Quali sono i rapporti istituzionali (e personali) tra Claudio Scajola e il sindaco di Andora Mauro Demichelis. Se i social hanno sostituito il 95% dell’informazione locale, se la carta stampata è ridotta ai minimi termini nella diffusione, se la pagina facebook del primo cittadino di Andora esibisce un migliaio di foto in occasione di eventi, ebbene impossibile trovare un post, un’immagine, una notizia che vede insieme i due personaggi pubblici. Siamo alla reciproca noncuranza, pur nell’altimetria dei ruoli.

Claudio il dominus che non sta a indicare Dio o Gesù Cristo nella liturgia cristiana (es. “Dominus vobiscum“). E’ il ‘signore’ nell’esercizio del potere e dell’aureola politica del ponente ligure. Con l’avvento del presidente Bucci ha esteso la sua fama di influencer politico a livello regionale, salendo a piccolo passi sul piedestallo col ritorno in Forza Italia, il suo secondo amore dopo essere ‘cresciuto’, assaporando le prime scalate e successo con la Democrazia Cristiana. Claudio è il personaggio ligure più conosciuto a livello nazionale partendo dal basso della società civile. E’ il personaggio che ha occupato più di ogni altro ligure le cronache del Bel Paese, ma non solo. E’ l’unico politico e pubblico amministratore di Liguria che le patrie galere non gli hanno precluso, grazie anche a sentenze di assoluzione dei bistrattati giudicanti. Ovvero quando assolvono è una giustizia che fa giustizia, esattamente all’opposto quando condanna.
Mauro il sindaco più votato dagli andoresi. Senza diventare un politico di mestiere (mai scalfito il ruolo di professionista con avviato studio di commercialista e revisore contabile) può esibire significativi successi nell’amministrare il bene pubblico di Andora. Con Toti presidente della Regione (Cambiamo! e Coraggio Italia!) ha ricoperto anche un ruolo di coordinatore provinciale. Mauro sindaco del fare e dell’apparire. Un suo predecessore gli assegna un buon voto, gli attribuisce una carenza di grinta soprattutto nella sua squadra.

Ebbene cosa ha diviso fino ad oggi i due illustri confinanti? La fede massonica? E’ da escludere. Il carattere? In piccola parte. La diffidenza di un politico che pratica di mestiere la politica al potere (come emerge dalla sua denuncia dei redditi), con un quasi novizio imprestato alla politica e aspirante a ruoli oltre il confine andorese? Più che diffidenza reciproche perplessità, l’uno e l’altro guardingo, oltre al carattere. Claudio che con il centro destra destinato a governare, anche se da la priorità al governo della sua provincia, molto lascia ipotizzare ad un ritorno sulla scena nazionale e una poltrona ministeriale che gli apparterebbe quasi di diritto tra i berlusconiani. Per Mauro, invece, non è difficile ipotizzare che una sua candidatura in Regione raccoglierebbe il consenso degli elettori. L’esperienza, la preparazione, l’assenza di scheletri negli armadi, potrebbe essere gratificata con un assessorato.
……. Da SavonaNews e ‘laVoce di Imperia’- Acqua salata e bollette, Scajola diserta l’assemblea pubblica di Andora. Dopo la sentenza del Tribunale di Savona, oltre 200 cittadini chiedono rimborsi e tutele: Assoutenti pronta a nuove azioni legali. L’incontro, promosso da Assoutenti Liguria, Onda Ligure e dal Comitato “Acqua cara in bolletta”, ha visto la partecipazione di oltre 200 persone, tra cui il sindaco Demichelis.
Dopo la sentenza del Tribunale di Savona sul servizio idrico e sull’acqua salata fornita negli anni scorsi, si è tenuta un’assemblea pubblica ad Andora che ha visto la partecipazione di oltre 200 persone. L’incontro, promosso da Assoutenti Liguria, Onda Ligure e dal Comitato “Acqua cara in bolletta”, ha fatto il punto sulle conseguenze della decisione giudiziaria e sulle azioni future a tutela degli utenti.
Alla serata ha partecipato il sindaco di Andora Mauro Demichelis, mentre non erano presenti, nonostante l’invito, il presidente dell’Ato imperiese Claudio Scajola e il presidente di Rivieracqua Giuseppe Torno. Al centro del dibattito la sentenza di dicembre con cui il giudice Atzeni ha riconosciuto le ragioni degli utenti, stabilendo che Rivieracqua non avrebbe dovuto addebitare né i costi per l’acqua salata delle estati 2022 e 2023 né il canone di depurazione in assenza di un servizio pienamente conforme.
Sui risarcimenti, il presidente di Assoutenti Liguria Furio Truzzi spiega: “Nella sentenza si fa riferimento alla mancanza di scontrini o prove d’acquisto, ma i nostri avvocati hanno individuato una pronuncia della Corte di Cassazione che stabilisce che, in casi come questi, non è necessario produrre documentazione. Per questo ricorreremo in Cassazione sulla parte risarcitoria e ci presenteremo al giudice di pace per chiedere la restituzione degli importi non dovuti e il risarcimento”.
“Scriveremo anche al sindaco di Roma Roberto Gualtieri, in quanto la Capitale detiene il 51% delle azioni di Acea, socio privato di Rivieracqua. Chiederemo un intervento diretto per garantire le tutele degli utenti”. L’iniziativa ha avuto il benestare del sindaco Demichelis e dei partecipanti all’incontro, che hanno dato mandato unanime ad Assoutenti di proseguire l’azione.
“Abbiamo già depositato oltre 150 mediazioni e siamo pronti ad andare avanti se l’azienda non dimostrerà una reale volontà di cambiare atteggiamento. Non devono disalimentare nessun utente che non ha pagato bollette relative all’acqua salata o alla depurazione. Sarebbe inaccettabile, soprattutto dopo questa sentenza. In quel caso ci rivolgeremmo immediatamente ai carabinieri”.
2/DA TELENORD IL 19 MARZO 2025 – Il depuratore non c’è ma gli andoresi pagano il servizio in bolletta, associazioni consumatori: “Bisogna scommissariare il commissario”..
Il depuratore non è ancora finito ma gli andoresi dal 2017 pagano in bolletta un servizio di depurazione che non hanno mai ricevuto e non riceveranno alcun rimborso: è questo uno dei motivi che ha spinto le associazioni dei consumatori (Assoutenti Liguria, Adiconsum, Adoc, Codacons, Federconsumatori e Lega Consumatori) a chiedere “lo scommissariamento del commissario” dell’Ato idrico nominato dalla Regione, ovvero il sindaco di Imperia Claudio Scajola.
Il decreto della discordia – Scajola ha realizzato un decreto che blocca il rimborso delle spese di depurazione degli andoresi: il motivo è che nel 2017 era stato definito un canone di depurazione e quindi non ci sarebbero gli estremi per dare il via libera ai rimborsi. Il commissario, secondo le associazioni dei consumatori, avrebbe inoltre ritenuto “non definitiva” la sentenza della Corte di giustizia europea in materia (potete trovarla qui, fonte Camera dei deputati). Esiste anche una sentenza della Corte Costituzionale, la 335 del 2008 (che trovate qui, fonte Corte Costituzionale) con cui vengono definiti incostituzionali due articoli nella parte in cui prevedono “che la quota di tariffa riferita al servizio di depurazione è dovuta dagli utenti «anche nel caso in cui la fognatura sia sprovvista di impianti centralizzati di depurazione o questi siano temporaneamente inattivi»”. Le associazioni dei consumatori vorrebbero rifarsi proprio a queste sentenze per presentare un ricorso al Tar, “stiamo valutando, decideremo prossima settimana se verremo ricevuti in consiglio regionale” spiega Furio Truzzi, presidente onorario di Assoutenti. La nomina di Scajola infatti è stata conferita dalla Regione e per questo a margine del consiglio di martedì prossimo, 25 marzo, le associazioni chiederanno un incontro con i consiglieri capigruppo e l’assessore al Ciclo delle acque Luca Lombardi.
I rimborsi per la mancata depurazione in questi circa 8 anni di pagamenti secondo le associazioni si aggirerebbero tra i 15 e i 20 milioni di euro (il costo in bolletta del servizio di depurazione è di 37,45 euro). I lavori dovrebbero terminare entro pochi mesi.
Altre recriminazioni – Le associazioni dei consumatori però hanno altre perplessità legate alla figura del commissario. “Innanzitutto la sua nomina era ‘ad acta’, ovvero fino al compimento di determinati compiti che sono effettivamente stati svolti” spiega ancora Truzzi. “Doveva fare un piano idrico e cambiare il gestore, lo ha fatto”, aggiunge, quindi “l’incarico da 200mila euro all’anno potrebbe costituire un danno erariale”. Ma soprattutto Truzzi denuncia un “eccesso di potere del commissario, strabordato dal diritto amministrativo alle aule dei tribunali: non è possibile che intervenga in un giudizio tra impresa e contraenti sul diritto ad avere un rimborso, non è possibile che faccia un decreto contro la restituzione ad Andora quando nel resto della Liguria viene restituito. È come un arbitro che prende il pallone e tira un rigore per la squadra avversaria. Abbiamo incontrato Rivieracqua, lui non ci riceve da luglio 2024 nonostante lui stesso nel 2005 abbia firmato il codice del consumo che sancisce il diritto ad essere ascoltati”.
Cos’è un Ato – L’Ato (Ambito territoriale ottimale) sono enti territoriali che si occupano di gestire i servizi integrati, gestione dei rifiuti o quello idrico, nelle aree di riferimento. In Liguria gli Ato idrici sono uno per provincia: nell’imperiese le utenze gestite sono circa 220mila mentre ad Andora sono circa 12mila, per un servizio che copre circa 45mila persone con picchi di 60mila nel periodo estivo. La competenza dell’Ato idrico riguarda la gestione dell’acquedotto, dei sistemi di depurazione e quelli di fognatura.
