Ceriale non valorizza come meriterebbero i suoi itinerari collinari per trekking e mountain bike. In altro articolo diamo conto di Andora dove il Comune stanzia 133 mila € per rendere fruibili 54 km di tracciati suddivisi in 4 anelli ciclopedonali. Perchè a Ceriale si legge solo di utili interventi pubblici nell’area centrale e non già del suo panoramico hinterland ? Come incentivo alla promozione turistica e visitatori. E c’è pure chi propone senza disprezzo: ‘Ceriale città degli asini …’
Sul Secolo XIX di mercoledì 16 febbraio 2022 si poteva leggere da Finale Ligure: “Sono stati 14.500 i contatti registrati dall’Infopoint Outdoor nel 2021, oltre il doppio rispetto ai 6.951 del 2020 con una decisa impennata di utenti principianti. È uno dei dati positivi emersi durante la prima assemblea annuale dei 120 soci del Consorzio “Finale Outdoor Region”, che ha anche registrato un aumento di presenze per il periodo settembre/novembre 2021 rispetto all’anno 2019, in cui per la prima volta Finale ha superato Alassio. Ottimo il riscontro anche nei mesi estivi con un sensibile aumento della domanda di esperienze outdoor, in un periodo in cui la fa da padrone il turismo balneare. Tra le tematiche affrontate anche la necessità di fare squadra tra gli operatori in modo da portare al cliente un servizio esclusivo e ad alto valore aggiunto”.
E a Ceriale ? Le sue strade panoramiche uniche per caratteristiche tutte fronte mare e baia? Si può iniziare, ad esempio, dal levante cittadino (via Cadanzo, Panoramica, intersezione con via Pietrafaccia, via Degli Alpini, via Castellaro, via Tecci e Paverne, fino all’incrocio dove ha sede il Museo Paleontologico da cui si diramano via Peagna, via Case Sottane, via Nostra Signora delle Grazie, Via Magnone)per ridiscendere in via Romana e sull’Aurelia, ma anche attraverso Le Campore raggiungere la provinciale che porta a Campochiesa. Oppure immettersi, sempre sulla statale n 1, in località Muragne. Perchè non si sfrutta, con tutte le sue potenzialità ambientali, sportive e ricreative, un itinerario all’aria aperta con pochi uguali per le sue caratteristiche. Perchè è facile percorrere anche strade sterrate, malridotte, carenti di manutenzione, tra fossi e sobbalzi, imbattersi in frequenti discariche. Nel tragitto
di via Pietrafaccia lodevolmente il vice sindaco Giordano ha chiamato a raccolta volontari. Hanno riempito 25 sacchi e sono stati ‘premiati’, si fa per dire, con un vassoio di una squisita torta casalinga. E lo stesso Giordano ha postato un breve video di ringraziamento ed incoraggiamento. Utile fare proseliti ed educazione civica verso chi abbandona in aree pubbliche l’immondizia.
Il sindaco Luigi Romano ha tenuto per se la delega alle Politiche Turistiche, cosa c’è di più importante se non sfruttare, oltre alla spiaggia, al lungomare, alle manifestazioni, anche ciò che offre madre natura, i suoi scenari, le sue potenzialità lungo salutari percorsi in collina. Un tematica che se chiama in causa il capo della giunta in primis dovrebbe coinvolgere l’attenzione propositiva di tutti i componenti il consiglio comunale, maggioranza e minoranza. Non vogliamo sbagliare, ma pure cliccando le voci di ‘itinerari
campestri’ o similari, per quanto riguarda Ceriale sono anni che non si legge nulla di particolare quanto a iniziative di richiamo naturalistico. Tutta l’attenzione pare concentrata in un’area circoscritta tra il capoluogo ed il vecchio borgo Peagna. Nulla dunque sui percorsi collinari. Nessuna iniziativa, diciamo sportiva ricreativa, per sfruttarne le potenzialità, le opportunità, ma anche avere cura, investire laddove è necessario alla valorizzazione. In qualche tratto sono state sistemate utili panchine, in passato si era anche provveduto alla piantumazione di alberelli sul lato mare. Qualche tratto è asfaltato, ma in generale prevale il senso di abbandono, trascuratezza, assenza della cura dell’uomo. Peraltro, in precedenti servizi, avevamo dato conto con un collage fotografico del pietoso stato della ‘famosa’ fontana di Anthia e dell’indecoroso tratto di strada che la separa da Peagna antica.
Abbiamo letto con interesse l’iniziativa di domenica 13 febbraio. E le notizie stampa. Ceriale, trekking sui monti, fra laghetti e cascatelle. Dalle ore 9 – si leggeva – si potrà prendere parte ad un trekking fra laghetti e cascatelle nella riserva naturale di Rio Torsero e Valle Ibà. Il percorso inizia a Peagna, nell’entroterra di Ceriale, e il sentiero raggiunge tre croci che segnano altrettante creste delle montagne della Liguria di Ponente: la rocca dell’Uomo (557 metri), il monte Pesalto (686 m) e una terza croce su una piccola cresta e non segnalata sulle cartine. Infine il sentiero ci porta al Poggio Ceresa (o Pizzo Ceresa, 714 m), riconoscibile per le antenne che sorgono sulla sua vetta e la piccola e pittoresca cappella. Tutta la salita da Peagna al Poggio Ceresa viene fatta seguendo il sentiero dell’Alta Via dei Monti Liguri. Il ritorno percorre la bella e incassata Valle del Rio Ibà. Il percorso prosegue a fianco del rio Ibà, ora sulla sponda destra, ora su quella sinistra, con diversi attraversamenti, di facile percorribilità. L’ambiente diventa più selvaggio con numerosi laghetti e cascatelle. La durata dell’escursione è di cinque ore. Il punto d’incontro è il parcheggio del supermercato Lidl sulla via Aurelia. Prenotazioni: info@liguriatrekking.it, tel. 347-4166068.
Ci sarebbe da ricordare anche la storia del ‘900 e che le generazioni di peagnoli anni ’30-’40-’50 forse ricordano. Nei prati sottostanti il monte Pesalto e Pizzo (o Poggio) Ceresa si recavano i contadini, i
pastori per tagliare il fieno, ma anche legname per il carbone. E in quelle terre si verificavano frequenti scontri con abitanti di Balestrino, Vecersio, Toirano che, a loro volta, raggiungevano prati e boschi contesi, tra proprietà private e beni demaniali.