ” Gruppo Misto”
«Ho pensato di scrivere di rettamente al Papa, perché credo sia giusto evidenziare come la scelta di fare suonare ogni sera una campana per i bambini non nati, sia un attacco frontale alle donne. Riapre dolorose ferite con disumana violenza».
Riporta un articolo del Secolo XIX-Imperia: “La Consigliera di parità della Regione, Laura Amoretti, ha riflettuto a lungo prima di prendere la decisione di rivolgersi direttamente al Santo padre. «Credo sia la strada giusta, la campana non può essere il simbolo di un richiamo e di un giudizio della Chiesa».
E così ha preso carta e penna, perché – come le è stato detto dalla Santa sede – Papa Leone XIV riceve solo lettere inviate per posta, non mail o altri tipi di messaggi. La lettera, che sarà imbucata questa mattina in un ufficio postale dell’entroterra imperiese, arriverà a Roma sulla scrivania del Papa nei prossimi giorni. «Santo Padre, mi rivolgo a voi in qualità di Consigliera di parità della Regione Liguria, nel rispetto profondo del Vostro ruolo e dell’importanza che la Chiesa cattolica riveste per molte cittadine e molti cittadini – è il testo – Desidero con questa breve nota condividere l’inquietudine che ha generato in molti la recente iniziativa assunta dal vescovo della Diocesi di Ventimiglia e Sanremo, monsignor Antonio Suetta, ovverosia quella di far suonare, ogni sera alle 20, una campana in memoria dei cosiddetti “bambini non nati” a seguito di interruzione volontaria di gravidanza, come “richiamo quotidiano alla coscienza”. Tale decisione, per il suo forte valore simbolico, ha suscitato preoccupazione e dolore in molte donne e famiglie, oltre a generare un clima di giudizio e stigmatizzazione rispetto a scelte personali spesso maturate in contesti complessi e sofferti. L’interruzione volontaria di gravidanza è infatti una scelta tutelata dall’ordinamento dello Stato italiano, regolata dalla legge 194 del 1978, parte integrante dei diritti di salute pubblica, nata anche per contrastare l’illegalità e riconosciuta come diritto sanitario e civile, spesso maturata in contesti di grande complessità personale, sociale ed economica. In una società pluralista e in uno Stato laico, iniziative di questo tipo rischiano di trasformarsi in un giudizio pubblico sulle donne, sul loro corpo e sulla loro autodeterminazione, alimentando una narrazione che non tiene conto della responsabilità, della sofferenza e della consapevolezza che accompagnano tali decisioni».
E la richiesta rivolta al Santo padre: «Nel mio ruolo istituzionale, volto alla promozione della parità di genere, della non discriminazione e del rispetto reciproco, non posso non rilevare come simili iniziative rischiano di contribuire ad incrementare, anziché ridurre, disuguaglianze di genere, colpendo soprattutto, ancora una volta, una parte specifica della popolazione: le donne. Nel rispetto della libertà religiosa e del ruolo che la Chiesa cattolica riveste per molte persone, ritengo tuttavia doveroso evidenziare che la funzione delle istituzioni – religiose e civili – dovrebbe essere quella di accompagnare, ascoltare e sostenere, non di dividere o di es porre al giudizio pubblico scelte intime e legalmente riconosciute. Auspico che, anche su temi eticamente sensibili, prevalgano linguaggi e iniziative capaci di tenere insieme il rispetto delle convinzioni religiose e la tutela dei diritti, della dignità e della libertà delle donne, evitando azioni che rischiano di riaprire ferite e acuire conflitti sociali».
2/ARTICOLO DEL SECOLO XIX-IMPERIA
3/LETTERA DELL’UDC A PAPA LEONE:
‘IL SUONO E’ SEGNO DI COMPASSIONE E RISPETTO PER LA DIGNITA’ DI OGNI VITA’