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Lettera / Il futuro dell’isola Gallinara?
Meglio il privato che i politici affaristi
Il sindaco scrive al ministro: no a proclami

Ecco perché l’Isola della Gallinara, in questa Italia di politici affaristi, è meglio che resti di proprietà privata e non divenga mai di pubblica proprietà. Lo ha ben descritto, inconsapevolmente, ad un giornalista de La Stampa, uno dei proprietari che sarebbe favorevole alla vendita al pubblico e non al magnate ucraino che l’ha acquistata (ma che ora la potrebbe perdere qualora esista la possibilità di una “prelazione” da parte dello Stato o della Regione Liguria).

Titola il quotidiano nell’articolo a firma di Stefano Pezzini: ‘ Sulla Gallinara naufragato ogni progetto. Ecco perchè ho deciso di vendere la mia quota del 4%. L’imprenditore ingauno Gianni Sommariva spiega i motivi che hanno portato alla decisione. Ma io spero resti pubblica’.

“Gli attuali proprietari hanno deciso di vendere perché disamorati da una situazione di immobilismo che dura da sempre. Tutti i progetti di un uso consapevole e rispettoso dell’isola sono naufragati, andati a sbattere contro il muro di gomma della burocrazia e dell’indifferenza di gran parte della politica (…) chi sta acquistando la Gallinara potrà fare ben poco, per fortuna ha una serie di vincoli che impediscono ogni speculazione. (…) La tutela ambientale e i vincoli sono stati un deterrente, probabilmente superabile, se ci fossero state le condizioni di sicurezza. Sull’isola manca l’acqua, manca un sistema antincendio, ha sentieri che in molti punti non hanno corrimano o parapetti, tutte cose che ne impediscono la fruizione. Tutte cose che si potrebbero superare con investimenti adeguati, ma si tratta di investimenti legati ad un progetto più ampio di utilizzo turistico-ambientale dell’isola. Si sarebbe potuto fare già da tempo, con un patto pubblico-privato, ma non è stato fatto”.

Un progetto che potrebbe essere portato avanti dalla mano pubblica? Ha chiesto l’intervistatore, ricevendo un ovvio assenso. E invece NO, l’isola della Gallinara non ha bisogno di essere addomesticata per renderla fruibile al pubblico col rischio che proprio l’uso pubblico diventi la sua rovina, con opere di “messa in sicurezza”, erosioni ambientali da eccesso di calpestio ed anche rischio altissimo di incendi causati proprio dai potenziali visitatori. L’Isola Gallinara, ma anche di Bergeggi, non devono divenire le puttane della costa occidentale ligure affinché producano soldi con le “marchette” dei visitatori! Un gioiello non lo si affitta a chi desidera fregiarsene, ma lo si mette sotto una teca e lo si guarda dall’esterno.

L’Isola della Gallinara deve restare un gioiello incastato nel mare del golfo tra Albenga ed Alassio, che i visitatori la possano “visitare” solo osservandola dalla costa o dalle barche se si vuole che il gioiello si preservi per sempre; e che anche quel porto eccessivo per le ridotte dimensioni dell’isola e che già la sfregia, sia ridotto, visto che vi dovrebbe esservi consentito solo l’attracco di piccole imbarcazioni. Per non dire della navigazione e l’ancoraggio nei suoi dintorni, che dovrebbero essere limitati a non meno di 500 metri visto che si parla di un Parco anche marino. Ma, purtroppo, ciò non succederà, specie se mai l’autorità pubblica dovesse trovare i 20/25 milioni di euro per acquistarla con diritto di prelazione – sempre che questo diritto esista veramente!    


Murialdo, 6 Settembre 2020                                                 Franco Zunino
                                                                                   Segretario Generale AIW
Isola Gallinara, il sindaco Riccardo Tomatis scrive al Ministro Franceschini

COMUNICATO STAMPA – Nella giornata odierna il sindaco di Albenga Riccardo Tomatis inoltrerà una lettera al Ministro Franceschini per conoscere gli intendimenti del Governo sulla questione Isola Gallinara.

Spiega il primo cittadino: “In queste settimane ho avuto un dialogo continuo, proficuo e costruttivo con la Soprintendenza, la vecchia proprietà dell’isola e, naturalmente, cittadini e associazioni che hanno manifestato in maniera plebiscitaria il desiderio che l’isola Gallinara torni a essere un bene pubblico e fruibile. L’attenzione su questo tema, quindi, è sempre stata alta, sia da parte mia, che da parte degli uffici comunali che hanno raccolto e fornito tutte le informazioni e la documentazione necessaria per permettere agli Enti competenti di valutare la possibilità di esercitare il diritto di prelazione sulla vendita. In questi ultimi giorni, in particolare, abbiamo ritenuto più importante agire che fare proclami, per questo che abbiamo tenuto contatti stretti con le istituzioni competenti al fine di poter raggiungere, insieme, questo importante risultato. Purtroppo ci rendiamo conto che i tempi stringono e per questo, oltre alla richiesta effettuata nei giorni scorsi di poter avere un colloquio telefonico con il Ministro, ho deciso di scrivergli personalmente e formalmente spiegando, ancora una volta, il valore inestimabile della nostra isola e le opportunità che si aprirebbero per il territorio se tornasse ad essere un bene pubblico. La città di Albenga sarebbe orgogliosa di aver contribuito a un risultato di tale portata che deve essere visto anche come investimento per le generazioni future per le quali l’isola potrebbe costituire un importante volano per la crescita delle attività turistiche, sportive, ricreative e culturali a vantaggio di tutto il comprensorio ingauno e ligure”.

CI PENSA CIANGHEROTTI !

DA SEMPITERNI CANDIDATI ANCHE UNA FOTO PUO’ ESSERE UTILE: IO CI SONO…DA GARANTE IN COERENZA COME POSSONO TESTIMONIARE TUTTI I MIEI CONCITTADINI. CON L’IMPRIMATUR DELLA SINISTRA, IO CHE SONO DI DESTRA E TRA I ‘FRATELLI D’ITALIA’ VERI. HO LASCIATO CERIALE DOVE TUTTI MI VOLEVANO PER FARE IL BENE DEGLI ALBENGANESI E NON HO DUBBI CHE SARANNO RICONOSCENTI NELLE URNE. SONO TRA I POCHI A NON AVERE INTERESSI E VIVERE DEL MIO LAVORO, I 14 MILA EURO AL MESE IN REGIONE LI DEVOLVERO’ IN BUONA PARTE AI MIEI CONCITTADINI MENO ABBIENTI. 

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