Spett. TRUCIOLI – BLOG del Basso Piemonte e della Liguria. Vi trasmetto il mio progetto altermativo a quello delle FS da me comunicato al loro Ufficio Stampa di Roma (non ho ricevuto risposta).
Mi sembra che potrebbe essere una soluzione che salva le necessità delle città attraversate senza far perdere loro le stazioni in città.
Spettabile Ufficio Stampa FS. Prego codesto Ufficio Stampa di consentire al sottoscritto Avv. Domenico Accorinti, Vs. collega giornalista pubblicista che per una vita intera si è interessato di problematiche ferroviarie, di trasmettere agli uffici competenti questi miei suggerimenti che potrebbero rappresentare una possibile soluzione, a mio avviso ben equilibrata tra i vari interessi in ballo, a questo problema rimasto ancora privo di soluzione definitiva.
Suggerirei che la nuova tratta a due binari tra le stazioni di Finale Ligure e di Pietra Ligure venisse costruita, pressocché interamente, in una nuova galleria a due binari, lunga circa 10 km, lievemente arcuata per evitare la conca di Borgio, che avrebbe il suo imbocco accanto (lato monte) all’ingresso dell’attuale breve galleria Caprazoppa.
Il percorso ad arco della nuova galleria, transitante sotto Verezzi, dovrebbe avere il suo sbocco nell’attuale tracciato poco prima del sito della stazione di Pietra Ligure nei pressi di Piazza S. Pio V.
Tale sbocco però non dovrebbe aver luogo all’attuale livello del piano del ferro ma ad un livello inferiore, il che consentirebbe di costruire al suo posto una pista ciclabile e una passeggiata pedonale.
Tale pista ciclopedonale (simile a quella già costruita tra Ospedaletti e S. Lorenzo al Mare) poi proseguirebbe, da un lato, nella attuale galleria in direzione di Borgio e, dall’altro lato, avrebbe cominciamento dall’esistente passaggio a livello del Lungomare Marconi di Loano che, col nuovo percorso ferroviario sotterraneo, diventerebbe un sovrappasso sotto il quale vi sarebbe l’imbocco della galleria artificiale di circa 5 km, costituente il nuovo tracciato ferroviario a due binari.
Tale galleria artificiale, che inizierebbe dal suddetto attuale PL del Lungomare Marconi di Loano, porterebbe allo sbocco in Pietra Ligure della succitata galleria naturale proveniente da Finale Ligure sito, come si è detto, nei pressi di Piazza S. Pio V, andando in direzione Genova, poco dopo la Stazione di Pietra Ligure.
L’abbassamento del piano del ferro in parola comporterebbe che il percorso di quest’ultimo si verrebbe a trovare a quote inferiori di qualche metro al di sotto del livello del mare (probabilmente, nei punti più vicini alla costa, intorno a quota -4 metri), ma ciò non dovrebbe rappresentare un problema, viste le soluzioni sottomarine già adottate a suo tempo con l’abbassamento del piano del ferro sul lungomare di Reggio Calabria (tratta Reggio C. Lido – Reggio C. Centrale della Linea Battipaglia – Reggio Calabria), località oltretutto soggetta a violenti mareremoti.
Andando in direzione Ventimiglia al di là del suddetto costruendo sovrappasso del Lungomare Marconi vi sarebbe una rampa, di pendenza, non superiore, presumo, all’8°/°°, ricongiungente, alla testata dell’attuale ponte sul Torrente Varatella, il nuovo tracciato ribassato con il preesistente tracciato successivo.
I servizi delle stazioni di Pietra Ligure e di Loano resterebbero negli attuali fabbricati che, mediante adeguati scale e ascensori, verrebbero direttamente collegati ai marciapiedi sotterranei.
In questo modo, da un lato, la parte urbanisticamente più gravosa del tracciato attuale verrebbe eliminata dando luogo ad una vera e propria riqualificazione urbanistica, senz’altro gradita ai Comuni interessati, e, proseguendo verso Ventimiglia, la necessità di un nuovo tracciato si presenterebbe solo dopo la stazione di Albenga, dove, attualmente, il binario torna a diventare unico.
In conclusione, dal ponte sul Torrente Varatella sino alla stazione di Albenga, si tratterebbe solo, andando in direzione di Ventimiglia, di riqualificare il tracciato a due binari già esistente, in particolare eliminando, se non mi inganno, un solo passaggio a livello e, forse, costruendo qualche opportuna barriera antirumore.
Il raddoppio in sede a partire dalla stazione di Albenga riteniamo che possa aversi sino all’imbocco della prima galleria successiva alla suddetta stazione. Qui, sulla destra dell’attuale galleria, dovrebbe costruirsi una nuova galleria a due binari, lunga una decina di chilometri, sbucante a fianco, lato monte, dell’attuale galleria che unisce la stazione di Laigueglia (col nuovo tracciato sarebbe destinata alla chiusura) a quella nuova di Andora, dove ha inizio la tratta, ormai completamente raddoppiata, per Ventimiglia.
Anche in questo caso ci sembra che sarebbe opportuno costruire, come sulla tratta Pietra Ligure – Loano, una nuova stazione sotterranea ad Alassio, a livello presumibilmente più basso di circa 15 – 20 metri rispetto all’attuale stazione (sotto un istituto religioso posto sulla collina). Anche in questo caso il piano del ferro, qui sito in galleria naturale più interna di 60 – 70 metri rispetto all’attuale stazione, verrebbe collegato con l’elegante edificio storico della stazione esistente, dove rimarrebbero tutti i servizi essenziali per i passeggeri, da adeguate scale e ascensori.
Inoltre anche in questo caso sul vecchio tracciato, una volta abbandonato, potrebbe essere realizzata una pista ciclopedonale tra Albenga e Marina di Andora, prolungabile ulteriormente per Diano Marina, Imperia e San Lorenzo al Mare.
Concudendo vorrei qui solo dire, anche in relazione alla chiusura delle stazioni di Borgio e di Laigueglia, un’ultima cosa riguardante la gestione congiunta del trasporto strada – rotaia: la complementarietà tra il servizio automobilistico di Riviera Trasporti (visto come un servizio intercomunale, sotanzialmente pluriurbano, certamente più lento di quello ferroviario ma dotato di fermate molto ravvicinate, e sicuramente complementare al mezzo su ferro) e quello ferroviario. Un servizio che conosco bene per l’attività che esso svolge tra Ventimiglia e San Remo (anche se, a mio avviso, sarebbe preferibile il suo prolungamento di quest’ultimo da S. Remo sino alla Staz. Taggia Arma FS).
Distinti saluti. AVV. DOMENICO ACCORINTI
PUBBLICISTA- 10128 TORINO, Corso Re Umberto, 57
P.S.- Temo che non ne faranno nulla di alcun progetto alternativo. Me lo dice la mia lunga esperienza in proposito. Gli interessi (privati) in ballo sono troppo grossi. Solo un potente comitato, ma veramente potente, potrebbe impedire di modificare i progetti stabiliti (in genere pessimi per i risultati e più costosi) d’autorità. E ciò in barba ad ogni legge sull’intervento dei cittadini (che in Francia funziona benissimo).
2/Spett. Trucioli.it, ho letto, grazie alle Vostre indicazioni, il progetto di Gianluigi Taboga (da lui pensato, a mia insaputa, ben prima di me) che nella sostanza equivale al mio (non ho solo ritenuta opportuna anche una stazione in galleria per Laigueglia, ma invece potrebbe anche esserlo, come ritiene Taboga, ma, a mia volta, forse ho puntualizzato meglio alcuni aspetti particolari del suo valido progetto).
Osservo comunque che se, senza sapere uno dell’altro, Taboga ed io abbiamo suggerito praticamente la stessa cosa, un motivo di buon senso (equilibrio tra tante esigenze) ci sarà se una stessa soluzione progettuale è balzata agli occhi a più persone come la più opportuna.
Allungare di circa due chilometri (da 30 a 32 km) il percorso tra Finale Ligure e Andora e creare delle stazioni a mezza costa lasciando un’intera conurbazione, che va da Albenga a Pietra Ligure con una serie di stazioni a mezza costa distanti dalla suddetta densamente popolata conurbazione, mi sembra una follia economico-sociale, sia per il maggior costo dellì’opera in sè sia per i vantaggi sottratti alle collettività della conurbazione stessa.
I criteri delle scelte della spesa pubblica non sempre rispondono alle pubbliche esigenze. In questa, come in altre fattispecie che ho potuto incontrare nel mio volontariato in Pro Natura Torino, solo opponendo forza economica a forza economica si possono ottenere dei risultati.
Pertanto ritengo che, anche in questo caso, solo la coscienza, da estendersi poi a tutti i cittadini, che, una volta attuato il progetto alternativo, agli operatori commerciali e turistici della conurbazione Albenga-Ceriale-Borghetto S. Spirito-Loano-Pietra Ligure, potrebbe essere causato un notevole danno economico dalle nuove modalità di accesso, potrebbe fermare questo progetto.
Oltretutto tale progetto, tra l’altro, più lungo di almeno 2 km rispetto al tracciato attuale, tutto gallerie e viadotti sfregianti ulteriormente anche il già sufficientemente sfregiato panorama della piana di Albenga, appare essere costosissimo.
L’arma in mano ai cittadini e agli operatori commerciali della conurbazione? Lo sciopero del voto contro un grande sperpero del danaro pubblico, oltretutto con risultati di danno economico e di peggior sistema di trasporto pubblico anche per l’intera cittadinanza!
Ma per fare ciò ci vorrebbe qualcuno che risvegliasse la coscienza dei cittadini e degli operatori commerciali circa i danni del progetto, al momento vincente contro ogni buon senso. Con in più l’aggravante che, sin dal 1994 tale progetto alternativo era ben noto. Chi può si faccia avanti.