Dal 1° gennaio 2026 nuova mappa delle parrocchie della Diocesi di Cuneo-Fossano, che scendono da 102 a 82 fino a 36. Dal 1° giugno 2023, vede Cuneo è sede episcopale e Fossano concattedrale. Un’unica struttura pastorale, amministrativa (Curia, organismi diocesani, sostentamento clero) e territoriale, unificando anche i sacerdoti e i beni, con l’obiettivo di una maggiore efficienza pastorale e comunione. Una riforma sostanziale che potrebbe estendersi anche nel ponente ligure. Da tre diocesi scendere a due, una per provincia (Imperia e Savona), interessando pure le parrocchie.
La riforma coinvolgerebbe inoltre alcune parrocchie della provincia di Savona ora sotto la giurisdizione delle Diocesi di Acqui Terme e Mondovì. Si trovano nell’alta e bassa Balbormida, oppure come Urbe, Sassello. Pontinvrea.

Il Decreto generale, per una parte del Basso Piemonte, è del 5 giugno 2024. Nel 2025 sono stati creati 4 santuari diocesani e di nuove parrocchie, con la riduzione degli enti parrocchiali da 115 a 102. Con il 2026 sono state create 4 nuove parrocchie e una contrazione di ulteriori enti parrocchiali da 102 a 82.
Con decorrenza 1° gennaio 2026 e con riconoscimento civile del Ministro dell’Interno – spiegano dalla Diocesi di Cuneo – «sono state erette le nuove parrocchie di Santa Maria Madre della Chiesa in Demonte e di San Pier Giorgio Frassati in Gaiola». Le 4 vecchie parrocchie del Comune di Demonte sono state soppresse, «per le parti principali incorporate nella nuova Parrocchia Santa Maria Madre della Chiesa in Demonte e per le parti secondarie incorporate nel Santuario Diocesano Sant’Anna di Vinadio». Analogamente le 5 vecchie parrocchie dei Comuni di Gaiola, Moiola, Rittana, Roccasparvera e Valloriate sono state estinte, «per le parti principali incorporate nella nuova Parrocchia San Pier Giorgio Frassati in Gaiola e per le parti secondarie incorporate nel Santuario Diocesano Sant’Anna di Vinadio».
Sempre con decorrenza 1 gennaio 2026, istituite le nuove parrocchie di Santa Maria della Valle in Valgrana e di San Carlo Acutis in Villafalletto. E le 9 vecchie parrocchie dei Comuni di Valgrana, Castelmagno, Montemale di Cuneo, Monterosso Grana e Pradleves sono state estinte, così come l«e 3 vecchie parrocchie dei Comuni di Villafalletto e Vottignasco con la parrocchia di Tetti Roccia di Savigliano sono state estinte». Nella stessa data le parrocchie delle frazioni Boschetti e Tagliata di Fossano sono state incorporate nella Parrocchia Spirito Santo di Fossano.
LA RIFORMA AVVIATA NEL 2015 NELLA DIOCESI DI CUNEO-FOSSANO
NEL CORSO DEL QUADRIENNIO 2025-2028
Il Decreto generale del 5 giugno 2024 applica il progetto Una Chiesa locale rete di comunità sviluppando un processo di riforma delle parrocchie sinodale, collegiale, graduale ed organico: sinodale perché dà attuazione alle costituzioni 19-29 e 50.54, pp. 49-51.58, del Sinodo diocesano 2021-2022 con il collegato Decreto generale dell’8 settembre 2022 agli artt. 1-26, pp. 102-108; collegiale perché le procedure e i tempi sono stati discussi nel dettaglio dal Consiglio presbiterale, dal Collegio dei consultori e dal Consiglio diocesano per gli affari economici in diverse sessioni negli anni 2023 e 2024; graduale perché negli anni 2025, 2026 e 2027 aderiscono le parrocchie i cui parroci, sentiti i propri Consigli, ne fanno richiesta; organico perché nel 2028 tutte le restanti parrocchie dovranno aderire o comunque eventuali dilazioni e dispense richiederanno il medesimo metodo collegiale che sta alla base di questo processo.
Il processo di riforma ha due obiettivi: semplificare, riducendo le parrocchie da 115 a 36; alleggerire, trasferendo una parte del patrimonio delle parrocchie estinte ai quattro santuari diocesani. La tecnica giuridica adottata è l’erezione di nuove parrocchie con contestuale divisione ed incorporazione ad effetto estintivo delle vecchie parrocchie del territorio corrispondente; in alcuni casi ci possono essere fusioni per incorporazione, intermedie e preliminari rispetto alle nuove erezioni previste
Per quanto riguarda le attività sociali a carattere commerciale delle parrocchie, in particolare le scuole dell’infanzia e le case di riposo, si avvia uno studio, caso per caso, in modo da cederne la gestione ad enti non parrocchiali, anche non ecclesiastici, nei cui organi di governo le parrocchie competenti mantengono una rappresentanza – senza però che il parroco ne sia di ufficio il legale rappresentante – al fine di garantirne, per quanto possibile, sia la sostenibilità economica che il radicamento territoriale.
I quattro santuari diocesani sono amministrati attraverso la Segreteria centrale delle Fondazioni di culto diocesane. Nel 2026 la sede operativa di tale Segreteria centrale sarà collocata al secondo piano lato est del Vescovado nuovo, sopra la Segreteria generale della Curia. La sinergia tra Santuari e Fondazioni nella Segreteria centrale permette di coniugare efficienza e razionalizzazione per la gestione immobiliare e contabile; tale sinergia è guidata dall’amministratore unico dei Santuari, don Lorenzo Simonelli, e dal direttore generale delle Fondazioni, Luciano Ghibaudo, in collaborazione con i Consigli di amministrazione delle Fondazioni.
