Trucioli

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Albenga, chi ha “silenziato” la notizia? Il capogruppo Podio propone: “Ronde organizzate con guardie qualificate”. E chi tace il “bubbone” illuminazione?


Per la sezione di Albenga di Forza Italia si “assiste quotidianamente a episodi di criminalità” (sic). Per il capogruppo di minoranza Nicola Podio (centro destra) urge “l’impiego di ronde organizzate, non cittadini improvvisati ma guardie di sicurezza qualificate, come già avvenuto in passato con risultati positivi”.

di Luciano Corrado

Il geom. Diego Distilo presidente del Consiglio comunale di Albenga

Una richiesta clamorosa alle soglie del nuovo anno. Fortunatamente per Albenga e la Riviera sono lontani gli 60-70-80 con omicidi – e tentati (una media di 8-10 all’anno), rapine (20-25), incendi dolosi a locali ed aziende (15-20), sparatorie notturne, storie di consiglieri comunali al night la sera che si doveva votare il bilancio. Albenga ‘capitale dei magliari e pataccari’. Albenga ‘capitale’ del racket della prostituzione. Albenga dove risiedevano 21 soggetti per i quali la Procura della Repubblica aveva chiesto ed ottenuto dal Tribunale l’applicazione della misure di prevenzione. Albenga e pregiudicati con legami al ‘clan di marsigliese’, ‘nadrangheta e camorra operante a Genova. Con Borghetto S. Spirito una  ‘piazza’ di malavita organizzata che aveva in parte ‘emarginato’ la microcriminalità dedita a furti e scippi.

Perché è clamoroso invocare le ronde? Siamo di fronte alla microcriminalità di ‘importazione’, in maggioranza extracomunitari del Nord Africa (tunisini, marocchini, algerini). Giovani e di mezza età che non avendo punti di riferimento, dai furti, furterelli, sono passati anche al redditizio spaccio di stupefacenti, trovando terreno fertile tra acquirenti italiani. I più sbandati, spesso dediti all’alcol, si danno al vandalismo, a rari scippi, al disturbo della quiete pubblica in ore notturne. Non è mai stato scritto, ad esempio, che in un paio di vie del centro storico, per un certo periodo, un addetto alla sicurezza in discoteca, organizzava, dopo le 22, ronde di volontari.

Albenga, dopo Savona, è la città con il maggiore numero di forze dell’Ordine: Comando Compagnia Carabinieri (comprende il comando di stazione, il  Nucleo Operativo e Radiomobile (NORM), Nucleo Carabinieri Forestale, a Villanova il Nucleo Carabinieri Cinofoli e NEC (XV° Nucleo Elicotteri), Comando Compagnia Guardia di Finanza, Polizia Municipale, Polizia Stradale, Polizia Ferroviaria.

Ignoriamo se il sindaco abbia chiesto alla Prefettura su quanti uomini-donne possono contare le forse in divisa. E quale sia l’organico complessivo, dunque con eventuali ‘vuoti’. In particolare chi è più impegnato (sul fronte ordine pubblico), i carabinieri. Per la Polizia locale la media standard è di 1 agente ogni 1000 residenti. La popolazione di Albenga è poco meno di 24.000 residenti. La città, per quanto si vede all’esterno, pare non sia carente quanto al servizio di prevenzione da parte dei ‘vigili urbani’. Il discorso cambia per la prevenzione durante le ore notturne e nelle zone a maggiore rischio. E qui torna in ballo la problematica coordinamento e numero degli operatori in divisa sul campo. Quante sono le pattuglie destinate solo al territorio ingauno? Un servizio saltuario o fisso? Una priorità rispetto alla zona di competenza della Compagnia dei carabinieri? Si ricorre, come avviene in molte città, anche all’ausilio-cooperazione della Guardia di Finanza? Della polizia statale?  Il sindaco Tomatis scrive di “auspicabile presidio ancora più continuativo”. C’è pure la conferma, da parte sua: “L’impegno delle forze dell’ordine competenti per materia è costante, nonostante anch’esse debbano fare i conti con carenze di organico e risorse”. E su quest’ultimo aspetto c’è da chiedersi se i parlamentari eletti nel ponente ligure siano già stati sollecitati a farsi carico delle esigenze con i ministri competenti: Interni e Difesa. E quali sollecitazioni da parte del Prefetto. Con quali risultati.

C’è da osservare che neppure la minoranza, molto critica sull’ordine pubblico ad Albenga, pare si sia preoccupata di conoscere quanti siano le forze operative e se lo stato centrale, attraverso i rispettivi ministeri, rispetti gli organici previsti. Finora solo il ministro-vice presidente Salvini, in un tour elettorale ad Albenga e Savona, si era impegnato a rinforzare (meglio sarebbe dire a rispettare) il Comando Provinciale dei carabinieri e le forze di Polizia. Ma nessuno ha poi dato conto, almeno a distanza di un anno. Come non è ma stato detto quali siano le disposizioni del Comitato provinciale dell’Ordine pubblico sul fronte del coordinamento nel territorio di Albenga, dove opera saltuariamente il Commissariato di Polizia di Alassio. Quel Commissariato che da anni c’è la proposta del trasferimento ad Albenga per ‘motivi più che ragionevoli‘ (vedi tutte le statistiche), ma l’Amministrazione comunale di Alassio, con le maggiori associazioni turistiche, ha fatto sempre le barricate. Trucioli.it ha avuto moto di ricordare (due articoli) che Albenga, rispetto alla città turistica confinante, ha tutti i requisiti perchè la proposta diventi realtà. Ma la risposta è stata il silenzio totale delle forze politiche albenganesi. Non c’entra il campanilismo o meno, ma la saggezza delle esigenze e della realtà.

La proposta di affidare la sorveglianza anche a ‘ronde organizzate‘, forse a causa delle festività natalizie, ha finito per essere ‘silenziata’, ignorata. Non solo potrebbe andare di pari passo con l’argomento “illuminazione” (assai carente e concausa) richiamato, nero su bianco, da Forza Italia. E qui si apre il capito di un ‘curioso’ appalto che doveva rendere più ‘luminose’ vie e piazze di Albenga e invece è accaduto il contrario. Pare abbia ‘pagato’ solo un tecnico comunale. Poco professionale? Non è stato possibile correre ai ripari?

In una nota stampa Forza Italia accusava: “…Consigliere Radiuk, lei vive ancora ad Albenga? Assistiamo quotidianamente a episodi di criminalità, avvantaggiati dalla mancanza di illuminazione e controllo. I cittadini non devono avere paura di vivere la propria città. L’amministrazione comunale cosa dice agli albenganesi che hanno visto la propria macchina vandalizzata?” Inoltre: “L’apice è stato raggiunto quando il consigliere Radiuk ha sostenuto l’inesistenza del problema criminalità in città, accusando l’opposizione di voler fomentare l’allarme sociale. Il suo intervento ha avuto l’epilogo perfetto quando ha motivato la scarsa – e in alcuni casi nulla – illuminazione cittadina con l’aumento dei costi dell’energia”. 

Buon ultimo il sindaco Tomatis, nella risposta a Podio, ignora il ‘tema illuminazione‘. Non è dovrebbe essere un presunto ‘scheletro nell’armadio’ (dimenticato in campagna elettorale).

Luciano Corrado

2/Comunicato stampa 23/12/2025- ALBENGA, PODIO: “NEL BILANCIO ZERO INVESTIMENTI SULLA SICUREZZA. CON L’ALIQUOTA PIATTA IRPEF SI COLPISCONO I REDDITI PIÙ BASSI, È UNA MACELLERIA SOCIALE”

L’arch. Podio, capogruppo della minoranza, alle ultime comunali ha ottenuto 5.167 voti (43,16%) sostenuto da 5 liste 96 candidati.

In consiglio comunale la proposta della minoranza di potenziare l’illuminazione pubblica e impiegare guardie di sicurezza organizzate. Tutelare il quieto vivere cittadino”-

“Spaccate e furti in aumento sono sotto gli occhi di tutti da mesi e mesi, ma nel bilancio previsionale approvato ieri sera in consiglio comunale la sicurezza semplicemente non esiste. Albenga sta vivendo una situazione preoccupante sul fronte dell’ordine pubblico, eppure l’amministrazione guidata dal sindaco Riccardo Tomatis ha deciso di non affrontare questo tema centrale per il quieto vivere dei cittadini, probabilmente per una visione ideologica che porta a considerare la sicurezza come un argomento scomodo. Parlare di sicurezza, invece, vuol dire tutelare tutti, senza distinzioni. Nel bilancio 2026 gli investimenti su questo fronte sono praticamente pari a zero: si è fatto riferimento a fondi regionali per le videocamere, ma tutto si è fermato e la città resta esposta.
Come minoranza non ci siamo limitati a far presente il problema, ma abbiamo avanzato proposte concrete, a partire dall’aumento dell’illuminazione pubblica, perché oggi Albenga è al buio: sul lungomare i lampioni sono rimasti spenti per giorni e, anche quando accesi, l’intensità luminosa è insufficiente, creando le condizioni ideali per chi delinque. Abbiamo chiesto un investimento diretto del Comune su questo tema e proposto anche l’impiego di ronde organizzate, non cittadini improvvisati ma guardie di sicurezza qualificate, come già avvenuto in passato con risultati positivi.
Se l’amministrazione vuole davvero aiutare i cittadini albenganesi a vivere più sicuri, almeno queste soluzioni dovrebbe metterle in campo, ma ci è stato detto chiaramente che non rientrano nei loro interessi. A tutto questo si aggiunge una scelta gravissima sul piano fiscale: l’IRPEF comunale è stata appiattita con un’aliquota unica dello 0,8, cancellando la progressività prevista dalla Costituzione.
Dal 2026 i cittadini con redditi più bassi pagheranno di più in modo indiscriminato, senza alcuna attenzione alle reali necessità di chi è in difficoltà. È una vera e propria ‘macelleria sociale’, ed è per questo che la minoranza ha deciso di non votare il bilancio e di uscire dall’aula, rifiutando di mettere il proprio nome accanto a un atto così iniquo….”

3/REPLICA DEL SINDACO E DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE AL CONSIGLIERE PODIO

Il sindaco Riccardo Tomatis ha ottenuto il 56,84%, con 6.806 voti, sostenuto da tre liste

COMUNICATO STAMPA – In merito alle dichiarazioni del consigliere di minoranza Nicola Podio, che ha accusato l’Amministrazione comunale di non aver dedicato risorse di bilancio al tema della sicurezza, è necessario fare chiarezza partendo dai numeri, che smentiscono in modo netto quanto affermato.

La Missione 03 – Ordine pubblico e sicurezza del bilancio comunale prevede per il 2026 uno stanziamento complessivo di 2.801.860 euro, destinato alle attività di presidio del territorio e di tutela della sicurezza urbana. È un dato che assume ancora più rilievo se confrontato con l’anno precedente: nel bilancio 2025 la stessa missione prevedeva uno stanziamento pari a circa 2 milioni e 400 mila euro. L’incremento è quindi di circa 400 mila euro, un aumento significativo che dimostra come l’Amministrazione abbia rafforzato, e non ridotto, l’impegno economico sul tema della sicurezza.
Alla luce di questi numeri, il consigliere Podio o non ha letto il bilancio, oppure afferma il falso, consapevolmente o per superficialità. In entrambi i casi, si tratta di un’accusa priva di fondamento.
A questo si aggiunge un risultato importante ottenuto recentemente: il Comune di Albenga, insieme al Comune di Ceriale, ha appena ottenuto un finanziamento di 320 mila euro per il potenziamento della videosorveglianza. Le nuove telecamere andranno ad aggiungersi alle 140 già presenti sul territorio comunale, rafforzando ulteriormente il sistema di controllo e prevenzione.
La sicurezza è un tema sensibile, che sta molto a cuore all’Amministrazione ed è oggi una sfida che riguarda la maggior parte dei sindaci in tutta Italia, spesso lasciati soli ad affrontare problematiche complesse con risorse limitate. Nonostante le promesse di interventi risolutivi a livello nazionale, i dati mostrano un aumento dei reati in molte città italiane, a fronte di una carenza di investimenti strutturali: mancano risorse per il disagio giovanile, per il sociale, per l’educazione e per il rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine.
In questo contesto, è doveroso sottolineare il grande lavoro svolto quotidianamente dagli agenti della Polizia Locale di Albenga, che operano con professionalità e impegno sul territorio. Il comando di Albenga è tra i pochi a lavorare su tre turni, garantendo una presenza costante, pur nella consapevolezza che sarebbe auspicabile un presidio ancora più continuativo. Per questo motivo il confronto e la collaborazione con le forze dell’ordine competenti per materia sono costanti, nonostante anch’esse debbano fare i conti con carenze di organico e risorse. A tutti loro va il ringraziamento dell’Amministrazione per il lavoro svolto quotidianamente a servizio della città.
Spiace infine constatare che il consigliere Podio, pur intervenendo su un tema così sentito, abbia dimostrato scarsa attenzione sia al bilancio comunale sia al confronto istituzionale, abbandonando l’aula consiliare senza ascoltare gli interventi successivi. Un comportamento che appare poco rispettoso del Consiglio comunale, dei cittadini e degli elettori.
La sicurezza non si esaurisce nei controlli e nella repressione, ma si costruisce anche attraverso progetti di rigenerazione urbana, interventi nelle scuole, iniziative sul sociale e la creazione di spazi pubblici funzionali e sicuri per i giovani. Su tutti questi fronti l’Amministrazione è impegnata con azioni concrete e visibili. L’Amministrazione comunale continuerà a partecipare a bandi e a reperire nuove risorse per implementare ulteriormente la sicurezza cittadina….”
4/ ILLUMINAZIONE PUBBLICA- ARTICOLO PUBBLICATO DA TRUCIOLI.IT
16 SETTEMBRE 2021 A FIRMA DEL MAGISTRATO FILIPPO MAFFEO
CHE E’ STATO PRETORE DI ALBENGA (PENALE E CIVILE)

NOTA DI TRUCIOLI.IT – Il dott. Filippo Maffeo, per lunghi anni pretore di Albenga nelle sezioni civile e penale, il 16 settembre 2021, ha firmato un articolo su Trucioli.it che riguardava una serie di tematiche della città di Loano. Ha affrontato, con approfondimenti, gli interventi sull’illuminazione pubblica. Quella in essere e le moderne innovazioni. Il confronto. Gli interrogativi.

Ebbene il magistrato avrebbe potuto trasferirsi di alcuni chilometri, analizzando l’illuminazione pubblica di Albenga e magari mettendo in risalto aspetti piuttosto singolari, ma sempre taciuti  nella loro completezza ed informazione nei confronti dei cittadini. Perchè si denuncia una grave carenza di illuminazione nelle ‘strade e piazze‘ di Albenga? Con quali conseguenze oggettive sul fronte della ‘criminalita’ (azioni delittuose) ?

L’architetto Podio pare abbia dimenticato cosa è successo nella sua Albenga per la quale si sarebbe sacrificato a fare il sindaco. L’Amministrazione Tomatis, assistita dai responsabili/e del settore illuminazione pubblica, ha firmato un appalto-concessione con ENGIE, precedentemente GDF Suez, multinazionale francese che opera  anche nei settori della produzione, distribuzione di gas naturale, energie rinnovabili e servizi; primo operatore di infrastrutture del gas in Europa.

Una ‘contratto’ per l’efficientamento energetico che secondo i consiglieri comunali di minoranza Cristina Porro e Gerolamo Calleri (Lega) ed Eraldo Ciangherotti (Forza Italia) aveva trasformato Albenga in una ‘città al buoio’.  Spiegavano il 16 novembre 2021 che sulla base della fotografia delle bollette 2018, pari a euro 862 mila all’anno, avremo un risparmio di circa il 40% sulle bollette ma Albenga, grazie alla lungimiranza del Sindaco Tomatis, dovrà pagare ad Engie un importo annuo pari a 750 mila per 15 anni. Ciò significa che, per 15 anni, avremo un’illuminazione pubblica efficientata in cambio di una minore illuminazione di strade e vie”. E da ultimo: Maggiori saranno i risparmi sulla bolletta, maggiori saranno i guadagni di Engie. Per altro dando ad Engie carta bianca nella valutazione delle necessità illuminanti delle nostre strade, non avendo l’Amministrazione predisposto nè il piano urbano, del traffico, nè il piano illuminazione. Sul bilancio del Comune di Albenga, pertanto avremo maggiori costi senza alcun investimento in nuova illuminazione, senza sostituzione dei pali esistenti, senza spostamento dei lampioni coperti tra gli alberi”.

Un tema, “illuminazione”, che si potrebbe chiamare ‘strategico‘ per qualsiasi città? Eppure in campagna elettorale è rimasto in sordina. Vedi i media e i social. Forse è stato affrontato in qualche evento ristretto, ma non a livello popolare, ovvero un punto di forza informativo destinato agli elettori, a tutti quei cittadini che vivono sulla propria pelle e a proprio discapito il ‘buio di Albenga’.

Utile aggiungere che la stessa multinazionale si è aggiudicata analogo appalto con l’Amministrazione provinciale di Savona per le strade di sua competenza. E ancora, diverse città dell’imperiese hanno seguito o preceduto Albenga.

Cosa è accaduto. Sono stati sostituiti tutti i vecchi lampioni ad incandescenza e illuminazione gialla a vapori di sodio, con i Led che stando alle dichiarazioni del consigliere Raiko Radiuk – rappresenta il Comune nella rete europea “EU Local Councillors”- avrebbero fruttato alle casse comunali un risparmio notevole.  In realtà si tratta di capire meglio, con un giochetto di parole, un risparmio teorico. La Engie si è presentata con una proposta allettante. Tipo se mi dai la concessione mi accollo la sostituzione di tutti i lampioni di plastica e sostituiamo con lampade Led. E qui casca l’asino? Il Led fa luce in una sola direzione, se lo guardi ti abbaglia, ma non si sono fatte obiezioni, come emerge leggendo l’articolo del magistrato.

Albenga, a confronto con Loano, ha Led meno potenti, più piccoli. Sono ‘dimmerabili’ ovvero dotati di potenziometri.  Si può dosare la quantità di luce risparmiando in bolletta che è ben lungi dalla priorità di più illuminazione per la sicurezza dei cittadini. Ci sono strade, ad Albenga, che a camminare di notte fanno paura. Qualche esempio: viale 8 Marzo, la via della vecchia pretura dove se incontri di notte una persona non la riconosci. Oppure quelle arterie con due marciapiedi, la luce ne ‘serve’ solo uno, l’altro è quasi buio.

Insomma si è tenuto conto, nell’appalto-concessione, della quantità di erogazione e non già della qualità e che si traduce poi in qualità della vita, a causa della carente illuminazione con le conseguenze lamentate. Un conto è una città illuminata a giorno, si suole dire, ben altro è la ‘qualità della vita‘ che assicura il servizio. C’è pure un limite di legge – quantità di luce-  sotto il quale non si può scendere. Sta di fatto che  Albenga di notte si trasforma in un ambiente deprimente. Dove le concause contribuiscono al diffuso malessere dei cittadini alle prese con insicurezza e illegalità. (L.Cor.)

ARTICOLO DI TRUCIOLI.IT, NEL 2021, A FIRMA DI FILIPPO MAFFEO

E RIGUARDAVA LOANO A PROPOSITO DELLA PUBBLICA ILLUMINAZIONE

Il dott. Filippo Maffeo già pretore all’epoca della pretura ad Albenga

“….Come abbiamo visto Piccinini se ne occupa nell’ambito della sicurezza. Estensione della fascia illuminata. Il concetto espresso è: più punti luce, più tranquillità, più sicurezza. Sarà anche un concetto banale, non originale, ma è incontestabile.

Lettieri, invece,  tratta il tema  dell’illuminazione sotto un diverso profilo, – quello degli effetti scenici, del risparmio e della riduzione dell’inquinamento luminoso-, nel capitolo dedicato all’urbanistica ed all’edilizia, in tre righe. Poche parole, ma con effetti potenzialmente rivoluzionari, perché cambierebbe l’illuminazione pubblica per come la conosciamo e la stessa percezione visiva della città in orario notturno  Sul punto, senza particolare enfasi, quasi incidentalmente, Lettieri prevede: “Il piano della luce, ovvero uno studio illuminotecnico scenografico che valorizzi tutta la città, che garantisca il giusto illuminamento delle aree pubbliche e private esterne, che miri al contenimento energetico e all’abbattimento dell’inquinamento luminoso”.  

Sono espressioni non facilmente comprensibili, specie se annegate, come nello specifico, in un diluvio di previsioni programmatiche, di ogni tipo. Che cosa si dovrebbe fare con questo piano, il cui nome stesso “studio illuminotecnico scenografico”, (terminologia che certamente non appartiene al candidato e proviene, anche per l’apparente tecnicismo, molto probabilmente, da qualche proposta commerciale che il Comune ha ricevuto da ditte interessate) preoccupa? Ci vogliono stupire (Il Sindaco aspirante o chi questo testo ha a lui suggerito) con “effetti speciali”e  pirotecnici di luci o, più realisticamente, vogliono  introdurre una diversa illuminazione, quella con proiettori a led?  La dizione usata, (insieme ad altri elementi, come vedremo meglio tra poco)  “giusto illuminamento delle aree pubbliche e private esterne” fa razionalmente pensare alla sostituzione delle lampade a vapori di sodio o di mercurio oggi usate, con  lampade led  di prima generazione, non adatte a tutti gli usi e che in breve tempo rischiano di essere superate e di restare, inutilizzate ed invendibili, in qualche deposito sul territorio nazionale o in Olanda o nell’immenso impero cinese.

Le lampada Led illuminanti a 360 gradi -come quelle a vapori di sodio o di mercurio o come le vecchie lampade Edison ad incandescenza- ed idonee, per potenza, all’illuminazione di ampie zone esterne, sono, ormai, in dirittura d’arrivo ed sono già ampiamente diffuse nell’illuminazione domestica.  Lampade Led per illuminazione stradale proposte oggi, apparentemente nuove, sono, in realtà già virtualmente superate. L’evoluzione tecnica galoppa. Lampade Led di vecchia generazione, quindi, vanno “piazzate” con urgenza. Attenzione, non sono solo ipotesi maliziose; la sostituzione è già in corso in Comuni vicini e quasi confinanti con Loano; i primi a non essere soddisfatti, per quanto personalmente consta, sono proprio gli amministratori pubblici, che, evidentemente, non avevano mai visto prima i led in opera nelle vie urbane.

A sostegno del Led, sia  nella versione tecnica attuale, si invoca, da parte dei venditori, la riduzione dell’inquinamento luminoso (inquinamento è sinonimo di danno ambientale, ma la luce danneggia chi e come?). Ti propongono, i piazzisti, soluzioni definite (da loro) efficaci ed economicamente vantaggiose ma, alla prova dei fatti, ti ritrovi (però ormai è tardi, hai firmato il contratto) un’illuminazione cittadina insufficiente, inadeguata, inquietante e spettrale, tanto da fare la gioia di Jack lo squartatore. Fasci di luce iperconcentrata che illuminano a mala pena, per l’estensione di 25-20 mq.mq., il piano stradale sottostante, lasciando al buio pesto tutta l’area circostante. Non riesci neppure a vedere la facciata e la sagoma di una casa posta 15 metri dietro il lampione. Provare per credere.

Si diceva che il verosimile significato della frase “giusto illuminamento delle aree pubbliche e private esterne” sia l’approdo all’illuminazione cittadina a led, che produce effetti dianzi descritti.  Ci sono indizi precisi, nel lessico di Lettieri, forse non suo, ma da lui usato. Il primo è la non certo casuale sottolineatura e distinzione delle aree  pubbliche e private esterne; gli altri due, entrambi univoci e convergenti sono: a) l’esigenza del risparmio e b) la menzione della  riduzione dell’inquinamento (termine di moda, sotto il quale si sono spesso nascoste le più vergognose speculazioni). Perché gli elementi indicati sono da considerarsi indizi univoci, gravi e convergenti e, si ripete, tali da far ritenere che si vuole introdurre il led a luce concentrata a spot nell’illuminazione delle strade urbane? La risposta è questa: perché la lampada led ora usata per l’illuminazione stradale è: 1) la sola che garantisca una netta separazione tra l’area pubblica, (che viene illuminata) e la contigua area privata esterna (che resta al buio); 2) la sola che, rispetto alle lampade normalmente usate, quelle a vapori di sodio, assicura un maggior risparmio (non nel prezzo d’acquisto iniziale, però, ma nella quantità d’energia e, sembra, nella maggior durata e quindi minore necessità di manutenzione; 3) rispetto alle lampade tradizionali, anche a vapori di sodio, quelle a led oggi in uso sono le sole che fanno luce esclusivamente verso il basso e non lateralmente, a 360 gradi. Per dirla in altri termini, imprecisi ma idonei ad esprimere il concetto, se sei un muro (sia perdonato per il paragone) fuori del cono d’illuminazione del led, tu vedi lui, ma lui non vede te, non ti illumina, scompari nel buio circostante, non diffondi luce perché non ne ricevi. La luce non viene riflessa  solo dall’asfalto sottostante e non da tutte le superfici verticali circostanti; quindi la luce complessivamente immessa nell’ambiente è minore.

Illuminare una città, però, è cosa ben diversa dall’illuminazione di un raccordo autostradale, di una galleria, di una strada urbana ad alto traffico.  Più luci immetti e meglio è. Più luce viene riflessa meglio è. Si chiama “illuminazione ambientale”. I piazzisti del Led non si curano, però,  dell’illuminazione ambientale,  è l’illuminazione che da decenni apprezziamo, quella della “ville lumiere”, quella che è sempre importante ma che rileva ancor di più in una città che vive di turismo e di luce diffusa, anche nottetempo, quella che oggi garantiscono le recenti lampade a vapori di sodio e che domani potrebbero domani assicurare anche le lampade a lLd con diffusione a 360 gradi. Questa illuminazione per il piazzisti del led di oggi è diventata, con sfoggio di ammirevole fantasia, “inquinamento luminoso.

Le lampade Led oggi in commercio non sono ancora adatte a tutti gli usi. Vanno benissimo nei semafori e sono accettabili nelle gallerie o nelle strade non urbane; non altrove. Vanno introdotte con attenzione e moderazione, calcolando bene il rapporto costo-benefici. Speriamo che i candidati, in particolare Lettieri, leggano questo pezzo e, ora o dopo l’elezione, si documentino eventualmente presso altre fonti per correre urgentemente ai ripari, dopo aver constatato che le precedenti considerazioni sono fondate. Quanto all’inquinamento luminoso è bene che si sappia che il solo danno, del tutto insignificante per qualità e quantità, che i promotori del led a fascio sono riusciti a trovare, riguarda esclusivamente gli osservatori astronomici; osservatori che, per quanto è dato sapere, a Loano non esistono e che, dove operano, possono svolgere agevolmente il loro lavoro, senza fastidi di concreto rilievo.  Messo da parte questo pericolo, inesistente perché insignificante, maggiore attenzione, invece, andrebbe posta sugli effetti nocivi del led segnalati in alcuni recenti studi.  Secondo queste ricerche la luce a led sulle strade ha effetti dannosi sui mammiferi, riducendo la produzione di melatonina, e sugli insetti e, indirettamente, sui volatili notturni che di esse si cibano. Sotto i Led è stato trovato un numero di larve di falena notturna inferiore del 50 rispetto al numero delle larve presenti nei cespugli in prossimità delle lampade a vapori di sodio o di mercurio. Più preoccupanti sono le conclusioni alle quali è giunto un altro lo studio, secondo il quale il led riduce nei mammiferi la produzione di melatonina, fino ad un quinto del solito, con effetti sulla quantità e qualità del sonno, ma non è certo questa la sede per sviluppare ulteriormente l’argomento. Danni magari non del tutto provati, ma ben più significativi dell’inquinamento luminoso che solo un’invenzione pubblicitaria e vale come una “bufala”.


L.Corrado

L.Corrado

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