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Boissano, la parrocchia diffida il Comune. Canonica ‘occupata’ dalla Croce di Malta


Non è frequente leggere una notizia in cui la Parrocchia diffida un Comune. Accade con la manutenzione straordinaria dei locali dell’immobile nella casa canonicale.  La canonica di Boissano occupata in parte dal Comune che ne concede l’utilizzo alla Croce di Malta. La parrocchia ha promosso un’azione legale. (vedi….).

L’allora presidente della II Commissione Sanità dela Regione, dr. Brunello Brunetto, in visita nel settembre 2021 alla Croce di Malta di Boissano foto SavonaNews)

Questa volta proprio non ci voleva. Siamo arrivati a questi punti con l’Amministrazione e giunta Devincenzi? Cerchiamo di spiegare. Il Comune di Boissano e la Croce di Malta sono stati legalmente diffidati (studio legale Assereto di Genova) dall’occupare ed utilizzare i locali ritenuti di proprietà della parrocchia intimandone la restituzione al legittimo proprietario nonché la rimozione dei cartelli affissi sulla facciata.

“Tale occupazione è del tutto illegittima, come illegittimo è lo spossessamento dei locali dai parte del Comune di Boissano ai danni della Parrocchia” riporta tra l’altro la diffida.

“Relativamente alla situazione in oggetto evidenzio che la proprietà dei locali in capo alla Parrocchia emerge da numerose risultanze, sia documentali che di fatto”

“Chiedo infine che il Comune di Boissano e la Croce di Malta prendano contatto con il sottoscritto legale al fine di dirimere la questione, riservandomi ogni azione meglio vista e ritenuta nell’interesse della mia Assistita in difetto di positivo riscontro, entro e non oltre il termine di quindici giorni dal ricevimento della presente.” conclude il legale incaricato dalla parrocchia.

I fatti- Con determina del gennaio 2024 il comune stanziava cinquantamila euro per lavori di manutenzione straordinaria dei locali dell’immobile di cui dichiarava una proprietà evidentemente non certa ma anzi contesa.

Con delibera del marzo 2024 lo stesso ente stanziava trecentodiecimila euro per interventi di edilizia pubblica sull’edificio di proprietà comunale in via Polenza 45 adibito a scopi sociali e concesso in uso a titolo gratuito alla Pubblica Assistenza “Croce di Malta” già con delibera del marzo 2009.

E’ così che in previsione degli imminenti lavori sulla sede di via Polenza che il comune avrebbe disposto il trasferimento della associazione nei locali in Vicolo della Canonica.

Si aggrava quindi ulteriormente il livello di conflittualità che a Boissano sta caratterizzando l’amministrazione Devincenzi già a partire dai primi giorni del suo insediamento con la nota vicenda del ripetitore telefonico installato in mezzo al paese e proseguito con una lunga serie di eventi discutibili di cui abbiamo informato i lettori in questi due anni abbondanti. Una conflittualità che in modo dirompente si propaga ora dal Comune anche alla parrocchia ed alla associazione di pubblica assistenza.

E sulla oramai ben nota pagina facebook del paese Vivere a BOISSANO: sopravVivere a BOISSANO (oltre 1800 iscritti) parte immediatamente il dibattito:

Piero Dacquino- SE, come pare, la proprietà di questi locali è contesa con la Parrochia che ne deteneva l’uso fino a poco tempo fa. SE, come pare, non si è trovato un accordo con la Parrocchia

ALLORA siamo di fronte

1) ad una gravissima mancanza di sensibilità sociale da parte dell’Amministrazione che ne ha preso possesso e dei responsabili dell’associazione che ora li sta occupando ; meglio sarebbe stato trovare un accordo con il Parroco e la comunità di fedeli che rappresenta prima di procedere

2) ad un uso pericolosamente incauto di danaro pubblico: cosa succede se poi il Parroco ha ragione e sono stati effettuati lavori su immobili non di proprietà del Comune?

Penso che fedeli, volontari e cittadini tutti di Boissano meritino una guida migliore fatta di ascolto dialogo e condivisione… valori che sembrano dimenticati da chi è oggi in maggioranza e alla guida di alcune associazioni

Rosy Mamo -Sarebbe più opportuno tenere chiuso il locale fino a quando non viene fatta chiarezza….estremamente amareggiata per certi comportamenti davvero inopportuni. Abbiamo la sala polivalente che sarebbe stata un ottima sede provvisoria con la possibilità di parcheggio davanti x l’ambulanza….davvero fatico a capire. Mi piacerebbe che qualcuno rispondesse in merito ma a quanto pare sembra che ci sia il divieto di rispondere a qualsiasi domanda …. non aggiungo altro.

Alessandro Gandolfo- Si sono deliberati circa 300.000 per rifare la sede a breve. Coi 50.000 per sistemare i locali nella casa canonicale probabilmente si dà una soluzione temporanea durante i lavori. E pensare che pochi anni fa la precedente amministrazione pensava di vendere l’immobile nella curva per fare cassa. Non so quanto si sarebbe potuto fare: 100000, 200000 Mila?

In un paese dove pare che a qualcuno sia stato suggerito di fare una colletta per trovare 40 euro per rimpiazzare uno specchio stradale, un paese che da due anni e mezzo ha spento metà dei lampioni per risparmiare, a mio avviso, fa pensare. Come fanno pensare i lavori da 100.000 all’invaso per sistemarlo e subito dopo i 620.000 per toglierlo in modo reversibilite che se arrivano altri soldi si rifà.

Paolo Barigelli Calcari- Era in vendita con progetto di ampliamento approvato e se non sbaglio a 250.000€, ho tutta la documentazione dell’operazione salvata da qualche parte in archivio, andrebbe rispolverata… Una questione mal gestita che doveva chiaramente essere risolta con largo anticipo mediante una disponibilità al dialogo che pare essere mancata rispetto agli eventi accaduti negli ultimi due anni e senza che un legale dovesse intimare di dirimere in quindici giorni.

ULTIMA ORA- Il sindaco a Savonanews ha dichiarato che tutto sarà presto chiarito e di aver avuto un incontro con il vescovo tenuto all’oscuro della diffida che il Comune non ha peraltro ancora ricevuto. Il sindaco immagina anche chi siano i veri ispiratori del Parroco. Insomma altra congiura di cattivi paesani contro un’amministrazione comunale che si sacrifica solo per il bene della collettività  e senza ombre o conflitti di interesse personale.


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