Trucioli

Liguria e Basso Piemonte

Settimanale d’informazione senza pubblicità, indipendente e non a scopo di lucro Tel. 350.1018572 blog@trucioli.it

Pietra Ligure ora basta! Dalle parole ai fatti


I costi della depurazione non fatta nelle bollette dell’acqua: ora basta! Dalle parole ai fatti.

di Mario Carrara

In estrema sintesi: sono ormai una quindicina d’anni che la questione della realizzazione di un collegamento tra il territorio di Pietra Ligure e Valmaremola con il depuratore di Borghetto S.Spirito tiene banco.

Dopo l’approvazione di progetti (di massima) è sempre sembrato che la sua esecuzione fosse imminente. Ma non è stato così. Negli ultimi anni i Sindaci del territorio pietrese hanno più volte fatto “fuoco e fiamme” affinché l’opera fosse fatta. Il “fuoco e fiamme” è, tuttavia, più che altro, consistito in prese di posizione fatte di dichiarazioni roboanti su articoli di stampa che, alla fine, però, visto che non si risolvevano in alcuna successiva azione concreta, hanno dato più che altro, l’impressione di “propaganda” verso i propri cittadini, per far vedere loro che la questione la seguivano costantemente. Una riprova? Chi si dimentica dichiarazioni tipo: “…la Valmaremola, Pietra Ligure e Borgio hanno sempre onorato gli impegni economici, i cittadini hanno sempre pagato il dovuto. … Purtroppo questi soldi negli anni sono stati usati per altre attività: sono scelte fatte, c’erano priorità ed esigenze diverse; ma quel mutuo (sottoscritto dai Comuni) aveva una finalità e tutti i soldi versati dai cittadini (circa 12 milioni di euro) sono stati usati per altro!”(18/5/2023). E dopo aver “tuonato” così, cosa ne è conseguito? Nulla: erano solo chiacchiere.

Sostanzialmente sempre “chiacchiere” erano le dichiarazioni che avevano preceduto l’incarico all’avv. Lorenzo Cuocolo, nel 2021, “…di intraprendere un’azione legale diretta ad acquisire conoscenza sullo stato attuale dei lavori, sulle cause del ritardo e del perché ad oggi non ci siano tempi certi sui lavori del collettamento al depuratore di Borghetto S.Spirito da parte di Pietra Ligure, dei tre Comuni della Valmaremola e di Borgio Verezzi.” Cosa ne è conseguito ad un incarico legale così importante, con finalità così precise, pagato dal Comune di Pietra Ligure €.10.000? Al di là di alcune lettere, non si sa nulla di più. Quindi, parafrasando una commedia di Shakespeare: “Tanto rumore per nulla” (e tanti soldi…).

Anche perché “dopo” quell’incarico la Provincia di Savona si fece auspice di un incontro tra i Comuni (apparentemente) protestatari e le società gerenti i servizi idrici, che avrebbero dovuto realizzare il collettamento, che partorì un Protocollo d’Intesa che metteva nero su bianco una serie di impegni precisi: in primis, sulla realizzazione del collettamento e sulla sua tempistica, su “chi” avrebbe dovuto realizzarlo (la Servizi Ambientali), quanto sarebbe costato: 5.000.000 di euro, su calcoli della stessa società; come avrebbe dovuto essere finanziato: 3.500.000 con un aumento del 52% delle tariffe e l’accensione di in nuovo mutuo di 1.500.000.

Tutte cose, però, regolarmente non fatte e disattese nonostante fossero state messe per iscritto. Ne è conseguito qualcosa, visto che lo stesso Protocollo d’intesa conteneva clausole di applicazioni di “penali”,  in caso di i inadempienza, cui i Comuni si sarebbero potuti appellare? No. Non ne è conseguito niente.

Ora da circa due anni dopo tanto “tuonare”, la questione sembra essersi  “narcotizzata”. Infatti, dopo che la Servizi Ambientali ha fatto passare l’idea che il vetusto collegamento esistente tra Pietra ed il depuratore, in cui passa direttamente per lo stesso depuratore di Borghetto solo il 30% dei reflui Pietresi, sia, alla fine, idoneo per depurare tutti i liquami di Pietra Ligure e Valmaremola, che finirebbero in mare solo nei periodi in cui ci sono troppi reflui da smaltire per gli arrivi dei turisti.

Basta. A una considerazione del genere sembra che i Sindaci si siano assuefatti ed adattati perché da circa due anni della questione non se parla più. E tutto il can can fatto per anni, anche su tutti i soldi già spesi per fare il collettamento? Sembra che sia andato “tutto in cavalleria”.

Del problema “depurazione” non se n’è potuto parlare neanche nell’ultima campagna elettorale di meno di un anno fa, perché il programma elettorale dell’attuale Sindaco De Vincenzi ne trattava marginalmente e, poi, lui, rifiutando un confronto diretto, vis a vis, ha evitato che di questo problema (come di altri…) si parlasse e si confrontassero le posizioni in merito.

Ma noi di questo stesso problema, invece, ne abbiamo fatto un “cavallo di battaglia” a favore dei cittadini. Perché è sempre più chiaro ed evidente che la depurazione per il 70% del territorio di Pietra Ligure e il 100% della Valmaremola non viene fatta, ma quei cittadini-utenti sono costretti a pagare lo stesso nelle bollette i costi di una depurazione che non c’è.

È per questo che, non mollando la presa, con altri cittadini abbiamo costituito un’associazione, “Pietra Libera”, che si vuole occupare in modo prevalente di questo come di altri problemi rilevanti. E, come gruppo consiliare d’opposizione della “Lista indipendente” vogliamo mantener fede agli impegni presi con gli elettori su questo stesso tema.

È per tutto questo che, dopo tutti questi anni di “chiacchiere” e “propaganda” che non hanno portato a nulla e lasciato tutte le cose come stavano, abbiamo deciso di far fare alla stessa questione della depurazione un salto di qualità. Abbiamo, infatti, unitamente a Pietra Libera, conferito il mandato ad un avvocato cassazionista di sporgere una diffida ufficiale alla Servizi Ambientali affinché non vengano più inseriti nelle bollette dell’acqua gli importi dei costi della depurazione che non viene fatta. Ci sono delle precise responsabilità in merito. Anche penali. Perché far credere che viene erogato un servizio, che in realtà, invece, non si eroga, per poter incassare il compenso dovuto, come se il servizio fosse reso effettivamente, nel diritto penale ha un nome.

Ma noi pensiamo che, avendo dato un congruo termine per rimediare, quindi togliendo gli importi della depurazione non fatta dalle prossime bollette, non si debba passare alle fasi successive, con i passaggi inevitabili che comporterebbero il “‘dare un nome” a quel comportamento, invocando l’intervento, tramite atti formali, di chi ha la facoltà di far rispettare la legge.

Mario Carrara, consigliere comunale di opposizione.

LEGGI DA DIFFIDA LEGALE dell’avv. Margherita Gallo…… 


M.Carrara

M.Carrara

Torna in alto