E’ notevole l’ammontare delle spese legali che da due anni il piccolo comune di Boissano sta sostenendo. E io pago! Direbbe il celebre Totò.
di Belfagor

Costi per consulenze e cause di varia natura che, da una prima analisi degli atti a disposizione, potrebbero già aggirarsi tra i quaranta ed i cinquantamila euro. Tra queste spiccano anche quelle di circa ventimila euro relative alla vicenda della stazione radiobase Iliad installata nell’agosto 2022.
E’ infatti il vicesindaco, avvocato Ramona Siri, che nello stesso anno si era attribuita le responsabilità dell’ufficio legale del Comune, a determinare le spese approvate dalla giunta di cui fa parte e relative alle controversie che vedono da una parte abitanti del paese che chiedono lo spostamento della installazione nella aree collinari di proprietà pubblica indicate dal piano antenne comunale e dall’altra l’amministrazione che intende mantenerla sul terreno in centro paese e di proprietà della madre del vicesindaco stesso.
E’ così che di fatto si è creato il paradosso per cui gli abitanti del paese rischiano e spendono in proprio nel tentativo di spostare l’installazione e la relativa rendita sul pubblico. Dall’altra parte il pubblico, il Comune, rischia e spende denari pubblici per mantenere l’installazione e la rendita, sul terreno privato. Il tutto con protagonisti che hanno un ruolo sia nel pubblico che nel privato.
Ricordiamo che l’installazione era avvenuta in modo illegittimo come chiarito dalla sentenza del Consiglio di Stato del dicembre 2023 https://lc.cx/DIzNgh in quanto la pratica non era stata considerata e nessuna valutazione svolta anche perché, come dichiarato dal sindaco, avvocato Paola Devincenzi, l’amministrazione era stata tenuta “all’oscuro di tutto” come dichiarato alla stampa https://lc.cx/dh9tDa
“All’oscuro di tutto” anche in conseguenza dell’obbligo deontologico di riservatezza imposto dall’ordine di appartenenza al vicesindaco in qualità di rappresentante della madre, come chiaramente dichiarato dallo stesso nella precisazione dell’epoca https://lc.cx/E8KLgk.
Dichiarazioni stampa che trovano conferma in numerosi atti disponibili tra i quali le risposta scritta alle interrogazioni della minoranza del settembre 2022: “In ogni caso, al fine di dirimere ogni dubbio, pare d’obbligo aggiungere che l’attuale Giunta è venuta a conoscenza dell’esistenza della pratica oggetto di interrogazione, solo nel momento in cui si è proceduto all’installazione dell’antenna nell’agosto 2022 e, conseguentemente, del proprietario del relativo terreno che risulta, come ormai è stato palesato, stretto parente di un suo componente.”
Ed ancora nel verbale della delibera 28 del settembre 2022 si trova che il sindaco: “Specifica comunque che dell’esistenza del procedimento amministrativo per l’installazione di una antenna da parte di un operatore telefonico in Via Zurmagli non si è mai parlato in consiglio e che i consiglieri comunali, anche di maggioranza del precedente mandato amministrativo, non hanno mai ricevuto alcuna notizia in tal senso”.
Una situazione dunque per la quale i componenti della amministrazione hanno accettato il fatto che il paese subisse l’installazione sulla base di un silenzio assenso causato anche dall’obbligo deontologico di riservatezza che la ha tenuta all’oscuro della vicenda.
E’ così che la mancanza di trasparenza nella gestione del caso Boissano ha contribuito a generare la triste vicenda, questo anche considerando quanto riportato nella sentenza del consiglio di stato ”La pubblica amministrazione, peraltro, come anticipato, una volta formatosi il provvedimento tacito, ha la possibilità di intervenire in via di autotutela, laddove non sussistano le condizioni per l’adozione dell’atto e per il conseguimento del bene…” Sapere in tempo cosa stava per succedere avrebbe potuto salvaguardare il paese con un opportuno intervento in autotutela.
Ed anche su questo argomento le pagine facebook di Boissano sono fonte di spunti di riflessione con un cittadino che si dichiara pronto a dimostrare nelle sedi opportune di avere personalmente informato il sindaco della installazione due giorni dopo il suo insediamento avvenuto a metà giugno 2022, ovvero in concomitanza del deposito della pratica Iliad depositata negli stessi giorni.
Simonetta, un paio di giorni dopo
l’insediamento avevo personalmente informato il Sindaco della futura antenna.
Paolo Barigelli Calcari come un paio di giorni dopo l’insediamento? Nel consiglio comunale dei primi di settembre del 2022, davanti ad un folto pubblico, ha detto che lo ha saputo ai primi di agosto insieme alla cittadinanza quando l’elicottero lo stava trasportando.
Alessandro, posso dimostrarlo senza difficoltà nelle sedi opportune!
Poi che sia perennemente confusa, ormai lo sappiamo. Ad esempio, nel consiglio comunale del 27/12/2024 ha dichiarato pubblicamente, guardandomi in faccia, che il nuovo regolamento per la manomissione del suolo pubblico non riguardava le opere per la posa di fibra ottica perché soggette a normativa specifica. Leggendone successivamente il testo mi sono accorto che descrive anche quelle opere e le regolamenta in contrasto alla normativa nazione.
Alessandro Gandolfo ma dai, come il sindaco non avrebbe saputo che mettevano l’antennone della famiglia del vicesindaco Siri… tu ci credi? Il tempo è galantuomo e le bugie hanno le gambe corte … secondo me in entrambi i casi verranno fuori prove e testimoni del contrario… e mentire agli elettori non si fa … male male.
Riflessioni dunque che alimentano ulteriori dubbi che andrebbero chiariti “in sedi opportune” a partire da quella travagliata commissione di inchiesta presieduta dal capogruppo di opposizione Massimo Zarillo che sta operando da ben due anni.
Nel frattempo il TAR ha recentemente valutato le modalità del riesame della pratica che il Consiglio di Stato ha imposto al Comune. Riesame difficoltoso soprattutto per quanto riguarda la sempre più dubbia vicenda del piano antenne comunale, all’epoca approvato anche dalla stessa proprietaria del terreno su cui è avvenuta l’installazione.
Piano antenne a favore del quale, nell’Agosto 2022, ben 1200 abitanti hanno firmato una petizione svoltasi in un clima teso sfociato addirittura in una brutta aggressione verbale ad una petitrice. Piano antenne di cui “nessuno” ricordava, “non reperibile nella casa comunale”, la cui delibera istitutiva era l’unica mancante in archivio. Piano antenne ottenuto e reso pubblico grazie all’intervento di un legale e dell’Autorità Nazionale Anticorruzione e dichiarato valido anche dal Consiglio di Stato.
Piano antenne che col riesame della pratica, e sulla base di un retribuito parere legale, è stato dichiarato totalmente illegittimo da una commissione edilizia nominata dalla giunta https://lc.cx/WDbh4L di cui fa parte anche un avvocato sodale del sindaco, che svolge incarichi professionali per il Comune.
Dichiarata illegittimità sulla base della quale il SUAP, del quale il sindaco si è attibuito la responsabilità, ha approvato l’installazione. Una situazione di sovrapposizioni di ruoli ed incarichi che la minoranza aveva chiaramente indicato con una apposita interrogazione https://lc.cx/PgvGLf
Il giudice infatti, pur nel decidere di disapplicare il piano antenne al fine di mantenere l’installazione, ormai avvenuta, ha chiaramante smentito il comune circa la validità del piano: “… diversamente da quanto sbrigativamente sostenuto dal Comune di Boissano la disposizione regolamentare preclusiva dell’intervento non è stata affatto annullata…” ed ancora “… Dunque, l’atto impugnato contrasta con una disposizione tuttora vigente del regolamento del Comune di Boissano, che impone la localizzazione delle stazioni radio base soltanto in aree pubbliche comunali già individuate.”
E’ così che le dichiarazioni dell’amministrazione ad impegnarsi con l’operatore per una trattativa stragiuduziale atta a spostare il ripetitore di cui “si era all’oscuro” sul terreno pubblico lontano dalle abitazioni previsto da piano antenne “smarrito”, contrastano con gli atti e le spese sostenuta dalla stessa per mantenerlo sul terreno privato in paese.