Le indiscrezioni parlano dei primi proseliti anche nel ponente dove era stato ospite a Loano. Roberto Vannacci ha lanciato un think tank “al contrario” che rivaluta la massoneria (tra i ‘fratelli’ diversi esponenti anche di primo piano nel savonese e imperiese). L’associazione dell’ex generale si dota di un centro studi: si chiama Rinascimento nazionale per una proposta politica definita “neogollista”.

LA NOTIZIA E’ STATA PUBBLICATA DA LA REPUBBLICA – All’attuale struttura parallela, cioè un partito nel partito, mancava giusto il “think tank”, il laboratorio culturale insomma. Così l’associazione Mondo al contrario di Roberto Vannacci – il quale è anche uno dei quattro vicesegretari della Lega – si dota di un centro studi: si chiama Rinascimento nazionale. Per una proposta politica definita “neogollista” e che tra le varie cose, oltre al Ventennio fascista, riabiliti pure la massoneria, «la matrice culturale del Risorgimento e dei Padri della Patria».
Ma andando con ordine. «Sta prendendo forma l’architettura culturale e strategica del progetto politico-culturale guidato dal vicesegretario della Lega Nord», ha annunciato nei giorni scorsi Luca Sforzini, in passato molto vicino a Vittorio Sgarbi, tra Lega, Pri e Forza Italia, oggi animatore del laboratorio. Il quale ha sede a Castellar Ponzano (una frazione del Comune di Tortota provincia di Alessandria) in un maniero medievale ribattezzato ‘Castello Sforzini’. Rinascimento nazionale servirà a «dare solidità teorica al bisogno diffuso di rinascita e di rivolta contro l’omologazione e il pensiero unico», è scritto sul loro sito.
A sentire Sforzini, oggi servirebbe «una forma di gollismo italiano contemporaneo, capace di parlare ai ceti produttivi, ai mondi esclusi dalla rappresentanza e a quella parte di Paese che non si riconosce più nei tradizionali schemi destra/sinistra». Dopodiché Sforzini è anche appassionato di studi massonici e tre giorni fa ha anticipato il contenuto di un’intervista rilasciata all’inviato di Report Luca Chianca: «L’Italia deve finalmente fare pace con la propria Storia. Non solo con il Ventennio ma anche con la massoneria. È inutile far finta che non esista, demonizzarla o strumentalizzarla: ha contribuito a plasmare classi dirigenti, visioni politiche e idee di Stato. Se ne può parlare criticamente, ma smettiamola con i tabù». Perciò «chi demonizza la massoneria per riflesso ideologico dimostra solo paura della conoscenza e della complessità della storia italiana. Non per via della degenerazione della P2 possiamo cancellare un asse portante della Storia d’Italia, così come difendiamo l’istituzione millenaria della Chiesa cattolica nonostante gli scandali che a volte la lambiscono».
Parole che faranno discutere all’interno della stessa galassia di estrema destra che, in forme diverse, guarda con interesse all’avventura politica dell’ex generale e oggi eurodeputato. Storicamente fascismo, neofascismo e massoneria – considerata anticristiana e relativista – sono nemici, perlomeno a parole. Nei fatti le ambiguità sono state molte, anche perché ritualità, gerarchia e una sorta di “culto dell’iniziazione” sono caratteristiche simili tra i due mondi. Chissà comunque se alla base del Carroccio questa esaltazione massonica del think tank di Vannacci piacerà.
L’articolo 8 dello statuto della Lega, già dai tempi di Bossi, non vieta direttamente la massoneria, ma pone il divieto di appartenenza a logge massoniche per chi ricopre specifiche cariche pubbliche, in nome della trasparenza e del buon andamento della Pubblica Amministrazione, basandosi su principi costituzionali come l’art. 97 della Costituzione e la necessità di evitare conflitti di interesse o influenze occulte. La Massoneria, in sé, non è illegale in Italia, ma deve rispettare la Costituzione e non celare scopi illeciti. Ebbene tra le province di Savona e Imperia (ma possiamo ricordare anche il basso Piemonte) sono almeno una quindicina tra sindaci, assessori provinciali e regionali, quattro (?) tra deputati e senatori, con la tessera della Lega Salvini Premier e iscritti a logge di due Obbedienze (Palazzo Giustiniani e Piazze del Gesù).

2/LOANO 23 SETTEMBRE 2024- LA STAMPA – Roberto Vannacci, europarlamentare della Lega ieri sera a Loano per sostenere la candidatura a presidente di Marco Bucci. Un centinaio le persone che lo attendevano in piazza Rocca, molti con il suo libro in mano, “Il mondo al contrario”, per assicurarsi l’autografo. Con Vannacci, sul palco, sono saliti il viceministro ai trasporti, Edoardo Rixi, capolista del Carroccio alle prossime elezioni Regionali, il senatore Roberto Bruzzone e il sindaco Luca Lettieri.
«Se fosse in vigore lo ius soli, io sarei di La Spezia», ha detto Vannacci ricordando la propria origine ligure. E cogliendo lo spunto per attaccare le proposte della Sinistra. «L’Europa è un’animale strano – ha detto- che ripropone le idee della Sinistra e, insieme, fomenta la guerra. La stessa Sinistra che non tiene in considerazione le nostre esigenze di sicurezza. I Liguri chiedono più sicurezza. Per questo confido che voi saprete scegliere bene alle elezioni regionali».
Sul palco il viceministro Rixi, che ha puntato sul tema della sicurezza. «L’immigrazione incontrollata è un problema. Non dobbiamo permettere che venga cancellata la nostra identità nazionale. Dobbiamo ripartire dalle persone e dalle loro esigenze. Lavoro, sicurezza nelle città».
