E’ in corso di progettazione e valutazione di fattibilità, un progetto di centrale eolica che, qualora realizzato, letteralmente sventrerebbe il Monte Camuléra con una strada della lunghezza di oltre 10 chilometri e della larghezza di oltre 6/8 metri, che dalla borgata Valle salirebbe in cima alle montagna fino a scendere fin quasi ad Osiglia.
di Franco Zunino*
In base a quanto finora noto, questa strada dovrebbe partire dalle vicinanze della borgata Valle, arrampicarsi tra larghi e disastrosi tornanti lungo le pendici del Bric dell’Arma, per portarsi sul crinale dell’Orsera fino alla “baracca dei funghi” e poi al Bric Finarin, attraversare poi l’alta valle del Rio Zionia e giungere alla lapide dell’eccidio dei partigiani del 1944, da dove proseguire oltre, e, passando poco a sud del crinale del Camuléra e al Bric Pennacchio, giungere al Bric Morté e poi alla Costa sopra la borgata Monte in territorio del limitrofo Comune di Osiglia.
La gente di Murialdo e di Osiglia accetterà che il loro Monte Camuléra sia violentato da un progetto la cui durata difficilmente supererà i venti/trent’anni, e le cui spese di smantellamento di quello che ne resterà il giorno che la centrale cesserà di funzionare (come è ben previsto per questi progetti: ricordiamoci della “Baltera”, dove il Comune di Bormida non trova i soldi per smantellare un’unica torre eolica, perché non esistono più i soldi promessi e accantonati per farlo, e perché non esiste più la società creata apposta per costruirla!)? Sappiano i cittadini di Murialdo e di Osiglia, che se non loro, i loro eredi, i figli e i nipoti, probabilmente si troveranno sul “groppone” amministrativo la spesa per smantellare (e, cosa forse più grave, smaltire!), questo progetto il giorno che sarà divenuto obsoleto!
Proprio per questo, si spera ed auspica che le due amministrazioni comunali non si dimostrino sensibili e/o titubanti in merito alla proposta avanzatagli, e si oppongano anch’esse al progetto, senza lasciarsi lusingare da offerte di aiuti e di “compensazioni economiche” nella speranza di risolvere problemi sociali come l’improbabile aiuto per il disinquinamento della ex cartiera di Valle (in realtà un problema di competenza piuttosto regionale e nazionale, che non di una società elettrica privata con finalità di guadagno!).
Che non sia che, per ragioni di opportunità economica piuttosto che per vera convinzione, non ci si opponga al progetto solo per un ipotetico effetto positivo sulle entrare finanziarie che ne potrebbero derivare. In realtà, anche se fosse, un metro di giudizio che ci permettiamo di mettere in discussione perché, se questo fosse il metro che le amministrazioni pubbliche – dalle locali alle nazionali –, dovessero sempre utilizzare, si rischierebbe di dividere i bisogni e le esigenze sociali su una base meramente del mercimonio, mentre è notorio come la società civile sia formata ed abbia esigenze anche culturali (dice qualcosa l’art. 9 della Costituzione?) e, perché no? spirituali o emotive e di sensibilità estetico-morale. Senza considerare il fatto che pare quanto meno strano che una società privata avente lo scopo di fare affari con la realizzazioni di centrali eoliche che producano energia da vendere a caro prezzo allo Stato o a chi per esso, si sobbarchi spese milionarie per un’operazione di disinquinamento (ex cartiera) che in realtà spetta allo Stato e/o alla Regione!
Va infatti fatto presente, e messo sul piatto della bilancia, che il Monte Camuléra è, almeno di fatto, e almeno per molta gente di Murialdo, quasi un simbolo, tanto il monte è prospicente e scenario paesaggistico di tutte le sue borgate; soprattutto lo è il Bric Finarin, dove dovrebbe sorgere la prima delle torri eoliche (la vera, almeno apparente, “vetta” del Camuléra per chi osservi la montagna dalle borgate Piano, Piavata e Piani)!
Ma non solo, sul piatto della bilancia andrebbe anche messo il fatto che il Camuléra racchiude nelle sue boscose creste, valli e valloni, la vera memoria storica del paese. Dalla cultura rurale qui legata alla coltivazione del castagno (sia da esbosco, sia da frutto), agli eventi bellici e patriottici dell’ultimo conflitto mondiale (il noto eccidio di ben 6 Partigiani, che ogni anno viene lassù commemorato), i cui valori sono da sempre stati apprezzati dai boscaioli, dai fungaioli e dai cacciatori; che li vedrebbero sviliti, deturpati se non annientati per sempre.
Per cui una preservazione di questi luoghi, secondo noi è il miglior modo per rispettare i valori di questa cultura, come quelli naturalistici ed escursionistici.
Un rispetto che ha già le sue radici in diverse iniziative poste in essere da precedenti amministrazioni comunali, e anche dalla attuale in collaborazione della scrivente Associazione. Si butterà tutto alle ortiche per la miseria di contributi finanziari promessi, magari per poi accorgersi che indispensabili proprio non sono visto che, come si dice, le eventuali “compensazioni” offerte al Comune andrebbero poi utilizzate solo per spese attinenti al progetto eolico. In quanto alla ex cartiera ben altri interessi superiori inevitabilmente si faranno carico di provvedere alla soluzione del problema, che proprio in quanto tale, locale non è affatto. Per cui solo avanzando un progetto di smaltimento nelle sedi opportune (Regione, Stato, Comunità Europea) si potranno ottenere i fondi per realizzarlo, trattandosi di un evento superiore; come i fatti insegnano (la frana di Valle e il Ponte delle Fucine).
Ecco, l’Associazione Italiana per la Wilderness onorata e orgogliosa di avere sede nazionale a Murialdo, auspica pertanto che l’attuale amministrazione comunale di Murialdo, fin dall’inizio del suo insediamento fattasi notare per i suoi interessi e sensibilità verso gli aspetti culturali e l’ambiente, possa riflettere a lungo prima di esprimere un parere positivo; parere che non sarà magari fondamentale per le attuali leggi e regolamentazioni in materia in conseguenza alla politica Europea del Green Deal, ma certamente potrà favorire o meno l’approvazione del progetto!
Franco Zunino
(Segretario Generale Associazione Italiana Wilderness)

Rendering del progetto eolico con indicate le posizioni dove dovrebbero apparire le turbine eoliche. La valle del Rio Pregalante col crinale del Monte Camulera; in basso, la borgata Piano del Comune di Murialdo. Da destra: il Bric Morté (SV9-05), (SV9-04), SV9-03, il Bric Pennacchio (SV9-02), il Monte Camulera (appena visibile) e il Bric Finarin (SV9)-01).

Rendering del progetto eolico con indicate le posizioni delle turbine eoliche. Il crinale del Monte Camulera (al centro, appena visibile sul retro) visto dalla borgata Piano del Comune di Murialdo. Da destra: (SV9-04), (SV9-03), il Bric Pennacchio (SV9-02), il Monte Camulera e il Bric Finarin (SV9-01). A destra ancora, il Bric Orsera e il Bric dell’Arma sul retro, appena visibile (dietro il quale dovrebbe salire la strada di servizio).


Monte Camulera. Il sito dell’eccidio di 6 Partigiani, catturati e ferocemente passati per le armi il 29 novembre 1944, dalle forze repubblichine, ubicato poco sotto la vetta del Monte Camulera. Proprio qui verrebbe realizzato lo svincolo della strada di progetto per poter realizzare un ramo laterale fino al sito della prima delle turbine (SV9_01) sul Bric Finarin.
